Free Drink

Free Drink

Suono morbido, ambientazione dreamy, voce ipnotica e con testi a misura di un pubblico giovane

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I bolognesi Dade City Days ritornano con un nuovo album: suono morbido, ambientazione dreamy, voce ipnotica e con testi a misura di un pubblico giovane. Free Drink è un disco che otto amici (tante le canzoni del disco), potrebbero sorseggiare scegliendo ognuno il proprio drink, avendo opzionato come titoli i nomi di altrettanti cocktail.

Un viaggio nei ricordi di un amore finito in Old Fashioned apre il disco con atmosfere elettro dance che rallentano nella successiva ma sempre malinconica Long Island. Il “vorrei che mi mettessi nelle tue playlist” è il mantra di HI-FI dal sound un po’ acid. Una sezione ritmica importante la troviamo in Astro pop e la paura di perdere un amore. Mai tai si distingue per il sound più marcatamente elettronico ma a metà album diciamo che inizia a sembrare tutto un po’ troppo uguale. A seguire c’è Manhattan ed una Milano a far da scenario ad un amore un po’ alla “nasce l’esigenza di sfuggirsi per non ferirsi...” di Battisti. Ed ancora con French 75 e Daiquiri a chiudere un album tutto sommato statico.

Free drink è un disco notturno, metropolitano, che richiama atmosfere alla Baustelle e Bluvertigo: l’influenza si percepisce sia nel modo di cantare che nella scelta dei suoni, molto dilatati, di chitarre e synth che si muovono su sequencer e batterie dal sapore elettro pop anni 80-90. È senz’altro un disco pensato per essere cantato centrando pienamente l’obiettivo attraverso la ripetizione continua di alcune frasi. Unico neo la durata eccessiva di alcune canzoni che hanno compromesso un po’ la resa complessiva del disco.

Sara Grillo 

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