Le Nuove Tribù Zulu

Le Nuove Tribù Zulu

Le nuove generazioni sembrano molto uniformate a quello che il potere mediatico propone in larga scala, anche se ci sono delle belle realtà musicali che provano a proporre qualcosa di diverso.

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Buongiorno ragazzi benvenuti nella nostra redazione.Vi siamo grati per aver accettato questa intervista e cominciamo con una vostra breve presentazione : nomi e ruolo all’interno del gruppo.

Ciao, grazie a voi! Le Nuove Tribù Zulu sono Andrea Camerini alla voce solista e liriche, Paolo Camerini al contrabbasso, Ludovica Valori alla fisarmonica, pianoforte e trombone, Roberto Berini alla batteria, Massimiliano Diotallevi al sassofono. Spesso sono sul palco con noi Pejman Tadajon al setar e Sanjay Kansa Banik alle tabla.

Tre aggettivi per definire la vostra musica?

Intensa, vibrante, ma soprattutto itinerante, visto che ci piace sperimentare e metterci sempre in gioco.

Un italiano alla corte degli Obama il compositore romano Gabriele Ciampi ha diretto un esclusivo concerto per le “vacanze alla casa bianca 2015” – l’invito di Michelle: "ho ascoltato il suo cd, apprezzo la sua musica, l'aspettiamo" Una vostra opinione ?

Ci fa piacere per lui, speriamo che il prossimo anno Michelle Obama chiami le Nuove Tribù Zulu. A proposito… Hai contatti con la Casa bianca per farle arrivare un nostro CD?

Vi interessa riproporre, in particolare, la scelta di dare attenzione agli autori dei testi delle canzoni -molto spesso sottovalutati e dimenticati- nelle vostre performance?

Sicuramente. Se dovessimo trovare degli autori che riflettano il messaggio, gli ideali e i valori che da anni condividiamo all’interno del gruppo, non avremmo problemi a proporli al nostro pubblico. Già nel 2007, con Editrice Zona, abbiamo realizzato un bellissimo progetto con libro + CD, “Il Sogno”, in cui abbiamo sonorizzato e cantato testi di poeti come Garcia Lorca, Prévert, Eluard, Hikmet, Pavese, creando un intenso viaggio sonoro poetico di un’ora circa. La formazione era a tre, con contrabbasso, batteria e voce e lo presentammo al Salone del Libro di Torino, realizzando poi numerosi concerti.

Il concerto degli U2 a Parigi per le vittime degli attentati, Bono Vox: “se amate la libertà, questa città è casa vostra!” Come commentate questa frase e soprattutto: era giusto lanciare un messaggio positivo dopo questa tragedia?

Parigi è sempre stata sinonimo di libertà, incontro e intercultura, una città in grado di accogliere artisti provenienti da ogni parte del mondo: questa è la sua vera forza, essere un energico crocevia europeo di importanti scambi culturali e sociali. Quello che è accaduto è terribile, e in questo momento c’è sicuramente bisogno di messaggi positivi. Abbiamo letto che Bono ha portato solidarietà e vicinanza alle famiglie di San Bernardino, Beirut ed Istanbul e tutto questo è comprensibile. Crediamo in ogni caso che certe prese di posizione dovrebbero essere costanti, dal momento in cui oggi c’è un’emergenza globale di grandi e piccole guerre e disastri che si stanno consumando in molti luoghi. La stessa guerra in Siria ad esempio è stata a lungo nascosta dai riflettori dei media, quando ogni giorno si verificavano e ancora si verificano centinaia di morti. L’Occidente in molti momenti sembra vivere in una sorta di bolla illusoria. Ora la bolla è scoppiata: persone e fatti che prima sembravano tanto lontani hanno travalicato i nostri confini, confermando una trasformazione che è già in atto.

VOLTAIRE: “Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo: nelle vostre canzoni conta di più il testo oppure la parte musicale? La vostra musica deve entrare più nella testa oppure nel cuore di chi vi ascolta?

Nel 2003 abbiamo ricevuto il “Premio Lunezia” , menzione speciale per il valore letterario dei testi dell’album “L’Unione dei Mondi”, edito e prodotto da Rai Trade. Quell’album rientrò anche tra i migliori cento dischi dell’anno nella classifica del settimanale “Musica” di Repubblica. E’ forse il nostro disco più bello, quello più coraggioso sia dal punto di vista musicale che letterario – narrativo; le due cose camminano davvero di pari passo per noi. Mente e cuore sono due aspetti fondamentali dell’essere umano; parole e musica possono comunicare con entrambi. Nei testi delle Nuove Tribù Zulu il filo conduttore narrativo è l’invito al viaggio, al cambiamento, alla trasformazione, alla conoscenza di se stessi, al movimento come atto di vita creativo. La nostra musica riflette questa attitudine, questo concetto di “nomadismo culturale.”

Quale dei vostri testi si può legare a questa terribile tragedia ?

