Roberto Cosimi Della Band WA

Roberto Cosimi Della Band WA

Intervista con l'artista sul nuovo album, Blue Thinking

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Chi sono i vostri maestri di riferimento?

Paolo Palazzoli (Eono) è legato a due artisti in particolare, che sono Neil Young e George Harrison, quest’ ultimo soprattutto per il suo profilo spirituale. Per ciò che riguarda il sottoscritto, ho avuto invece da ragazzo un forte imprinting con il progressive. Quando sentii per la prima volta il live “Seconds Out” dei Genesis, rimasi letteralmente folgorato. Fondamentali per la mia formazione alcuni grandi esponenti della scrittura pianistica di fine “800 e primi “900, tra cui soprattutto Debussy, Ravel e Bartok, che attuarono una vera e propria rivoluzione copernicana in questo ambito compositivo.

E i dischi a cui non potreste mai rinunciare?

Per Eono (Paolo Palazzoli) ha una particolare importanza tutta la discografia dei Beatles, per me, se dovessi scegliere un album a cui sono particolarmente legato, e che è a mio avviso una delle più importanti opere rock della storia, sarebbe “The Lamb Dies On Brodway” dei Genesis, un capolavoro assoluto.

Recentemente, avete dato vita a un album – Blue Thinking - che fonde i suoni elettronici con le sonorità trip hop, dance e pop- rock. Come mai nutrite il gusto per generi musicali apparentemente così lontani?

Nel corso del tempo è divenuta gradualmente una nostra caratteristica.

La ragione risiede forse nel fatto che provenendo Io e Paolo Palazzoli (EONO) da background musicali molto diversi non abbiamo mai nutrito pregiudizi in merito alle diverse tipologie di genere.

Questa apertura culturale ci ha permesso di perseguire e realizzare progetti discografici molto distanti tra loro, come l’ultimo album jazz-fusion “Archangel” per trio e l’opera rock “Peacegames”.

Il trait d’union tra questi generi è il concetto di armonia e pace. In un’epoca storica contrassegnata da scontri armati di vasta entità come possono intervenire la musica e l’arte in genere? Cosa è possibile trasmettere? Immagino che se non possano determinare direttamente la cessazione degli scontri, almeno possano riuscire nell’intento di generare consapevolezza a livello sociale. Siete dello stesso avviso?

L’arte contiene linguaggi estremamente potenti che intervengono su un piano sensibile trascendente il mondo materico. Essa è direttamente connessa al pensiero creatore dell’esistenza che noi sperimentiamo nella vita. Quindi il solo fatto che un’opera d ‘arte esista è già di per sé un evento modificatore della realtà. Ecco perché la sua azione nel mondo è preziosa al fine di agevolare l’avvento di un nuovo livello di coscienza dell’umanità intera, sgominando così il tentativo del caos di nutrirsi di tutte quelle forze distruttive per l’uomo. L’arte è in prima linea in questo combattimento spirituale. Lo dimostra il fatto che tutto il settore artistico, e in particolare la musica, stia vivendo uno stato di crisi senza precedenti.

I 12 brani dell’album vogliono raccontare l’amore incondizionato per la vita. Questo implica la capacità di accettazione di ogni tipo di esperienza, anche quelle negative. A vostro parere, come è possibile farlo con serenità?

Quando noi definiamo “negativa” o “avversa” un ‘esperienza che ci coinvolge, siamo incapaci al momento di osservarla nel suo quadro complessivo della vita. Tutto ha una ragione d’ essere. É solo la nostra interpretazione in base al vissuto di ognuno che assegna delle categorie in questo ambito. É sufficiente osservare in retrospettiva la nostra storia per renderci conto di quanti eventi vissuti con sofferenza hanno portato poi come conseguenza conquiste preziose e vitali per la nostra persona.

La vostra musica esprime l’urgenza di trovare uno spazio interiore di pace che quasi sempre si traduce in silenzio. Che valore ha quest’ultimo e come è possibile edificarlo interiormente?

