Elia Savoca

Lo sport è sacrificio, sudore e sangue ma ti aiuta a conoscere te stesso

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Dopo il servizio fotografico ospitiamo Elia Savoca, modello del team Marletta. Modello, studente, ma soprattutto appassionato di sport che è la sua ragione di vita ci racconta il suo percorso e il suo mondo. Affascinato dai viaggi Elia ci racconta come lo sport abbia cambiato la sua vita.

Buongiorno Elia, grazie per aver accettato l’intervista. Per cominciare puoi presentarti? Chi sei?

Mi chiamo Elia Savoca e ho 27 anni. Sono nato a Brescia dove vivo ancora nonostante abbia origini meridionali ovvero siciliane. Lavoro nell’ambito dello sport e benessere che sono la mia religione e motivazione di vita e studio presso la facoltà di Economia all’Università degli studi di Brescia.

Appassionato di sport hai deciso di intraprendere anche una carriera nella moda e nei concorsi di bellezza. Perché? Ti piace questo mondo?

Grazie alla passione per lo sport ho costruito un aspetto fisico che mi ha permesso di affacciarmi anche alla moda e al fashion, mondo a me totalmente sconosciuto prima d’ora, ma che mi piace perché mi sta regalando esperienze davvero formative e la possibilità di conoscermi maggiormente, mettermi in gioco, rafforzare la consapevolezza di me stesso, condizioni prima solo immaginate e che contribuiscono di volta in volta ad arricchire il mio bagaglio di nuove esperienze.

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Quali sono le iniziative che ti aspettano insieme al team “Marletta”?

È un periodo molto proficuo e denso di appuntamenti importanti che vedono coinvolti noi modelli e il nostro talent scout Giuseppe Marletta che ci affianca in supporto.
Saremo a Ortona il 20 e 21 Agosto 2016 per la finale del concorso nazionale di bellezza Venus che vedrà protagonisti me e alcuni altri per contenderci la fascia del vincitore.
Secondo, ma non per importanza, il concorso Models for Italy con la collaborazione di Jo Squillo e TV MODA che ci vedrà concorrere in finale ancora una volta per la fascia del vincitore. Abbiamo in programma diversi altri appuntamenti che ci coinvolgeranno a vario titolo e secondo le nostre competenze in altri eventi anche all'estero.
Non posso tralasciare un piccolo elogio per l'enorme e prezioso aiuto di Giuseppe il quale ormai da tempo si comporta con noi quasi come un padre, sempre disponibile e attento. Troviamo molto utile la sua vasta esperienza in campo di moda e televisione e vorrei ringraziarlo per averla condivisa con noi.

Spiegami meglio che ruolo ha lo sport nella tua vita. Quali ami e pratichi di più?

Come ti dicevo lo sport è la mia vita. Da bambino ho praticato per 6 anni il gioco del basket, raggiungendo il livello agonistico nel ruolo di ala grande. Poi, a causa di un infortunio, mi sono interamente dedicato al bodybuilding. Dedico inoltre il mio tempo libero alla scoperta di nuovi sport per arricchire di volta in volta il mio ventaglio di capacità, ad esempio il ciclismo e il podismo per coltivare la costanza e la tenacia, il gioco del calcio per lo spirito di squadra e affiatamento, il rugby per la forza fisica e la testardaggine, e via dicendo. Ovviamente la palestra e il bodybuilding occupano il posto di prim’ordine perché funzionali al mio benessere psicofisico e funzionali a tante altre attività.

Sei un personal trainer e un venditore in ambito sportivo. Quanto è importante per te il benessere? Cosa significa esattamente? È una scelta consapevole nata da un bisogno specifico e un modo di vivere?

