Colpo Grosso Di Alangrime

Colpo Grosso Di Alangrime

Alternative rock misto a grunge rap, ma molto vicino al trap

stampa articolo Scarica pdf

“Colpo Grosso” di Alangrime


Album nostalgico e introspettivo, “Colpo grosso”, che cita l’omonima trasmissione degli anni ‘80, crea atmosfere in parte cupe, in parte sognanti, come è nel mondo giovanile che alterna momenti di buio a speranze e illusioni.

Ogni traccia è permeata da una ruvida, a volte romantica, sensualità, dove l’oggetto d’amore sembra la soluzione e il rimedio a una solitudine forzata, un isolamento al di fuori dei rumori del mondo che niente possono aggiungere allo stato esistenziale dell’artista.

L’amore, dunque, visto come espediente, come evasione, un sentimento dell’altrove più puro e nostalgico con la voglia di partire per lo spazio, cambiare vita e dimensione insieme all’amata che non comprende il desiderio di fare un salto nel buio (“Marziana”).

I tratti nostalgici riportano a una dolce e lenta allucinazione dove il cantautore esprime il suo male di vivere, la sua insofferenza verso un mondo che non offre niente, preludio a un percorso creativo che si esprime attraverso l’uso di sintetizzatori e del pianoforte.

La musica di Alangrime altro non è che un proseguimento sonoro delle sue opere pittoriche, dove l’arte, l’immaginazione e la musica chiudono un cerchio.

Non mancano spunti onirici, come in “Dreamerman”, “Discovolante” e “Unicorn” dove il tema del sogno è sempre legato a una trasposizione dell’essere, una ricerca di una dimensione diversa dalla quotidianità che sta stretta all’autore, dove l’amore e l’eros acquistano valore in tutte le loro sfaccettature, compresa la nostalgia e la mancanza, acuiendo il vuoto interiore “che nessuno riempirà”.

In copertina, un dolce, un donut che vola nello spazio, che può essere una navicella spaziale o un richiamo sessuale, che proietta le persone (come la banana dei velvet-underground e le icone pop di Andy Warhol) in un mondo psichedelico e onirico, fatto di interiorità emozioni, sentimenti che portano al viaggio magari interstellare verso un luogo-non luogo dove si posano esperienze erotiche, gridi di liberazione, nostalgie, ambizioni e soprattutto una grande voglia di evadere e crescere al di fuori di un mondo precostituito e formale, una voglia ancor superiore a quella di emergere.

Monica Pecchinotti

© Riproduzione riservata