Under The Snow

Under The Snow

Il talento di cinque ragazzi premiato con la partecipazione a Sanremo Rock

stampa articolo Scarica pdf

Randall Ghisi, batterista, e Randy De La Cruz, pianista, sono legati da una profonda amicizia e accomunati da una passione sconfinata per la musica. Un giorno, decisero di suonare insieme in sala prove, e proprio al termine della fatidica prima prova, trovarono un nome per la formazione a cui avrebbero voluto dare vita: “Under The Snow”, sotto la neve che allora cadeva, i cui fiocchi, debitamente osservati al microscopio, sono tutti diversi, proprio come le persone che ci è dato incontrare, le vicende che possiamo esperire.

A questa band in stato embrionale si unirono, nel 2014, Alessandro The Joe, vocalist, Edward Bowen al basso e Davide Calloni alla chitarra. In seguito al ritorno del cantante, il quale decise di trascorrere qualche mese a Londra, si diede inizio alle danze in maniera concreta. I cinque ragazzi entrarono quindi in studio per registrare alcuni dei demo che avevano a disposizione.

Contemporaneamente, gli Under The Snow, iniziarono a ricevere offerte per suonare dal vivo, per cui si rese necessario avere qualcosa su CD. La scelta cadde su un EP di cinque brani “Love, Hate, Obsession”. L’EP comprende cinque singoli: Blackened, Amazing Sun, Reverb, Portrait of Love, Heroes (David Bowie cover). Pubblicato in tutto il mondo il 16 marzo 2019 da RNC Music, “Love, Hate, Obsession” ha già i primi riscontri a livello internazionale in Russia e Corea, ed ora i ragazzi si apprestano a esibirsi a Sanremo Rock, traguardo di cui sono - comprensibilmente - molto soddisfatti.

Il primo impatto con “Love, Hate, Obsession” non rischia di destare equivoci. Se da un lato è evidente che la prospettiva da cui vengono scritti la musica e i testi è quella di ragazzi giovani, dall’altro è bene specificare che i temi affrontati sono quelli più oscuri e cupi collegabili alla prima età adulta: disincanto e cinismo verso il futuro e la realtà, amori classicamente deludenti, una certa consapevolezza della sostanziale prepotenza del sentire e di ciò che ne sta alla base, la sensibilità, appunto.

Gli Under The Snow ci regalano con questo EP loop onirici e dilatati, che non mancano di stimolare viaggi mentali degni di ciò che può essere considerato musica di qualità, arte vera. La commistione di alternative rock con sonorità piuttosto sensuali e passaggi foneticamente ambiziosi rende stimolante un ascolto che, se si fosse dovuto confrontare con suoni del tutto canonici, avrebbe rischiato di stancare molto più facilmente. Ben poche formazioni avrebbero potuto sostenere una simile sfida senza cadere nelle secche degli eccessi narrativi e della prevedibilità, riuscendo a deliziarci con una morfologia creativa che predilige un approccio vivido e diretto, adatto all’amore, all’odio e all’ossessione, temi citati finanche nel titolo dell'EP.

Rimane chiaro il presentimento che gli Under The Snow possano ancora alzare il livello della loro musica: sarà interessante vedere se sapranno sfruttare il potenziale che qui dimostrano di avere. Nel frattempo, niente male per così pochi anni anagrafici e così tanta maestria; del resto, “We can be heroes, just for one day”, il grido disperato dell’ultimo romantico sulla terra, digressione che qui vissuta in chiave più che mai raffinata e profonda.

 Chiara Zanetti

© Riproduzione riservata