E Uscito Il 9 Aprile “ Ballate Dalla Grande Recessione “ Di Marco Sonaglia

E Uscito Il 9 Aprile “ Ballate Dalla Grande Recessione “ Di Marco Sonaglia

Un messaggio sociale e politico verso una società che si disgrega e colpisce la classe media, i migranti e chiunque tenti di ridare dignità al nostro paese.

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E uscito il 9 Aprile “ Ballate dalla grande recessione “ di Marco Sonaglia, un insieme di ballad con messaggio sociale e politico verso una società che si disgrega e colpisce la classe media, i migranti e chiunque tenti di ridare dignità al nostro paese.

La primavera di Lesbo narra le vicende dei migranti, la morte di molti di loro nelle guerriglie interne , aggravate dall’arrivo del covid. Morti bianche dunque , dove il “tenersi a distanza ed igienizzarsi “ diventano il nuovo passaporto verso la morte di chi cercava un futuro migliore. L’isola di Lesbo è stata l’isola dell’accoglienza per persone sbarcate dalla Turchia che poi sono state in parte reimpatriate.

Sonaglia canta anche la storia di Mimmo (Domenico)Lucano, sindaco di Riace che fece moltissimo per i migranti ed i rifugiati politici con il “Modello Riace”, che consisteva nell’aderenza al sistema Sprar, ossia ottenere fondi regionali o mutui per ristrutturare le case da dare ai suoi assistiti, che in cambio lavoravano per il comune (centri di tessitura, vetro, confettura).Lucano perse ad un certo punto il bonus di 35 euro per ogni migrante ma non abbandonò la sua battaglia.

Allegoria della società capitalista è anche ‘”L’antropofaga” che non muore, una sorta di cannibalismo dove non ci sono regole, dove ci si invischia in una lotta senza quartiere e la classe media ne paga le spese.

In “la mia classe “e “Articolo 18”Sonaglia canta la fine della classe operaia, e dello statuto dei lavoratori, laddove i sindacati non proteggono più anzi vendono la classe operaia ad un nemico invisibile, uno stato che deruba e sconquassa.

Un omaggio a Stefano Cucchi e Lola Horovitz, vittime l’uno della barbarie di forze dell’ordine, l’altra, ballerina ebrea , di Hauswitz, ci fa vivere l’ingiustizia di un mondo dove il più debole viene ucciso in nome di uno stato sovrano.

Lo stile di Marco è graffiante, lapidario, ed entra nelle viscere, laddove anche il pane quotidiano(la passata di pomodoro) è macchiato di sangue, e la quotidianità, distorta e grottesca,non fa altro che denunciare morte ed ingiustizia.

La grande recessione è un riferimento alla crisi del 2008, anno dal quale si è venuta a creare una bolla finanziaria che ha portato alla debacle molti piccoli risparmiatori, per poi sfociare in un debito pubblico considerevole.

I tassi del crollo, per mutui concessi anche a chi non aveva possibilità, si registrano prima di tutto a Wall street, e sono solo l’inizio di una prossima recessione causata dalla pandemia mondiale in cui ci troviamo, situazione che porta morte, povertà e in conclusione ad un lento stillicidio che Sonaglia grida con le sue ballate.

Lo stato, nemico invisibile delle minoranze, porta a considerare uno zero chiunque si spenda per la collettività, come Lucano, e tende a mettere a tacere i morti ammazzati, ma la nostra vita , la vita di quartiere, è ancora intrisa da questa violenza che giunge nei meandri dell’anima.

Monica Pecchinotti

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