Possiamo risponderti citando un estratto del testo di “Appello ai Dormienti” tratto sempre dall’Unione dei Mondi: Appello ai dormienti lasciate i vostri letti c’è un’altra guerra contro la menzogna contro le divisioni la barbara ignoranza la forza oscura e cieca che divora paesi ormai stremati da assurde differenze bambini sulle strade senza pelle oltrepassiamo i muri nobilitiamo l’uomo la crescita è totale sulla terra

Gli Eagles of Death Metal a mio parere hanno ottenuto una immensa popolarità dalla vicenda: meglio essere ricordati per le canzoni oppure per la vicenda? Voi come vi sareste comportati?

Crediamo non sia piacevole per un gruppo essere ricordato per qualcosa che ha seminato sangue, violenza e morte. Non sappiamo cosa può scattare dopo aver vissuto attimi così terribili. In quei momenti probabilmente, per chi vive da vicino la vicenda, salta ogni parametro di cosa sia conveniente o meno. E’ uno shock addizionale. Personalmente mi è venuto da chiedermi se simbolicamente i terroristi abbiano anche scelto la serata in cui fare quella carneficina in base al nome di quella band. Eventi come quello avvenuto al Bataclan segnano per sempre la tua esistenza.

Parliamo del festival di Sanremo: dei 20 big scelti, la metà è pescata dal grande karaoke tv, da Amici a X Factor, i cantautori scarseggiano, il rock azzerato……

E’ una storia che parte da lontanissimo. In Italia è difficile che le cose cambino radicalmente e l’innovazione non riesce a frantumare il muro dell’estrema conservazione. I dinosauri non vogliono estinguersi e quello a cui assistiamo oggi è il risultato di anni di cattiva gestione delle risorse artistiche e culturali del paese. Nel 1980 Franco Battiato cantava “mandiamoli in pensione i direttori artistici, gli addetti alla cultura…E non è colpa mia se esistono spettacoli con fumi e raggi laser, se le pedane sono piene di scemi che si muovono…” Ecco, non ci sembra che la situazione sia migliorata, anzi… la cosiddetta scena alternativa si è uniformata, finendo per confondersi con il mainstream, e al momento non ci sembra ci siano i presupposti per un rovesciamento della situazione. Le nuove generazioni sembrano molto uniformate a quello che il potere mediatico propone in larga scala, anche se ci sono delle belle realtà musicali che provano a proporre qualcosa di diverso.

Cosa vi attira dei suoni di questa città?

I suoni più interessanti sono quelli che devi andare a cercarti nella storia di questa città, nella sua energia unica al mondo. Quando cammini a Roma, in alcuni punti della città, puoi avere la sensazione di essere al centro dell’universo, e se tendi bene le orecchie e ascolti bene, anche una pietra può farti arrivare una voce, un suono, una canzone.

In questi giorni ho alzato l'asticella delle aspettative sull'amore: voglio una donna che un giorno mi aspetti sotto casa come il mondo aspetta Star Wars: vi sentite legati al consumo “mediatico “ di questa società?

Certo davvero Star Wars è ovunque… Hanno realizzato anche la serie Star Wars intimo per uomo…Ormai siamo al paradosso....Sicuramente non è semplice sfuggire o astrarsi dai meccanismi consumistici di questo sistema, anche perché allo stato attuale delle cose stanno mancando i punti di riferimento e gli esempi su un piano politico, sociale e spirituale. In ogni caso crediamo che si possano fare delle piccole scelte individuali che riescono a fare la differenza. Ognuno nel proprio piccolo può cercare di creare delle azioni positive differenti e meno uniformate, riuscendo a dare input diversi e modi di vita che si riflettono sulle persone che sono accanto a noi. L’eco di certe situazioni si diffonde con il tempo, è una questione di gradualità. La storia ci ha insegnato che gruppi di poche persone hanno realizzato cambiamenti fondamentali. Come diceva Paul Eluard in una sua bellissima poesia: “Erano pochi uomini, furono folla un tratto...”

Progetti per il futuro?

Dopo la bella esperienza in India con i musicisti nomadi in Rajasthan che ha dato alla luce due dischi con Materiali Sonori, stiamo lavorando ad un nuovo album. Inoltre sta uscendo in questi giorni “Namastè – Om Shanti Ep”: un EP che contiene due nuovi brani inediti con la preziosa presenza di Sanjay Kansa Banik alle tabla e Pejman Tadayon al setar. Sono presenti anche i remix dei brani realizzati dal DJ NeroloZ: questa volta ci siamo divertiti a dare maggiore ballabilità ai brani. Uscirà con l’etichetta Filibusta Records e verrà presentato il 9 Gennaio all’Auditorium Santa Chiara a Roma al Festival Mediterraneo dell’Incontro. Vi aspettiamo lì!

Sito ufficiale NTZ

www.nuovetribuzulu.it

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