Vittorio Cordioli

Vittorio Cordioli

L’elevatissima competitività di questo settore, la sfrenata voglia di arrivare talvolta offusca le menti di noi modelli/e, ma io voglio una famiglia del mulino bianco

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Sembra avere le idee chiare su cosa vuole dalla vita Vittorio Cordioli, giovane modello di Brescia, ospite della nostra rivista per un servizio fotografico presso la palestra Il Club di Azzano San Paolo (BG). Studente di economia oltre che modello, Vittorio ha viaggiato in Danimarca e in Turchia e sogna di visitare il Canada. È stato ad Istanbul fino a pochi giorni prima dell’attentato di gennaio 2016.

Particolarmente attento al proprio aspetto vive l’attimo sperando di costruire la sua famiglia «da mulino bianco» come dice lui stesso. A fine Settembre parteciperà al Models for Italy 2016.

Ciao Vittorio grazie per aver accettato l’intervista. Allora, ti abbiamo visto nel servizio fotografico (in photogallery). Ma tu chi sei? Raccontaci la tua storia.

Sono un ragazzo di 23 anni, studente all’ultimo anno di economia e modello. Sono un ragazzo molto socievole, attivo, pieno di energia e voglia di fare. Nella mia vita ho viaggiato già molto e amo farlo, mi piace stare a contatto con persone tra loro diverse e mettersi alla prova per sviluppare il proprio modo di essere e pensare. Mi definirei una persona stacanovista, molto ambiziosa, precisa, affidabile e flessibile, pronto e capace ad adattami sempre e nuove circostanze.

Quando e perché hai deciso di dedicarti alla moda?

Tre anni fa (all’età do 20 anni) perché molte persone sostenevano che avessi il potenziale per farlo e principalmente perché poteva essere una semplice fonte di guadagno per mantenere gli studi universitari.

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L’ambiente della moda e dei concorsi di bellezza è spesso rappresentato come contraddittorio: da un lato esalta forza, prestanza e divertimento, ma talvolta queste divengono un’ossessione che sfocia nell’abuso di stupefacenti, doping o malattie psicosomatiche come l’anoressia. Dato che lo frequenti ti chiedo una testimonianza di come lo vedi tu e cosa pensi di questi problemi?

Non sono mai stato soggetto a tali problemi in quanto essendo la mia professione soprattutto quella dell’indossatore non mi è richiesto un fisico troppo prestante e non sono quindi mai caduto nella tentazione di “aiutare” la mia crescita muscolare attraverso l’uso di sostanze dopanti. L’elevatissima competitività di questo settore, la sfrenata voglia di arrivare che talvolta offusca le menti di noi modelli/e può sicuramente portare a patologie psicofisiche come ansia, stress, invidia e appunto l’anoressia, problema maggiormente riguardante il mondo femminile.

Lo scorso anno sei stato nominato Mister Model Italia. Come è stata questa esperienza?

È stata bellissima per il gruppo di amici che si è venuto a creare tra i finalisti del concorso e per l’emozione provata durante tutto il cammino al successo nei tre giorni di finale disputati a bordo di una nave da crociera. È stata poi, una soddisfazione grandiosa essere il primo tra molti partecipanti e sentirsi finalmente soddisfatti e appagati per il lavoro e gli sforzi fatti per raggiungere tale obiettivo; questo mi ha dato una carica emotiva maggiore per cimentarmi ancora in questo mondo.

Bellezza ed eleganza corrispondono?

Si può essere belli senza essere eleganti e viceversa. Credo la bellezza abbia tante sfaccettature e possa essere vista e definita in doversi modi: quello dell’eleganza può essere uno di questi e mi appartiene e piace di più. Una bellezza sobria, non vistosa e volgare.

Quale è l’esperienza più bella che hai fatto sino ad ora?

Senza ombra di dubbio i due semestri spesi per studio all’estero, prima in Danimarca e poi in Turchia. Esperienze uniche e indimenticabili, piene di viaggi, culturalmente e socialmente ricchissime che mi hanno insegnato e regalato emozioni, lezioni di vita e nuovi “strumenti” indispensabili per affrontarla al meglio. Ne parlo sempre con infinita gioia e con una goccia di nostalgia verso quei tempi meravigliosi e passati purtroppo troppo in fretta, ma che mi danno la motivazione e la voglia di attivarmi per ripartire nuovamente verso una nuova meta ed una nuova esperienza da vivere.

