Il DEli - Lo Stupido Che Canta

Il DEli - Lo Stupido Che Canta

Album d'esordio del il dEli, musicista e autore, un mix tutto da ascoltare.

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Oggi Unfolding Roma incontra il dEli, musicista per passione con il desiderio di diventare un cantautore che possa lasciare il segno. Vive in Inghilterra ma canta in italiano. Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao, subito la prima domanda, chi è Roberto Deliperi in arte il dEli?

È un appassionato di musica al quale è anche capitato di essere musicista. Classe ’76, piemontese (di Gattinara VC) imbastardito (mezzo sardo e mezzo emiliano). Ultimo domicilio conosciuto: Londra, UK

Con “ Lo stupido che canta” fai il tuo esordio musicale. Di te in giro si legge pop, rock, neomelodico, funk. Ti piace avere una collocazione musicale oppure hai un altro modo di definire la tua musica?

No, non mi piace avere una collocazione. Mi piace poter pensare che, almeno lì, posso essere  libero e quindi, per rispondere completamente alla tua domanda, non amo proprio definire la mia musica…ci penserà qualcun altro

Vivi in inghilterra, ma canti in italiano. Sarebbe più facile secondo te emergere cantando in inglese?

Non te lo so dire. Penso, in realtà, che si faccia fatica in entrambe i casi. It’s a long way to the top if you wanna Rock ’n’ Roll!!!

Ho letto che prima di metterti, diciamo, in proprio, hai suonato come musicista a fianco di altri. Che significato ha, per te, stare al centro del palco, dove, nel bene e nel male, tu sei responsabile di ciò che accade sul palco?

Beh, mi è capitato altre volte, in quanto cantante, di essere il frontman o il perno della struttura, ma il problema maggiore per me sta nel fatto che canto cose mie, e per mie intendo mie veramente. E il mettersi a nudo è un’arma a doppio taglio. Comunque per il momento mi piace, anche se quando suono tengo gli occhi chiusi tutto il tempo...ahahahah

Ripeti spesso che non hai intenzione di creare slogan, schieramenti o affrontare tematiche particolari, ma cantando e suonando la tua musica comunque lasci scie di emozioni, canti d’amore e di amicizia nonché di famiglia. A cosa punti davvero con la tua musica?

A scrivere belle canzoni che altre persone possano canticchiarsi. La musica accompagna sempre la vita delle persone. Ecco, io vorrei prendere per mano qualcuno/a e accompagnarlo/a dove deve andare

Cosa ne pensi di Sanremo, ma soprattutto, ci andresti?

Penso che potrebbe essere una figata pazzesca e invece è un’italianata tremenda. Giochini e giochetti tra case discografiche ed emittenti televisive e la musica, non in secondo piano, ma nel semi-interrato. Ecco, “La terra dei cachi” di Elio e le storie tese risponde a questa domanda: ci andrei? Non so. Dipende da tante cose. Sicuramente non ci andrei con un pezzo che non mi piace, questo no.

E dopo Sanremo, i talent, cosa ne pensi? Hai mai provato a partecipare? Pensi che siano la via più veloce per farsi conoscere?

I talent sono cose fatte per quelli a cui piacciono i talent. Il problema è che sono pieni di talenti che ci vanno pieni di speranze. Sono sicuramente una via più veloce per farsi conoscere, ma non per far conoscere le proprie canzoni, ergo, non mi interessano. E poi son troppo vecchio per 'ste cose ahahahah.

Hai girato un video del pezzo Stefania, ti senti a tuo agio anche davanti alla telecamera? Ti è piaciuto?

Di video ne ho fatti 4 (tre più uno in simil-animazione ad opera di Francesco Di Pietro) e tutti in situazioni DIY (do it yourself- fatto in casa, praticamente) quindi non ho mai sentito la pressione che immagino, un neofita, possa sentire in quelle situazioni. No, comunque fare i video è una rottura di palle pazzesca…

Uno che vuol fare il tuo lavoro deve combattere con la realtà del terrorismo, Bataclan e il concerto di Ariana Grande, cosa ne pensi? Hai paura nel salire sul palco?

Chi vive in una grande città sa che: tanta gente = tanti rincoglioniti. Ci fai un po’ il callo. Ho più paura a perdere d’occhio i miei bambini al parco. In ogni caso preferirei evitare di parlare di queste cose, se ne parla già troppo e male.

Come ti rapporti con i grandi della musica italiana? C'è qualcuno che segui di più? E qualcuno che non sopporti proprio?

I grandi vanno ascoltati. Ci sono band, autori o interpreti che preferisco, ma tendenzialmente un ascolto lo concedo a tutti quelli che posso. Non c’è nessuno che non sopporto. Se non mi piace non lo ascolto, ma, come ho già detto altre volte, bisogna ascoltarle le cose per sapere se piacciono o meno…coi pregiudizi non si va da nessuna parte

La foto copertina del tuo disco Lo Stupido che canta è un bambino con lo sguardo lontano e pensieroso, Autobiografico?

Sì, totalmente…Ho valutato tre diverse idee prima di arrivare a quella. Sono partito con una ed ero sicuro fosse quella buona, poi mano a mano che le lavorazioni procedevano ho notato che non ci azzeccava con l’album. Stessa cosa per la seconda idea. Poi un giorno ho visto quella foto e…

Riuscire a fare il primo disco è un punto di partenza. O almeno dovrebbe. Cosa rappresenta per la te la musica? È la tua scelta finale fare il cantautore o comunque saper fare il musicista è come se fosse un paracadute?

Mah, scelta finale non saprei. Sono un musicista e anche un autore, più riesco a far combaciare le due cose meglio è. 

Il primo pezzo dell’album mi ha incuriosito, cosa significa fare un viaggio sulla terra davvero?

Immagina di non averla mai vista prima. Dallo spazio dev’essere uno spettacolo fuori dalla norma. Poi ti ci avvicini, scendi a terra e incontri l’essere umano. Ecco, a quel punto saluti tutti e te ne vai.

Un’ultima curiosità, che differenza c’è fra le radio italiane e quelle inglesi? Conosci la realtà delle web radio?

Che nelle radio inglesi sono preparati. Quando andammo (nel 2009 con Cyrus Gabrysch and the Zizaniques dopo l’uscita dell’album “The Heart of Wine”), negli studi della BBC a Maida Vale, il conduttore (Mark Lamarr) sapeva tutto. Si era ascoltato il disco 100 volte. In Italia, si sa poco o niente. Le domande sono sempre le stesse, sciatte e banali. Ogni tanto sarebbe figo che qualcuno ti dicesse “Hey, ma come ti è venuto in mente di mettere il banjo nella bonus track.”, o cose di questo tipo. Insomma la differenza sta nel fatto che in UK badano un po’ di più alla musica, mentre in Italia si pensa al gossip (in piccola o larga scala, sia inteso)

Siamo ai saluti, ti ringrazio per l’intervista e facci sapere i tuoi prossimi impegni live, dove e come possiamo seguirti.

Grazie a te. Potete trovare le info sulla mia pagina FB https://it-it.facebook.com/lostupidochecanta/. Grazie ancora.

Giuseppe Calvano

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