Il silenzio è la voce della coscienza. Senza di essa non siamo consapevoli di esistere. Anche quando si compone musica il silenzio, la riflessione, intesa come “ozio intellettuale” sono fondamentali. Il nostro spirito e la nostra mente si possono mettere in connessione con le forze creatrici rimanendo in uno stato di “ascolto mentale”, senza il quale non è possibile accedere ai mondi superiori.


I testi sono in lingua italiana, francese, inglese e spagnola. Alcuni di essi sono nati in collaborazione con grandi artisti e sono l'espressione di una volontà multi e interculturale che si intrasente in tutta l'opera. La musica come laboratorio di multiculturalità serve davvero ad abbattere i muri dell’odio e della paura per il diverso?

L’ arte in generale ha sempre operato in questo senso. Voglio sottolineare però che la multiculturalità a un senso ed è edificante solo nel momento in cui le specificità identitarie di un popolo e delle sue tradizioni vengono rispettate e mantenute, altrimenti è solo indistinta omologazione di massa, che opererebbe esattamente nella direzione opposta.

Ascoltare "Blue Thinking" ci distoglie sicuramente dalla realtà, per il tempo necessario a farci ricongiungere con quel luogo segreto e intimo dentro di noi, in una miscela di richiami primordiali, ritmi tribali e sonorità elettroniche. Come è stata la gestazione di un’opera così complessa e polifonica?

Più che un percorso, una e vera e propria gestazione di una creatura, come ogni album del resto. L’attenzione, soprattutto in questo lavoro, è stata posta sulla dimensione dell’interiorità, come giustamente hai sottolineato tu. “Blue Thinking” rappresenta infatti il colore del cielo interiore attraverso cui possiamo accedere alla pace della nostra anima per rimanere quindi... Sempre in ascolto, avvolti con amore dal pensiero dell’Unico”.

Cosa ne pensate della crisi valoriale odierna? Penso per esempio al fatto che, se è vero che aumentano progressivamente la consapevolezza e le iniziative di denuncia, non si arresta il malessere sociale diffuso. Come è possibile modificare questa situazione?

Esistono terrificanti forze spirituali nel mondo che agiscono al fine di produrre disgregazione sociale, isolamento della persona, omologazione culturale, sofferenza e assoggettamento psicologico, con ogni mezzo possibile, incluse la violenza e l’induzione al sentimento di paura per il futuro. Il risultato si chiama “nichilismo”. Un graduale ma totale processo di desertificazione dell’anima. Questo sistema di “disvalori” si esaurirà divorando se stesso. Ma nel frattempo è necessario operare come dei costruttori di civiltà. Per la prossima civiltà che verrà alla luce, in cui ogni uomo tornerà a rispettare la vita e colui che gliel’ ha concessa come atto d’ amore.

Quali sono i messaggi che avete più a cuore?

Avere consapevolezza che la nostra esistenza è, come dicevo prima, un atto d’ amore, un dono. Tutto ciò che siamo in grado di fare e che, ci è stato concesso, di fare, è nostro dovere compierlo con il massimo impegno e dedizione, incluso operare per il bene, anche se non viene riconosciuto. E’ importante a tal fine essere veramente coscienti di ciò che siamo, altrimenti ogni sforzo è vano. In quanto all’amore, esso non conosce ne confini ne dimensioni temporali e pervade tutto l’intero cosmo. Precede la nascita, ci accompagna e prosegue con noi oltre la vita terrena. Questo è “Blue Thinking” ed il fondamento di noi WA.

Sogni nel cassetto e progetti futuri?

Un tour mondiale. É una prospettiva ma realizzabile se ci credi e se lavori con determinazione per realizzarlo. Come ogni progetto che perseguiamo nella nostra vita.

Voglio aggiungere che ho molto apprezzato la qualità delle domande da te formulate per questa intervista.

Grazie Chiara.

Grazie mille!

Chiara Zanetti

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