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Non sei solo un modello, ma studi Economia. Come mi hai appena detto durante il tuo percorso hai vissuto per dei periodi in Danimarca e in Turchia e hai lasciato il paese proprio poco prima dell’esplosione delle proteste. Puoi raccontarci il clima dei giorni precedenti all’attentato?

A dire la verità durante tutto il periodo della mia permanenza a Istanbul tutto sembrava a calmo e sereno (molto probabilmente per la volontà del governo di mettere a tacere le sommosse). Istanbul è una città davvero immensa e io, nonostante tutto, mi sentivo al sicuro, forse anche trasportato dalla spensieratezza dello studente erasmus. Gli attentati sono avvenuti e tutt’ora avvengono senza particolare preavviso o sentore. Sono eventi inaspettati, quindi è per questo che il clima era, seppur in un’area di pericolo, sereno.

Cosa hai provato vedendo ciò che è avvenuto in quei giorni? Torneresti ad Istanbul? Cosa ti ha lasciato il periodo trascorso lì?

Ho provato una sensazione di pericolo prima di tutto. Era strano pensare che è sia successo tutto ciò in luoghi che visitavo quasi quotidianamente e ora mi sento davvero fortunato a non essere stato una delle persone coinvolte se penso che come è capitato a loro, poteva accadere anche a me. Ora sinceramente la situazione si è fatta troppo calda e credo non ci tornerei più; ho anche dovuto annullare un viaggio già programmato con la mia famiglia proprio ad Istanbul. Nonostante il pericolo corso, questo semestre turco mi ha dato tantissimo, dal punto di vista culturale, emozionale, personale, sociale. È stata un’avventura (perché così la chiamerei) che rifarei mille volte.

Le notizie non sono rassicuranti nemmeno oggi. È dei giorni scorsi la notizia dell’arresto di due giornalisti e una docente universitaria accusati di terrorismo per aver espresso solidarietà ai Curdi; inoltre è stato proibito il Gay Pride. Come ti fanno sentire queste notizie da un paese in cui hai vissuto alcuni mesi? Te lo aspettavi?

Quella turca (musulmana) è sicuramente una cultura ricca, ma che definirei anche pesante e movimentata. Personalmente non la condivido, sentendomi parte di una cultura liberista ed egualitaria come quella nordica (vissuta appieno in Danimarca appunto). Negli ultimi anni, con l’affermazione dell’attuale presidente Erdogan, la Turchia ha purtroppo fatto un passo indietro in quel processo di integrazione sociale che aveva iniziato. È tornata ad essere più chiusa e conservativa, con meno libertà di pensiero, azione e parola: un esempio sono appunto i due avvenimenti sopra citati. Forse la cosa non mi tocca direttamente né coinvolge particolarmente, essendo un paese dove non ho intenzione di vivere, ma posso dire, avendo vissuto la vita politica del luogo durante la mia permanenza, che SI, mi sarei assolutamente aspettato avvenimenti di questo genere (non sono i primi e non saranno di certo gli ultimi).

Ho visto che ami viaggiare. Cosa significa il viaggio? Dove ti piacerebbe andare e perché?

Viaggiare significa scoprire. Scoprire se stessi, cosa ci piace, come reagiamo a diverse circostanze, come ci adattiamo, quello che proviamo durante il viaggio. Viaggiare è movimento, essere liberi e flessibili, non porsi limiti nel voler vivere e scoprire. È l’unica cosa che può veramente aprire cuore e mente, che può riempirti e farti sentire veramente appagato. Mi piacerebbe visitare gran parte del globo terrestre, ma la meta che più mi è cara e a cui ambisco nel mio prossimo futuro è il Canada. Paese immenso, ricchissimo, dal grande valore territoriale e culturale e dall’altissima qualità della vita (Toronto è stata nominata nel 2014 la città più “vivibile” del mondo). Molte persone a me care me ne hanno parlato benissimo, è un viaggio oltreoceano che mi incuriosisce e che credo farò molto presto.

Dato il tuo lavoro mi sembra che tu sia interessato al benessere del corpo. Come ti curi? Cosa significa prendersi cura del proprio aspetto?

Si sono interessato al mio aspetto fisico, mi serve per la mia professione e mi piace essere soddisfatto di me stesso, mentalmente cosi come fisicamente. La cura del corpo parte principalmente dall’attività fisica e dal controllo meticoloso dell’alimentazione. Vista la mia professione curo molto la pelle (imperfezioni e abbronzatura), l’acconciatura di barba e capelli e la perfezione della dentatura. Prendersi cura del proprio aspetto credo significhi, anche se suona male a dirlo, amare se stessi (condizione necessaria per svolgere al meglio tale professione) consapevoli della grande importanza che, direi purtroppo, l’aspetto esteriore ha assunto nell’odierna “società dell’apparire”.

