Si Chiama “I Giorni Migliori” Ed è L’ultimo Disco Della Band Siciliana Cordepazze

Si Chiama “I Giorni Migliori” Ed è L’ultimo Disco Della Band Siciliana Cordepazze

L’album, uscito il 10 maggio in digitale, è stato definito un insieme di “nove diapositive che raccontano la felicità, la gioia, le crisi

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Si chiama “I Giorni migliori” ed è l’ultimo disco della band siciliana Cordepazze.

L’album, uscito il 10 maggio in digitale, è stato definito un insieme di “nove diapositive che raccontano la felicità, la gioia, le crisi, sbagliare e crederci ancora, l’amore infinito e la paura di non farcela”. Uscito a distanza di sette anni dal precedente, “I Giorni Migliori” ha come tematiche principali il fluire delle emozioni che si intrecciano fra loro negli eventi della vita e le sensazioni sia positive che negative che rimangono impresse nell’anima.

Il primo brano si intitola “Mercedes Benz(ci eravamo tanto armati)”, veniamo subito accolti da una chitarra acustica molto delicata e dalla voce espressiva di Alfonso Moscato e, poco dopo, il tutto diventa più movimentato grazie alla batteria ed ai sintetizzatori; l’amore che dilania, le crisi, la solitudine, la disfatta che porta alla fine, queste le tematiche principali del pezzo su cui aleggia l’idea di qualcosa di perso; primo estratto del disco accompagnato dal video della live session. Segue “Adriatica”, traccia dal mood estivo, racconta dell’equilibrio che bisogna avere per non pensare alle occasioni sprecate; la batteria ben cadenzata, insieme ai sintetizzatori, dà quella sensazione di una malinconia tutta piacevole da godersi guardando un tramonto sul mare. Terzo pezzo “Operativo”, porta con sé un mood dance ed è il secondo singolo del disco, il videoclip ha vinto la categoria “Best Cinematography” al Metropolis Film Festival di Milano; il ritornello è caratterizzato da suoni elettronici che ben si mescolano con il sound della traccia, nella quale si racconta del ciclo del consumo che si sostituisce a quello della vita. Una chitarra strimpellata ci introduce al quarto brano dal titolo “Gli anni”, che parla delle aspettative deluse e degli anni passati a credere e sperare in qualcosa di migliore; il senso di vuoto e solitudine è ben reso dalla chitarra.

Abbiamo poi “Vivere nell’aria”, il beat incalzante è supportato da sintetizzatori che contribuiscono al fluire della melodia dai toni accattivanti, vi si racconta delle canzoni, quelle importanti, quelle che fanno sognare, quelle che ti fanno stare ad un metro da terra. Sesto è “Vita da star”, dove il basso e la batteria ci conducono in un pezzo dallo stile indie, il ritornello che rimane bene in testa è caratterizzato da ironia nei confronti del “divismo” da condominio; anche qui sono presenti suoni elettronici molto particolari che partono a metà brano e danno quel tocco in più. Segue “Cardiopatia”, nella chitarra elettrica iniziale si percepisce tutta la tristezza e la sensazione di aver toccato il fondo, racconta delle notti passate a consolarsi, a dimenticare, a scappare e a cercare di non pensare. Penultima traccia, “Le guerre degli altri” parte con una base di sintetizzatori, fino ad esplodere con il basso che ad un certo punto entra e rende il tutto più movimentato, parla del ritrovarsi, appunto, nelle guerre degli altri, cioè al momento sbagliato nel posto sbagliato. Terminiamo con “Ciao”, introdotta da un carillon, la voce delicata e dolce ci parla di come continuiamo a cercare la felicità non capendo di averla già da un pezzo, brano d’amore dallo stile cantautoriale.

Articolo di Asia Seca

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