GRAVIDANZA –

QUELLO CHE C’È DA SAPERE (RACCONTATO DA UNA MAMMA)

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Non c’è nulla da fare, appena vediamo due linee sul test iniziamo a pensare a come cambierà la nostra vita, a come ci dobbiamo preparare all’arrivo del bambino, cosa possiamo o non possiamo mangiare, cosa potrebbe fargli male, cosa dobbiamo acquistare, come rivoluzionare la casa. Calma. È vero, le cose da fare sono molte, i cambiamenti ci saranno e saranno radicali, ma respirate e non preoccupatevi perché ci sono 9 mesi per fare tutto ed arrivare pronte (o quasi) al giorno in cui conoscerete il vostro bambino.

Fino ad ora vi ho parlato di come organizzarsi con un neonato, ma facciamo un passo indietro e parliamo della mamma. Si della mamma perché anche lei ha bisogno di avere qualche (utile e pratico) consiglio e vuole informarsi al meglio. Vi racconterò quindi la mia esperienza, quello che ho fatto e quello che avrei voluto sapere durante la gravidanza.

Visite mediche, esami e corsi

La prima cosa che ho pensato appena ho scoperto di essere incinta è stata: “ok ora chiamo la mia ginecologa e programmiamo le ecografie e le analisi del sangue”. Se siete in dolce attesa e non avete un ginecologo di fiducia potete rivolgervi al medico di base e farvi prescrivere le analisi da fare nel Primo Trimestre (in qualsiasi Ospedale o Centro Prelievi della vostra zona) e la Prima visita Ostetrica da prenotare in Ospedale (o in qualsiasi altro Centro privato o convenzionato o Consultorio). In gravidanza le ecografie consigliate sono tre e sono da fare in periodi precisi.

Ecografia del Primo trimestre: si esegue tra la 6° e l’8° settimana di gestazione (massimo entro la 12°) e serve a valutare la normale evoluzione della gravidanza.

Ecografia Morfologica (del Secondo Trimestre): si esegue tra la 19° e la 23° settimana di gestazione, è un’ecografia importante perché controlla che il feto sia sano.

Ecografia del Terzo Trimestre: si esegue dopo la 32° settimana di gestazione e serve per valutare l’accrescimento fetale.

Tra l’11° e la 13° settimana di gestazione è possibile effettuare un’ulteriore ecografia detta Translucenza Nucale: si tratta di un esame non invasivo per valutare il rischio di malattie cromosomiche e malformazioni congenite del feto, è comunque una valutazione probabilistica e se il vostro medico ritiene che si debbano effettuare altri esami per accertamenti, sarà lui a parlarvene.

Oltre alle ecografie, dovrete sottoporvi praticamente ogni mese al prelievo del sangue per valutare il vostro stato di salute e se siete immuni o no alla Toxoplasmosi (a questo proposito il vostro ginecologo vi spiegherà bene di cosa si tratta, cosa potete mangiare tranquillamente e cosa evitare). Verrà tenuta sotto controllo la vostra glicemia perché, in base agli esami e quindi poi su indicazione del vostro ginecologo, vi verrà prescritta o meno la Curva Glicemica (per lo screening del diabete gestazionale).

È bene poi iniziare ad informarsi sul corso pre-parto verso il 6° mese: si possono fare all’Ospedale presso il quale avete deciso di partorire, al consultorio della vostra zona o in altri centri. Il numero di incontri varia, come anche il numero massimo di partecipanti. Io mi sono rivolta ad un Consultorio che poi seguiva le donne anche dopo il parto con un corso di massaggio neonatale, lo sportello per l’allattamento e l’ostetrica che veniva anche a casa nei primi 40 giorni dal parto (su richiesta). Alcuni vi diranno che non serve, io invece mi sono trovata molto bene e devo dire che mi è servito perché quando mi si sono rotte le acque sapevo cosa fare e non sono entrata in panico. Al corso vi diranno anche come preparare la valigia, cosa dovrete portare in ospedale per voi e per il bambino. In merito a questo: andate sul sito dell’Ospedale o della Clinica presso i quali avete deciso di partorire e troverete l’elenco delle cose da portare (alcuni Ospedali mettono a disposizione pannolini per i neonati e assorbenti post partum per le mamme, altri invece chiedono di portarli da casa, nel dubbio chiamate o recatevi presso la struttura e parlate con l’ostetrica). Un consiglio pratico: i giorni di ricovero non sono uguali per tutte, ma è meglio non portare troppa roba. Prima di tutto lo spazio per riporre borsoni o valigie è ridotto e a volte si tende a portare più di quanto non sia necessario. Io, ad esempio, ho messo nel borsone della bambina i cambi richiesti dall’ospedale e i vestiti per la dimissione e nel mio borsone ho messo 3 camicie da notte con apertura sul davanti, l’occorrente per l’igiene personale, fotocopia della carta d’identità e abiti per il giorno delle dimissioni. Nel caso vi servisse un cambio in più, chiedete ai nonni o al papà del bimbo di portarvi ciò che vi serve e date loro le cose da lavare (vi alleggerirete per il giorno delle dimissioni!).

Un altro corso che a me è servito molto è quello per portare il bimbo in fascia. Si può fare in gravidanza o dopo il parto. Io l’ho fatto quando la mia bambina aveva 2 mesi: mi sono rivolta ad una fisioterapista pediatrica con regolare certificazione. È importante rivolgersi a persone qualificate perché la scorretta postura assunta in fascia può provocare danni alla struttura ossea di vostro figlio. A me è stata consigliata questa ragazza da un amico fisioterapista, ma se cercate in Internet o chiedete a qualche vostra amica mamma magari potete farvi consigliare qualcuno di fiducia.

Cosa acquistare per la mamma in gravidanza

Qui sarò più breve perché di acquisti per me in gravidanza ne ho fatti ben pochi. Oltre ai classici abiti premaman, che ormai trovate in molti negozi anche non specializzati, per una mamma in dolce attesa non sono necessarie troppe cose. Io ho trovato indispensabile il cuscino per la gravidanza, perché man mano che la pancia cresceva diventava difficile trovare una posizione comoda per dormire, e l’olio di mandorle o l’olio d’oliva, che ho usato su pancia e fianchi per elasticizzare ed ammorbidire la pelle (sempre su pelle bagnata).

Come sempre tutto questo è basato sulla mia personale esperienza.

Valentina Potente

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