Credo che il benessere, lo stare bene e il mangiar bene, contribuiscano a quello che siamo nella totalità. «Noi siamo quello che mangiamo» diceva una fonte autorevole, nel senso che il nostro corpo e la nostra mente sono sani se lo è il nostro stile di vita e ciò che mangiamo. In ambito lavorativo ciò che siamo è un biglietto da visita importante: se la mia forma è ottimale potrò essere credibile sia come venditore in ambito sportivo sia come personal trainer. Tutto ciò è propedeutico e funzionale ad un ottimo risultato in termini economici. Il cliente ha bisogno di fiducia e soprattutto di credibilità. Non è certo, la mia, una scelta obbligata o del tutto finalizzata al rendimento in campo lavorativo, ma anzitutto una scelta consapevole, uno stile di vita posto da sempre come obiettivo prima che strumento.

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Si sta diffondendo un’attenzione particolare all’alimentazione e al benessere, attraverso diete di ogni genere e scelte alimentari che hanno anche ragioni etiche, come il vegetarianesimo, il veganesimo e il bio. Credi ci sia una tendenza ad una corretta attenzione verso il cibo?

Credo sia assolutamente positivo e attuale l’orientamento alimentare dei popoli occidentali verso scelte sempre più ragionate, wellness-oriented, con un chiaro ritorno ad alimentazioni sempre più semplici e salutari, lontane da eccessi e fast-food. Purtroppo ciò comporta un “rovescio della medaglia” ovvero un proliferare di mode e surrogati alimentari volti a capitalizzare e monetizzare scelte di benessere che poi scadono in inutili diete strampalate e tendenze vegan-bio-vegetarian inevitabilmente più dannose di una normale alimentazione varia. Ritengo quindi sia sempre necessario, ovvero “conditio sine qua non”, operare sempre con buonsenso, non solo in campo alimentare.

I problemi alimentari tipici della società contemporanea (abuso nutrizionale o al contrario malattie psicosomatiche come la bulimia) sono legati alle immagini e alle tendenza offerte dal fashion?

Per quanto riguarda i disturbi alimentari, come anoressia o bulimia, si deve condannare standard di bellezza estremi osannati ormai ovunque (tv, radio, giornali, pubblicità) che a volte portano soggetti più deboli psicologicamente alla ricerca spasmodica e talvolta masochista del raggiungimento di tali canoni fino, in certi casi alla morte. Ritengo, ancora una volta, che si sia perso il buonsenso e la misura delle cose: la tendenza della società moderna è quella di volgere sempre agli estremi, si è perso il senso della misura purtroppo. L’ossessione di apparire come un personaggio famoso, l’emulazione ricercata a tutti i costi porta i giovani a scelte drammatiche e radicali. I media sono complici di questo sistema. Credo si sia perso il bello della diversità, vero senso della vita.

Sei particolarmente interessato alla corsa che peraltro è una pratica che coinvolge molte persone. Secondo te per quale motivo? La consigli?

Ritengo che correre faccia bene perché aiuta a tenere sotto controllo il peso e gli zuccheri nel sangue, migliora lo stato della circolazione sanguigna, solleva anche l'umore. E’ uno sport che non necessita di particolari attrezzature ed è praticato dall’uomo da sempre, ecco perché coinvolge davvero tutti, grandi e piccoli. È comunque un'attività fisica, e in quanto tale ci sono delle regole da seguire, un abbigliamento adatto da utilizzare, non bisogna esagerare, soprattutto all'inizio, e come ogni altro sport, prima è necessario chiedere il parere del medico. Dopodiché, bastano le scarpe giuste, qualche accortezza e la voglia di scoprire la gioia di correre!

“I believe in the sun, not because I can see it, but by it I can see everything else” è una citazione che hai inserito su fb. Cosa significa?

E’ una frase che rispecchia il mio modo di vedere la vita e soprattutto, essendo credente, la mia fede cattolica. Letteralmente “Io credo nel sole, non perché posso vederlo, ma perché grazie a lui posso vedere tutto il resto”. Secondo un’interpretazione religiosa il sole è Dio, grazie al quale riesco ad andare avanti, a riconoscere e superare tutte le insidie che la vita riserva, trovare la felicità, vedere le cose belle. Ma in generale anche il mio legame con il sole e i segni di fuoco. Sono Leone e questo segno rispecchia a pieno il mio carattere, regale, solare e deciso.