Lo stalking è un problema diffuso a cui oggi si pone un’attenzione maggiore che in passato. Che rapporto deve esserci in una coppia, secondo te?

È oggi purtroppo molto raro vedere coppie unirsi e viversi per sempre. In una coppia, perché sia tale e possa esserlo a lungo, deve assolutamente esserci la fiducia reciproca, la quale si crea con il tempo grazie ad un’altra componente fondamentale e ormai rara: la sincerità. Inoltre vedo nella condivisione l’altro elemento fondante di un rapporto di coppia: condividere è essenziale per viversi e capirsi sempre.

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Ricorre quest’anno l’anniversario del primo voto alle donne. Il rapporto uomo-donna è oggi veramente paritario, a tuo avviso?

Credo che la donna oggi detenga un ruolo davvero principale nella società cosi come nel settore lavorativo. La famosa forbice uomo-donna si è ridotta negli ultimi anni e si sta riducendo sempre più. Le pari opportunità sono ormai principio saldo e prioritario. Esempi lo sono il numero sempre maggiore di mamme professionalmente attive e il ruolo importante che negli ultimi anni stanno assumendo anche in un settore tradizionalmente maschile come quello della politica. Nonostante tutto, penso ci sia ancora un po’ di margine da colmare per rendere veramente paritario il rapporto tra i sessi (dove lo è invece già da tempo nei paesi scandinavi).

Hai in progetto di compiere il cammino di Santiago. Perché hai deciso di compiere questo percorso dai molti significati? Come ti prepari?

Ne parlavo pochi giorni fa con il mio caro amico Elia, ci pensavamo da tempo e cosi, dal giorno alla notte, abbiamo definitivamente deciso di partire. Credo sia un’esperienza formante fisicamente ma soprattutto spiritualmente, facente parte della lista di quelle cose da fare almeno una volga nella vita, e pensiamo sia giunto davvero il momento di affrontarlo. Sarà un ulteriore occasione per me per viaggiare, fare una nuova esperienza, ascoltarmi interiormente, passare del tempo col mio amico ma prima di tutto con me stesso, oltre che un modo per mettermi nuovamente alla prova.

Alleggeriamo un po’. Un commento sulla partita dell’altra sera.

Non ho visto la partita. Sono un tifoso ma non di quelli accaniti. Penso comunque che la qualificazione ormai certa abbia notevolmente influito mentalmente sull’approccio motivazionale con cui gli azzurri hanno affrontato la gara, oltre al fatto che il cambio quasi radicale di formazione non ha certo reso facile il processo di adattamento agli schemi tecnici adottati e provati con la formazione ufficiale. Lunedì sera negli ottavi di finale contro la Spagna la squadra in campo sarà scuramente diversa da quella vista ieri sera e ci aspettiamo un grande risultato dalla nostra formazione.

Che progetti hai per il futuro? Sogni nel cassetto?

Finire la magistrale entro l’inizio del prossimo anno e sviluppare al meglio, per il tempo concesso, la mia carriera nel mondo della moda sono sicuramente i due obiettivi a breve termine. Mi piacerebbe poi fare uno stages semestrale nel campo marketing in una grande azienda in Canada per poi trovare un’occupazione fissa in tale ambito e costruire la “famiglia del mulino bianco” a cui tanto tengo. Ma la vita è lunga e tortuosa, chissà quali altre prospettive il destino ha in serbo per me. Io sono molto flessile e disposto e mettermi in gioco e ad adattare le mie idee a seconda delle opportunità che eventualmente si presenteranno, seguendo la mia filosofia di vita: «Carpe Diem». Mi permetti di ringraziare qualcuno?

Certo

Un ringraziamento speciale va al mio caro amico non che collaboratore Giuseppe Marletta. Una persona di grande spessore professionale e umano, con il quale è nata ormai da tempo prima di tutto una grande amicizia, oltre che importanti collaborazioni in ambito professionale. Giuseppe mi sta seguendo e supportando in questo percorso, curando sensibilmente la mia figura sotto diversi profili. Mi sta inoltre aiutando a cogliere grandi opportunità, la prima fra tutte sarà la finale del concorso Models for Italy di fine settembre per il quale rappresenterò, spero con successo, la regione Lombardia.

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Michele Cella

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