E’ un anniversario importante quello che Tuscia In Jazz si trova a festeggiare. In 25 anni sono stati effettuati oltre 1000 concerti in 32 comuni coinvolgendo oltre 6000 studenti nelle Masterclass. Dal 2023 Tuscia in Jazz è diventata Tuscia in Jazz for SLA e si è profondamente impegnata nel campo del sociale promuovendo la raccolta di fondi a favore della lotta alla SLA. La SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, proprio quelle cellule nervose che controllano i movimenti volontari dei muscoli. Inizialmente chi ne è affetto lamenta difficoltà nei movimenti fini e debolezza muscolare poi difficoltà a camminare fino a quella di deglutire e respirare. Mentre il corpo si ferma la mente rimane attiva. Una malattia rara e per la quale non esiste una cura per questo è importante la ricerca. Con questa iniziativa sono stati raccolti 60000 euro forse una goccia nel mare, ma una speranza per i malati e le loro famiglie.
La manifestazione si deve alla volontà del suo direttore artistico, Italo Leali, affetto sin dal 2021 dalla SLA e che a tutt’oggi partecipa attivamente agli eventi comunicando tramite un computer. Numerose le istituzioni che hanno aderito all’iniziativa, tra queste la Provincia di Viterbo, l’Università della Tuscia, il Presidente della Regione Lazio ed altre.
In questo contesto si inserisce la serata dedicata a Massimo Urbani, sabato primo agosto, realizzata con il sostegno del Comune e della Pro loco di Monterosi.
Nato a Roma nel popoloso quartiere di Monte Mario nel 1957, Urbani inizia giovanissimo a studiare clarinetto per poi passare al sassofono, prima tenore e poi contralto. Ed è proprio al sax alto che Massimo riesce a formulare in pieno il suo linguaggio musicale, forte di una fertile energia improvvisativa legata ad artisti quali Albert Ayler John Coltrane e Charlie Parker. Alle prime esibizioni sul palco del leggendario Folk Studio di Roma , Massimo affianca gli insegnamenti del maestro Giorgio Gaslini per poi passare all’esperienza negli Stati Uniti dove avrà l’occasione di lavorare a contatto di musicisti del calibro di Chet Baker, Lee Konitz, Jack De Johnette.
La maturazione artistica di Massimo Urbani viene ufficialmente suggellata nel 1980 quando il suo album “360° Aeutopia” riceve il “18° Premio della critica discografica per il Jazz”.Seguono nel tempo collaborazioni con Giorgio Gaslini, Enrico Pieranunzi, Mario Schiano ed altri importanti artisti del panorama jazzistico italiano .
Due album vale infine la pena ricordare in quanto già nel titolo rivelatori delle fonti da cui Urbani ha tratto ispirazione: “Dedication to A.A. & J.C. –Max’s Mood “ e “Duet Improvisation for Yardbird”.
Massimo muore a 36 anni per overdose di eroina e riposa nel cimitero di Monterosi, paese originario della madre.
L’evento di quest’anno assume un significato ancora più rilevante in quanto il 19 giugno scorso a soli 65 anni è scomparso Maurizio, fratello di Massimo, tenorsassofonista molto apprezzato a livello romano e italiano.
La serata è cominciata intorno alle 20,00 in Piazza Garibaldi con i ricordi da parte degli amici più cari e compagni della vita musicale di Massimo Urbani. Importante e commovente il contributo di Italo Leali che accompagnato dalla sorella Alessia, da un OSS ed un infermiere, ha trasmesso il suo messaggio dalla voce del computer che governa con gli occhi e dal suo letto mobile posizionato accanto al palco: “L’uomo deve tornare al centro del proprio universo non dimenticando la bellezza e la speranza...non soldi per le armi, ma per la ricerca”.
Il Sindaco di Monterosi Sandro Giglietti insieme al Consigliere Roberto Tordella hanno consegnato proprio a Italo Leali una targa per il suo lavoro solidale e profondo.
Il Consigliere Tordella ha sottolineato quanto il lavoro e la dedizione di Italo Leali siano un esempio per tutti compreso lui stesso. “Quando devo affrontare qualcosa di difficile penso ad Italo: se non si arrende lui non posso farlo io”. Racconta anche di come la solidarietà abbia animato il piccolo paese dove ognuno ha dato il suo contributo. Dai commercianti che hanno offerto il cibo mangiato durante la cena di beneficenza fino ad un aiuto come forza lavoro nell’organizzazione che ha visto tanti volontari impegnati oltre alla CRI e alla protezione civile.
Durante l’apericena di beneficenza organizzata da “La festa della birra” un gruppo ben organizzato ed in sintonia che lavora insieme da 15 anni e che sta inserendo anche le nuove generazioni, si sono esibiti Sara Jane Olog dalla voce incredibile e Luca Casagrande (chitarra) che hanno ceduto il palco intorno alle 22,00 a grandi interpreti del Jazz nazionale ed internazionale capitanati da Stefano di Battista (sassofono) vero e proprio Front Man che ha animato la piazza con Antonio Scannapieco giovanissimo trombettista che nel 2025 ha vinto proprio il premio Massimo Urbani, ed ancora Leonardo Corradi (tastiere), Israel Varela (percussioni) eseguiti pezzi classici ed orecchiabili stimolando il pubblico a partecipare tenendo il ritmo con le mani o cantando qualche melodia.
Incontrata prima della sua esibizione Sara Jane Olog mi racconta di partecipare in amicizia, che conosce Italo da 15 anni e che non sarebbe mai voluta mancare ad un appuntamento così importante.
Prossimi appuntamenti :
Emanuela Scanu
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