Esce Il 29 Aprile La Traccia Di Deepho, “Dita Cotte” La Recensione Di Ur

Esce Il 29 Aprile La Traccia Di Deepho, “Dita Cotte” La Recensione Di Ur

Uno squarcio di realtà giovanile dove il dire no al trash è d’obbligo, in un hip hop e un rap istantaneo, fugace e graffiante.

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Deepho, nella sua voglia di “spaccare” descrive attimi della sua vita in meno di due minuti, dove si va in giro a farsi di cannette per dire no ad una società che ha stufato, al figlio del carabiniere che ha la madre con le Birkings, all’autorità.

In un’atmosfera prettamente giovane, non omologata, Deepho dice no a quello che non gli va, trascinandoci in un vortice veloce ed efficace, per raccontare liberamente il suo mondo e la sua musica, senza filtri, o ipocrisie.

Quando realizzi che la vita è una la vuoi vivere al massimo, con gli amici, un pacco di zarri che fumano sui gradini, un treno per la Liguria da prendere e tanti sogni in testa.

Deepho racconta ne più ne meno quello che fanno i giovanissimi, un’intera generazione che vuole esprimersi attraverso la ribellione ma anche la condivisione, in un futuro incerto ed un presente che limita la loro libertà come quello del Coronavirus.

A questi giovani lasciamo poco, è vero, ma loro sanno come difendersi, esprimendo a mille il loro sentire, la loro voglia di emergere e di sognare in grande, il loro senso critico verso chi non ha passato le stesse cose, verso chi non vede oltre, con la spensieratezza dei loro anni, della loro immediatezza, del mettersi in gioco.

Lo stare in gruppo è da sempre sinonimo di aggregazione, forza, ma non per questo indice di violenza.E’ meglio una cannetta, una paglia ed un rap per farsi sentire, per essere decisamente liberi.

Monica Pecchinotti 

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