Pushmmua Esordisce Con MMUA

Pushmmua Esordisce Con MMUA

Il primo disco del rapper arriva in digitale e promette bene

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La scena trap siciliana sta per avere una new entry: Pushmmua. Il rapper palermitano ha pubblicato il 18 Novembre il suo album di esordio MMUA. Nonostante i suoi 26 anni, Pushmmua, al secolo Vincenzo Salerno, dimostra una buona confidenza con la musica e le parole, infatti il primissimo lavoro musicale lo realizza già a 17 anni. A 9 anni di distanza arriva finalmente il suo primo disco contenente ben 12 tracce. Il concept del disco è giovanile e ben integrato con la realtà underground, tuttavia risente di una innocente inesperienza che porta Pushmmua a emulare stili già logori e ormai stereotipati. L'influenza trap è pervasiva in tutti i brani e l'autotune è onnipresente. La mancanza di originalità va imputata ad una candida ingenuità: Pushmmua sembra aver bisogno di mettere alla prova le proprie capacità su un territorio ben battuto prima di intraprendere la sua personalissima strada musicale. Le 12 tracce delineano il disagio di sentire le proprie potenzialità inespresse all'interno di un contesto angusto e soffocante. Tra amori sbagliati, ricordi notturni e voglia di andare altrove, MMUA si fa cartello di tutta quella fetta di giovani che, per inseguire i propri sogni, è costretta a dover prima sognare di cambiare aria. Qualche sbavatura qua e là rendono MMUA un disco autentico e sentito e non una fredda successione di note perfettamente intonate. Anche i testi non toccano una poetica aulica, ma esprimono molto chiaramente il sentimento dell'autore quasi come fossero una chiacchierata tra amici nelle strade del proprio quartiere.

L'album si apre con Si, bhe che però non rende giustizia all'intero lavoro che forse sarebbe stato meglio presentato dalla seconda traccia: Illuminati ft Venair.

Illuminati è un ottimo lavoro musicale e testuale e rende omaggio a quell'onda trap-soul francese che in Italia è ancora in fase di assestamento. A seguire troviamo Noia e successivamente ci si imbatte in quella che per noi di Unfolding Roma è la traccia migliore dell'intero album: Déi.

Déi è una amara, cruda e romantica ammissione di fragilità, una modesta ostentazione di umiltà (caratteristica tipicamente carente nel trap). Il brano affronta tutte le tematiche tipiche del genere trap quali il materialismo orientato al guadagno, la superficialità dei rapporti interpersonali e la pulsione al possesso. Tutti questi argomenti sono letteralmente scardinati da un testo che ne comprova l'inconsistenza e che ammette i limiti di un'età in cui si è posseduti dalla fame di affermazione che spesso è plagiata da falsi miti. Déi è un lavoro maturo, al di sopra di ciò che ci si potrebbe aspettare da un rapper ventiseienne al suo primo album. Déi è un grande pezzo e vale l'ascolto dell'intro album. Purtroppo quello di Dèi è un caso unico: l'album continua con brani orecchiabili che seguono lo stile di riferimento del genere spaziando di tanto in tanto in sottogeneri meno popolari. Pushmmua con MMUA mostra il suo biglietto d'ingresso nella scena rap-trap e chi è ai cancelli non può che farlo entrare con cortesia! Il suo primo disco è sicuramente una buona vetrina di stile piacevole da guardare e che non richiede alcun impegno nell'ascolto. Unfolding Roma promuove discretamente MMUA mettendo un 8 a matita con l'augurio che un prossimo lavoro possa confermare la valutazione mostrandoci il talento che per ora fa solo capolino.

Gregorio Pastorelli

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