La Storia Una Storia

La Storia Una Storia

La vera peculiarità di questo album è il non essere scontato: ti conquista moderatamente al primo ascolto lasciandoti quel pizzico di curiosità, di voglia di capirne qualcosa in più e così ti ci ritrovi a riascoltarlo tante e tante volte ed ad apprezzarlo ogni volta di più.

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I Kafka Sulla Spiaggia sono una band partenopea formatasi nel 2011 e, come spesso accade, ci sono stati un po’ di avvicendamenti prima di giungere alla formazione attuale: Luca Stefanelli (voce, chitarra, piano), Domenico Del Vecchio / Nikkio (batteria, voci), Giorgio Magliocco / Gioia di Vivere (chitarra, voci), Pierluigi Patitucci (basso, voci).

I Kafka hanno recentemente pubblicato il loro secondo album, La storia una storia, un disco piacevolmente semplice, un pop rock con evidenti influenze cantautorali. Due i camei in questo album: la chitarra di Giuseppe Fontanella (24GRANA) ad impreziosire La vecchia storia e la voce di Fabiana Martone dei Nu Guinea a dare colore e calore al brano Il poeta della neve.

La Storia una storia raccoglie già nel titolo il fulcro di questo lavoro: amori, lo scorrere del tempo, solitudini, il coraggio di andare avanti. Storie comuni scritte in maniera fluida. Il disco è estremamente orecchiabile e, ad onor di merito, non emerge una traccia rispetto ad un’altra – se non per gusti puramente personali - regalando all’ascoltatore una buona coesione per i 39 minuti del disco. Ma la vera peculiarità di questo album è il non essere scontato: ti conquista moderatamente al primo ascolto lasciandoti quel pizzico di curiosità, di voglia di capirne qualcosa in più e così ti ci ritrovi a riascoltarlo tante e tante volte ed ad apprezzarlo ogni volta di più.

Le prime note ci trasportano in un’atmosfera di festa grazie ad un riff di chitarra elettrica, un sound vagamente raggae ed un rimando agli UB40 - band britannica degli anni ‘80 - , per poi cambiare registro dopo un minuto lasciando L’amaro in bocca (per citare il titolo) ma anche “un buon sapore” (come canta Stefanelli nella strofa). Oltre ad un sound ben costruito, queste dieci canzoni regalano spunti interessanti anche nei testi, cosicché un titolo particolare, e non di semplice presa, come Ken do Onaini descrive magnificamente la sofferta rinuncia ad un amore, parole delicate e non banali cantate su un giusto equilibrio tra synth, il piano Rhodes e la chitarra elettrica. Ed ancora con estrema semplicità si parla di rassegnazione in Comete, brano che - tra l’altro - rimanda ad un giovanissimo Fabi. Questo disco ha un impatto familiare, come se fosse stato nascosto nel famoso cassetto della memoria fino a quando questi quattro ragazzi non hanno avuto l’idea (buona) di inciderlo. Non stanca e così anche i sei minuti di Zitto (via da qui), scorrono via piacevolmente.

C’è armonia tra gli strumenti: nessuna sovrapposizione ma integrazione, La storia una storia è un equilibrio perfetto di suoni e parole. 

Sara Grillo 

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