Maurizio Ferrandini

Maurizio Ferrandini

La musica purtroppo non si è evoluta, anzi, è affondata ma, a livello letterario, sono nate interessanti realtà. Tantissimi rapper dicono cose sensate (per lo meno quelli che non si drogano) e sono venuti fuori cantautori moderni e innovativi.

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Buongiorno Maurizio e grazie per rilasciarci quest’intervista.

Io non c’entro col rock, il titolo del tuo nuovo album, sa un po’ di manifesto. Immagino rechi in sé la disobbedienza rispetto ai canoni e agli standard imposti. Vuoi commentare?

Intanto sono io che ringrazio te per lo spazio concesso , dopodichè confermo l'idea del manifesto. Effettivamente questo titolo giocoso vuole mettere in risalto la mia distanza dal clichè del rock nonostante io sia un vero cultore del genere. C'è da dire, però, che ho riservato una frecciata alla discografia italiana visto che, prendendo le distanze dal rock, dichiaro l'intento di suonare proprio quel genere, e oggi sappiamo che le mode hanno preso altre strade.

Ti chiederei, inoltre, di tracciare una breve biografia artistica.

Sono un autodidatta diventato polistrumentista per necessità. Ho preso una laurea nel ramo amministrativo ma ho sempre avuto il 50% del cervello concentrato sulla musica. Studiare non mi è servito a trovare un lavoro adeguato ma mi ha dato una disposizione mentale utilissima nel momento della composizione. Negli anni ho prodotto più di dieci album scrivendo e arrangiando tutto da solo e finendo pure per occuparmi della grafica. Insomma, una passione che è diventata una vera e propria condanna; non sapendone fare a meno.

La mia canzone "Discostante" spiega che oltre a discostarmi da un certo approccio da musicista, io esisto come artista in quanto esisono i dischi...perchè canto nei dischi, perchè vivo nei dischi (poco importa se si tratta di file). Non potrei immaginare la mia vita senza le canzoni.

Che rapporto hai con il panorama musicale contemporaneo? Naturalmente, le evoluzioni o le involuzioni non sono state poche. Cosa ne pensi in proposito?

Dunque, io seguo molto quel che accade intorno a me. Ho fatto 13 anni di radio e, anche nelle piccole realtà, cercavo di fare promozione agli sconosciuti. C'è tanto talento in Italia e bisogna esserne fieri.

La musica purtroppo non si è evoluta, anzi, è affondata ma, a livello letterario, sono nate interessanti realtà. Tantissimi rapper dicono cose sensate (per lo meno quelli che non si drogano) e sono venuti fuori cantautori moderni e innovativi. Cito per esempio Bugo o Fulminacci. Due geniacci secondo me.

Oggi ho intrapreso una serie di scaramucce musicali con D.J e rapper ma in realtà mi divertono le provocazioni e non mi interessano le guerre perchè il talento riesce a fare sempre la differenza.

Nel 2020 hai realizzato insieme a Luca Bonaffini un format in cinque puntate per Globus Television. Come è andata? Quali sono i temi che avete snocciolato in questo contesto che hai particolarmente a cuore?

Guarda, il programma si intitolava Mash Up Kult ed è stata una delle cose più divertenti e interessanti che io abbia fatto nella vita.

Lo spunto era un vinile che ci consentiva di spaziare in tutte le forme d'arte che avessero anche un piccolissimo richiamo con l'idea centrale del disco. Abbiamo imparato tanto da quel programma , sia a livello culturale che tecnico. Io e Luca abbiamo cementato il nostro rapporto e ci siamo trovati davvero su tantissimi punti. Ci siamo divertiti e stupiti come bambini di fronte all'immensità dell'arte.

Le puntate ora sono anche in rete, vi consiglio di cercarle perchè sentir parlare Bonaffini è poesia in quanto ha conoscenze infinite e una proprietà di linguaggio unica e, a livello organizzativo, il sottoscritto si è comportato da vero psicopatico cercando le cose più assurde da inserire nel programma.

Sono un fan di Vecchioni e ho amato l'intervista inedita fatta a Mauro Pouluzzi , collaboratore sorico del professore, ma anche la puntata su Bertoli e i suoi autori è stata fighissima.

La impareggiabile Grazia Deledda scriveva: “Adattarsi bisogna» disse Efix versandogli da bere. “Guarda tu l’acqua: perché dicono che è saggia? perché prende la forma del vaso ove la si versa”.

“Anche il vino, mi pare!”

“Anche il vino, sì! Solo che il vino qualche volta spumeggia e scappa; l’acqua no”.

Sei acqua o vino? E, nel caso la risposta sia la seconda, quando ti è capitato a livello artistico di scappare clamorosamente?

Sono decisamente vino, non solo perchè ho fatto un corso da degustatore bevendo anche l'aceto, ma spesso tiro fuori cose che farei meglio a lasciare dentro al vaso.

A livello artistico direi che non sono mai scappato anche se nel 2017 mi sono divertito a scrivere un concept che usciva con un romanzo allegato. Nel libro, il personaggio principale trovava un escamotage per abbandonare il rock e debordare nei vari generi musicali conosciuti. Nel disco puoi trovare influenze progressive, elettropop, disco music , una bossanova e addirittura l'invenzione di un genere:La Folka "la canzone più bella di tutti i mondi".

Molto accattivante la seconda traccia del tuo album: “Cosa c’entri col rock”, dove rock è un'idea, un'impostazione dell'anima e non necessariamente uno stile di vita. Quali altre considerazioni faresti in merito?

La canzone è una bella frustata , e anche se elenca clichè a caso, alla fine può vestire tantissimi personaggi che ho conosciuto frequentando l'ambiente musicale.

Non voglio fare per forza il puro perchè dedico molto tempo al cibo, bevo bene e ho amato sconsideratamente il genere femminile, ma si può godere di tutto questo senza diventare dei diavoli. Le droghe, poi, non c'entrano davvero niente con la musica , anzi, spesso la rendono squallida.

Sogni nel cassetto?

Vorrei poter vivere di quello che ho imparato a fare negli anni .Vorrei continuare a fare canzoni e magari potermi occupare a tempo pieno di un programma musicale, non per vanità quanto per far conoscere ai giovani quante cose stupende sono state scritte dagli anni 70 fino ad oggi .

Grazie, Chiara Zanetti

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