“Re Minore” è il terzo singolo dei Disorient Express, nuovo tassello del percorso artistico che condurrà all’EP “Aspettando il sole”.
Scrivere “Re Minore” è stato più un atto di consapevolezza o di scoperta?
Scrivere è un viaggio che porta solo successivamente alla consapevolezza, inizialmente è una continua scoperta e in “Re Minore” il processo è stato proprio questo
Quanto è difficile trasformare un’emozione così fragile in una forma condivisibile come una canzone?
Questa è proprio l’origine del perché crediamo in questo mestiere, ovvero dare identità alle emozioni e tradurle in una sintesi tra testo e musica muovendosi con grande attenzione tra equilibri precarie e concretezza compositiva.
Nel brano si parla di una “vibrazione profonda”: come riconoscete, nella vita reale, quando
state ascoltando davvero voi stessi? Ascoltare noi stessi è un esercizio che la musica ti porta ad applicare costantemente, lo si percepisce quando l’emozione di uno, successivamente diventa collettiva, entrando nel giusto mood creativo sul quale spingere in quell’esatto istante è una scintilla instabile e volatile che va colta appena se ne ha percezione
Avete mai avuto la sensazione di essere “fuori sincro” nel momento giusto?
Talvolta capita di non essere a “tempo” con noi stessi, ma ciò è ulteriore motivo di riflessione per capire come tornare in sincro e ritrovare il giusto battito.
Che rapporto avete con l’idea di meta, considerando che il vostro immaginario è quello di un viaggio senza fermate?
La meta per noi si traduce nel viaggio stesso, la musica è un luogo che non può avere confini e per raggiungerlo bisogna saper apprezzare l’itinerario che ci porta di volta in volta a scoprire inconsapevolmente chi siamo senza domandarci mai dove stiamo andando
Se “Re Minore” rappresenta una tappa, cosa state lasciando indietro e cosa state portando
con voi? Re Minore è già un traguardo perché ogni volta che completiamo una canzone abbiamo lasciato a noi stessi e chi avrà il desiderio di ascoltarci una sintesi di una visione e il meraviglioso potere della musica sta nel fatto che ognuno è libero di far propria quella sintesi e darne la personale interpretazione e questo diventa il miglior bagaglio da portare in questo viaggio.
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