TERRA

TERRA

Una formazione capace di lasciare il solco nel panorama alternative rock

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Terra. Li aspettavo senza saperlo, intuendolo al primo ascolto. Un euforico concentrato di rock e hardcore metal che proietta questi ragazzi romani quali nuovi alfieri di un genere energico, potente, ma anche malinconico e sicuramente intriso di emozioni. Irruenti, irriverenti, spettacolari e terribilmente ipnotici, i quattro membri del gruppo possiedono un piglio trascinante, tanto che la loro marcia mi è apparsa, sin da subito, irresistibile ed inequivocabile, persino in ogni videoclip.

Dopo un esordio degno di nota, serviva una svolta per definire il confine tra una musica soltanto 'buona', con un grande squillo iniziale, ed una parabola longeva, capace di lasciare un timbro davvero intenso; e la svolta nasce con l’arrivo del bassista Stefano Alfonsi, il quale determina il cambiamento, la rotta definitiva, la vera personalità della band, formata poi da Paolo Luciani, Daniele Berretta e Lorenzo Saponetta. Una formazione capace come poche di costruire qualcosa di talmente valido da poter durare nel tempo. Forse, questo è il miglior complimento che si possa fare a un gruppo oggi, perché non è affatto semplice, di questi tempi, lasciare un solco in un panorama musicale che sembra aver già detto tutto e che manifesta la tendenza a ripetersi costantemente.

Il profumo dello scavo animico rimane saldo nell'arco di tredici brani ugualmente validi e avvincenti. La corsa dell’album procede con un ritmo travolgente e variegato ed i notevoli break strumentali ampliano la profondità di un sound ricco ed evoluto. Assieme a The Sea, spiccano altre due tracce altrettanto importanti: la prima è Close Enough, dal riffing trascinante e avvolgente. Un brano aggrappato a vocals intensissime e suoni splendidi e cristallini. L'altra perla è Rise, dalle linee vocali altrettanto magniloquenti.

Impossibile non notare l’incastro di inframezzi introspettivi nel cuore dei vari pezzi, prima di tornare all'irruenza del refrain, sempre forte e carismatico, il quale reca la straripante carica emotiva che sgorga da chitarre, basso e batteria. Si presenta, in questo lavoro discografico, una potenza ragionata, sintomo di maturità e crescita evolutiva rispetto all'istinto sfrenato proprio dei giovani, e il risultato è davvero incredibile.

Chiara Zanetti

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