Doping e steroidi. Scoperte del loro uso si fanno in continuazione negli ambienti sportivi. Cosa ne pensi? Credi che si faccia abbastanza per contrastarli?

Detesto il doping cosi come qualsiasi tipo di “aiutino chimico”. Ritengo inoltre sia sciocco farne uso perché lo sport rappresenta tanti valori tra cui la lealtà e chi vince slealmente non può essere considerato uno sportivo. Lo sport è sacrificio, sudore e sangue, è odioso pensare che qualcuno che ha faticato da morire per raggiungere un risultato venga battuto da uno ha fatto il furbo dopandosi. Peraltro non sempre l’utilizzo di sostanze illegali, garantisce la vittoria e nonostante ciò è facile rimetterci comunque la salute e infine la vita. Ritengo dunque che si debba inasprire le pene per chi ne fa utilizzo scoraggiando altri dal provarci, con squalifiche a vita e ricadute anche penali.

Sei di Brescia, immagino tu sia stato a vedere la passerella di Christo sul Lago di Iseo. Come ti è sembrata? Cosa pensi di questo progetto?

Penso che la passerella di Christo sia un opera d’arte notevole. E’ sicuramente un ottimo polo attrattivo per visitatori da tutto il mondo e crea un indotto non da poco in termini turistici per tutta la zona del Sebino. Non a caso infatti sta ottenendo ottimo riscontro con centinaia e centinaia di persone che lo attraversano ogni giorno. Non accade spesso, infatti, di poter ammirare un panorama così bello direttamente dal centro del lago di Iseo. Nota dolente: l’amministrazione e la gestione delle risorse umane a sostegno dell’iniziativa, poca attenzione e organizzazione appesantiscono l’esperienza nelle fasi di accesso iniziali e di uscita finali.

Cosa pensi dei talent scout e dei format televisivi come Undressed, Take me out, Uomini e donne? Sono dei modi per emergere o segnano l’immagine di una persona a prescindere dalle sue potenzialità?

Personalmente non sono un amante di tali format, credo che in termini di moda e fashion siano ben altre le strade da percorrere come l’eleganza e la ricercatezza delle sfilate. Format come uomini e donne e Take me out, credo tendano a danneggiare l’immagine di un potenziale fotomodello, in quanto scadono inevitabilmente nel trash tipico della televisione popolare moderna. Essi garantiscono una visibilità effimera, non forniscono slancio in termini di potenzialità personali, ma solo una breve e superficiale finestra di celebrità destinata a cadere inesorabilmente in poco tempo.

Quali posti vorresti vedere?

Il mio sogno nel cassetto è da sempre un viaggio coast to coast in America a bordo di una vecchia Chevy degli anni Settanta o a cavallo di una cromata Harley Davidson. Ma sono affascinato anche dalla fredda e lontana Russia, come Mosca e San Pietroburgo. Infine mi piacerebbe avventurarmi tra le rive incontaminate della Thailandia per riscoprire antiche tradizioni e sapori d’Oriente.

È il mese del Pride. Cosa pensi delle unioni civili? Quanto è importante essere fieri di ciò che si è?

Ritengo che bisogni essere se stessi sempre e comunque. Prima di tutto, dicevano i greci gnôthi sautòn ovvero “conosci te stesso” per sottolineare quanto sia importante scoprire chi siamo e batterci per difendere ciò che siamo, fino alla morte. Non sono omofobo perché ritengo che chiunque sia libero di esprimere se stesso, i propri orientamenti, senza alcuna restrizione, democraticamente e liberamente, in linea con i principi cardine della libertà dell’uomo.

Da un amante dello sport, un commento sugli europei in corso?

Per quanto riguarda gli europei, contro ogni aspettativa, ci stiamo destreggiando bene, nonostante l’ultima scivolata con l’Irlanda, Conte sta guidando magistralmente i nostri azzurri pur con qualche giocatore forse ancora un po’ acerbo. Grandioso il match con la Spagna, anche se i pronostici ci davano sfavoriti, perché eliminati ben due volte dalle “furie rosse” agli ultimi due europei.

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Michele Cella

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