E’ Morta Milva La Rossa

E’ Morta Milva La Rossa

Insieme a Mina e ad Ornella Vanoni è stata una delle protagoniste assolute della musica italiana.

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Si è spenta all’età di 81 anni, dopo una lunga malattia, Milva, “la pantera di Goro”. A darne la notizia è stata la figlia Martina Corgnati. Milva era lontana dalle scene da molto tempo. La sua ultima partecipazione al festival di Sanremo con “The show must go on”, risale al 2007 mentre l’ultimo album, “Non conosco nessun Patrizio”, scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, al 2010.

Insieme a Mina e ad Ornella Vanoni è stata la protagonista della musica italiana. Nella sua lunga carriera ha inciso ben 63 album in studio, 14 live e un centinaio di raccolte, vendendo oltre ottanta milioni di copie. La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta non solo in Italia ma anche in Francia, Germania, Spagna e Grecia che le hanno conferito alcune tra le più alte onorificenze. Il suo successo ha inoltre travalicato i confini europei, raggiungendo il Giappone, la Corea del sud e il Sudamerica.

Notevole il suo palmares sul palco dell’Ariston: forte di ben quindici partecipazioni, si è classificata per due volte al secondo posto con “Tango italiano” nel 1962 e “Vieni con noi” nel 1965. Inoltre, per ben quattro volte, ha raggiunto il terzo posto con “Il mare nel cassetto” nel 1961, “Canzone” nel 1968, “Un sorriso” nel 1969 e “Da troppo tempo” nel 1973. Nel 2018 le è stato assegnato il “Premio alla carriera”, ritirato dalla figlia Martina Corgnati.

Come cantante, “la pantera di Goro” si è proposta al pubblico secondo due direttrici fondamentali. Da un lato ha preso parte a varie gare canore, promuovendo numerosissimi singoli. Dall’altro, ha proposto un repertorio più colto, secondo un accordo con la casa discografica Ricordi, per la quale ha inciso tra il 1966 e il 1993.

Prestigiosissime le collaborazioni: da Luciano Berio ad Astor Piazzolla, da Vangelis a Ennio Morricone e da Umberto Eco ad Andrea Zanzotto e Alda Merini.

Oltre al mondo della canzone ha preso parte a una decina di pellicole cinematografiche, diretta tra gli altri da Krzysztof Zanussi e da Carlo Lizzani ma la vera passione è stata il mondo del teatro. Grazie a Giorgio Strehler si è specializzata nel repertorio brechtiano, diventando una delle più apprezzate interpreti della scena internazionale: da “Io, Bertolt Brecht” a “L’opera da tre soldi”. Inoltre, alle canzoni composte da Bertolt Brecht ha dedicato ben quattro progetti discografici.

Unanime il cordoglio del mondo della politica e dello spettacolo. Secondo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella “con Milva scompare una protagonista della musica italiana, una interprete colta, sensibile e versatile, molto apprezzata in Italia e all’estero”.

Per il Ministro della Cultura, Dario Franceschini “Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo”.

Per la senatrice Teresa Bellanova “ci lascia una donna raffinata, capace e versatile. Un’artista la cui voce ha accompagnato i ricordi più emozionanti di tanti di noi”.

Dolce e appassionato il pensiero rivolto dalla cantautrice Grazia Di Michele: “Quanto ci hai insegnato, quante porte ci hai aperto, quante strade nuove ci hai fatto percorrere. Ti osservavo da lontano e da vicino, schiva ed elegante, sembrava che arrivassi da un altro pianeta. Magari adesso sei tornata a casa. Grazie per la tua arte e il tuo coraggio”.

Innumerevoli i video condivisi da tanti amici e colleghi: da Fiordaliso a Enrico Ruggeri, passando per la collega e rivale storica Ornella Vanoni che così la ricorda: “Milva se ne è andata. La notizia mi ha colpita profondamente. L’ultima volta che l’ho chiamata non mi parlava ma mi faceva vedere che sfogliava il mio album. Due giorni fa mi sembrava normale, se normale era la vita che faceva. Una donna che ha avuto tutto: bellezza, talento, una voce meravigliosa ed una carriera straordinaria”.

Infine, grande esperto dei suoi successi discografici, è il regista cinematografico Pierfrancesco Campanella, che ha recensito i suoi successi per prestigiose riviste del settore. Il suo pezzo preferito è senza dubbio “Se piangere dovrò”, presentato alla Gondola d’oro nel 1969 e poi riproposto a Canzonissima nello stesso anno: “una canzone da brividi con un testo meraviglioso, nel quale rivendica il diritto di amare chi si vuole. Con una interpretazione magistrale, appassionata e combattiva. Peccato, con una carriera così straordinaria alle spalle, negli ultimi tempi sia stata abbastanza dimenticata dai media che contano”. Per il regista, di origini russo-pugliesi, si tratta di “una vergogna tutta italiana. All’estero i grandi artisti fino all’ultimo sono tutelati e preservati come monumenti nazionali. Così Aznavour in Francia, così Sinatra in America, tanto per fare due esempi”.

Ci lascia uno sterminato repertorio, fatto di ricordi, di canzoni e di video delle sue tante partecipazioni, da “Canzonissima” fino ad “Al Paradise”, l’ultimo grande varietà, diretto da Antonello Falqui.

Emanuele Pecoraro

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