Jimmy Ingrassia

Jimmy Ingrassia

Mi vedo allo stesso modo di adesso, in giro per il mondo con una chitarra in mano.

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Unfolding Roma quest’oggi ha avuto il piacere di incontrare il giovane cantante Jimmy Ingrassia. Nel corso degli anni Jimmy Ingrassia ha collezionato importanti esperienze nel settore musicale e televisivo: dopo l’esordio nel 2005 nel cast di “Domenica IN”, nel 2006 si è aggiudicato la vittoria a “SanremoLab”, l’Accademia di Sanremo. Mentre prosegue la sua attività live con numerosi concerti in tutta Italia, nel 2010 ha partecipato in coppia con Mietta al programma “I Raccomandati” e conquistato la finale di Musicultura. Nel 2013 è stato nel cast di Amici di Maria De Filippi in qualità di corista, mentre l’anno successivo nel team Noemi in gara nel talent di Rai2 THE VOICE of Italy.  



Partiamo da una domanda piuttosto semplice. Chi è Jimmy Ingrassia? Raccontaci un po’ di te.

E ti sembra semplice? Oserei definirmi un kamikaze, perché una persona che nel 2016 ancora crede nella musica in quanto forma d’arte forse lo è.

Ad ogni modo, a parte gli scherzi, sono cresciuto con l’ambizione dello spettacolo, che dapprima tendeva verso il cinema e ad un certo punto è sfociata nella musica, iniziai a suonare per scherzo all’età di undici anni e da lì a poco presi delle lezioni private di pianoforte.

Raggiunta quasi la maggiore età mi resi conto che il canto era la strada che volevo intraprendere, così da allora non ho più smesso, e tuttora vivo di musica.

Sono un cantante, che a volte scrive e compone le proprie canzoni, a volte interpreta brani scritti da altri autori, ed altre ancora le scrive insieme.

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Nella vita com’è Jimmy? Uguale a quando canta? Un aggettivo per descriverti…

Beh si, non c’è molta differenza, cerco di essere me stesso sul palco, cerco di fare arrivare la verità, non penso che arrivi un’immagine diversa.

L’aggettivo è caparbio, perché senza questa mia peculiarità avrei fatto la fine di molti miei colleghi, e cioè avrei abbandonato la musica per paura di non arrivare a fine mese.


Da non molto è uscito il tuo album “Sotto i piedi dei giganti”, che parla di temi importanti come quello della giustizia della parità e della dignità Come nasce questa idea, e cosa vuoi raccontare e trasmettere con questo album?

In realtà non è mai nata l’idea di dare un indirizzo specifico all’album, ma di mettere insieme una serie di canzoni, prescindendo dalla presenza di un filo conduttore, si vede che alla fine, dato che di fondo c’è un pensiero coerente, probabilmente quasi per caso è uscito fuori questo tipo di natura, anche se in verità l’album affronta più tematiche, spaziando da brani ironici e sarcastici a brani di protesta, passando da canzoni sentimentali, e addirittura toccando il delicato tema dell’immigrazione.

Il brano che più in particolare racchiude il tema della giustizia, della parità e della dignità è ALZA LA BANDIERA, singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, quello che voglio trasmettere con questo disco sicuramente è la verità, ho cercato di dare contenuto, che spero possa arrivare a tutte le tipologie di persone, senza alcuna distinzione.

Mi auguro di esserci riuscito!

Il Nobel per la letteratura a Bob Dylan è il primo vero riconoscimento ufficiale (finalmente aggiungerei) della musica come forma artistica e anche letteraria?

Non so, forse non c’era bisogna per forza di un premio Nobel per ufficializzare il riconoscimento della musica come forma artistica e letteraria, è evidente che lo sia, piuttosto mi dispiace che sia accaduto solo adesso.

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I cantanti sono i nuovi poeti moderni?

Innanzitutto bisogna capire quali cantanti, cioè bisogna fare una distinzione, e poi comunque no, non credo, penso si faccia un errore pensando che musica e poesia siano la stessa cosa, certo nel caso di Bob Dylan le cose cambiano, in questo caso mi sembra che le cose coincidano, ma infatti non è un cantante che appartiene ai nostri tempi, è nato in tutt’altra epoca.

Cosa ne pensi del fatto che non andrà a ritirare il premio?

Questo mi ha dato un po’ fastidio, ma solo per un motivo, perché se non ho capito male lui non lo ha rifiutato, quindi i suoi 900 mila euro circa, più la medaglia d’oro anch’essa di grande valore se li è comunque intascati, perciò il gesto di non presentarsi alla premiazione non fa di lui una gran persona, se avesse proprio rifiutato, cosa in precedenza accaduta con altri candidati al premio Nobel, lo avrei stimato ancora di più di quanto lo stimo ora.

Alla CNN durante il programma Newsroom, il blogger e commentatore politico Charles Kaiser ha pronunciato in diretta la parola “negro” per riferirsi alle persone di colore. La conduttrice molto scossa si è dovuta scusare con tutto il pubblico. Cosa ne pensi del razzismo? In Italia manca una legge sull’immigrazione adeguata?

Penso che il razzismo sia la più grande forma di ignoranza esistente, solo un essere ignorante può pensare che ci possa essere diversità fra esseri umani.

Per quanto riguarda l’argomento immigrazione non credo che il problema sia la mancanza di leggi, più che altro è un problema di errata gestione del fenomeno.

Per poter risolvere il caso immigrazione sarebbe necessario innanzitutto istituire un governo equilibrato, capace, idoneo, possibilmente eletto dai cittadini, e formato da politici che pensano a far politica, che pensano a tutelare l’interesse del cittadino.

Finché il politico, se così possono essere definiti i nostri, tutelerà i propri affari, non potrà esistere una legge adeguata, né relativa al problema immigrazione né a nessun altro, perché dietro ci sarà sempre e solo business e non interesse di risoluzione del problema.

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Ben 25 anni fa si spegneva una leggenda della musica come Freddie Mercury. Un pensiero su questo artista?

Che dire di Freddie Mercury, è senza dubbio intoccabile, la sua arte è stata, anzi è, indiscussa, e sono contento che negli anni venga continuamente ricordato, soprattutto per le odierne generazioni e per quelle che verranno in futuro, affinché la sua musica sia sempre attuale ed immortale.

C’è un’artista particolare che ami e a cui ti ispiri? Cosa ascolta di più in cuffia Jimmy?

Gli artisti che amo sono tanti, a cui mi ispiro nessuno, altrimenti rischierei di copiarli, posso dirti che il mio mentore è Ivano Fossati e i miei ascolti, che siano in cuffia o altrove, spaziano da Roberto Vecchioni a Vinicio Capossela, piuttosto che Lucio Dalla, Rino Gaetano, Caparezza, Daniele Silvestri e via dicendo, ma soprattutto, cosa che può sembrare insolita, ascolto spesso molti artisti non noti al grande pubblico, che stimo e che sono anche degli amici.

Hai partecipato a dei talent show televisivi, cosa ne pensi di questi format?

Come più volte ho asserito in altre interviste penso che questo tipo di format non sia il vero male come la maggior parte della gente sostiene, il problema vero è la cattiva gestione, apportando sostanziali modifiche infatti potrebbero diventare un mezzo che realmente permetterebbe di tirar fuori ottimi artisti, senza il conseguente rischio per questi ultimi di cadere nel dimenticatoio.

Del Festival di San Remo invece?

Anche qui, sostengo che il Festival sia una grandissima cassa di risonanza per i cantanti che vi accedono e un gran bel trampolino di lancio per una nuova proposta, ma se poi questo viene collegato e gestito allo stesso modo del talent non fa differenza, è solo un programma in più che sforna ulteriori meteore.

Dovrebbe cambiare il modo di gestione di queste kermesse, solo così si tornerebbe a riascoltare la bella musica degli artisti che sopra ho citato.

Se dovessi scegliere fra un talent e il Festival di San Remo, cosa sceglieresti?

Senza dubbio il Festival di Sanremo, soprattutto perché sono nato nell’epoca in cui era il traguardo di ogni artista italiano e naturalmente sono legato a quel bel ricordo.

Qual è l’artista che più ha segnato la tua strada da cantante? Qual è quello che ti ha aiutato di più?

Rischio di risponderti allo stesso modo di prima, dove chiedevi l’artista che più amo ecc., ripeto, senza dubbio Fossati e Vecchioni.

Con quale artista ti piacerebbe collaborare in futuro?

Paolo Nutini.

Qual è il segreto per emergere in questo mestiere? Quali invece le difficoltà che si incontrano più spesso?

Segreti per emergere non ne conosco, o forse si, il lecchinaggio J, ma non solo in questo mestiere.

Ma dato che per mia fortuna non sono dotato di questa caratteristica, penso che più che un segreto per emergere potrei permettermi di consigliare il modo di affrontare questo mestiere, e cioè non avere nessuna aspettativa, perché mai come nel nostro campo esiste il detto: al punto giusto nel momento giusto!

Ottenere la grande popolarità infatti è come entrare in un negozio di tabacchi, comprare una schedina del superenalotto, e scoprire di aver fatto 6, naturalmente però se non compri la schedina non potrai mai rischiare di vincere, quindi bisogna esserci, bisogna esistere e bisogna comprare la schedina.

Se dovessi elencarti poi tutte le difficoltà che ormai si incontrano nel mondo musicale non basterebbe un libro intero, perciò mi limito a dirti che come in tutti i settori del nostro bel paese, in quello musicale non esiste proprio la meritocrazia, anzi credo che forse molti non conoscano neanche questo termine, pertanto bisogna farsi furbi e cercare di alzare la voce in mezzo ad un mare di brusio.

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Hai altri interessi oltre la musica?

Direi di no, oltre a fare concerti e nuovi dischi però ho da poco iniziato a produrre, ragazzi e ragazze giovani che si affacciano in questo mondo, cercando di guidarli e tutelarli, per non incappare in situazioni poco serie che purtroppo di continuo si verificano nel nostro settore.

Come ti vedi fra qualche anno? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Mi vedo allo stesso modo di adesso, in giro per il mondo con una chitarra in mano, con i miei musicisti, e con la voglia di far conoscere la mia musica, finche morte non ci separi, magari scegliendo come fissa dimora la mia amata terra natia e cioè la Sicilia, con un bel panamino in testa, un bel sigaro in bocca ed il mare davanti. 
VALERIO DE BENEDETTI


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