Le Stanze Di Federico Presentano

Le Stanze Di Federico Presentano

Ecco il nostro inno alla libertà, sognando San Siro

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UnfoldingRoma incontra Le stanze di Federico. La band abruzzese, torna sulla scena musicale con "Liberi", il brano, già disponibile in radio e nei digital store, è un vero e proprio inno alla libertà. La band si è fatta conoscere al grande pubblico per aver accompagnato con la propria musica il lungometraggio di Maccio Capatonda "Italiano medio" nel 2015, e "Quel bravo ragazzo" film prodotto da Medusa lo scorso anno. In questa intervista i tre ragazzi si raccontano, tra sogni e importanti riflessioni.
Ciao ragazzi, parliamo del vostro ultimo lavoro, "Liberi”. Cos'è per voi la libertà? 
Libertà d’espressione, libertà di pensiero, di amare e perché no, libertà di sbagliare. Del resto, siamo umani, di qualsiasi forma si parli, l'obiettivo resta sempre lo stesso: ogni essere vivente ricerca nella sua esistenza. Il brano era stato scritto qualche tempo fa da me e mio fratello Francesco Rigon (The Ceasars, 2ned e oggi The trees, ndr). Anche lui musicista, vive a Los Angeles e produce brani techno molto raffinati. Per qualche tempo l'avevo lasciato nel cassetto, perché ho preferito portare avanti altri progetti. Poi, mi è capitato di risuonarlo al piano, un giorno in studio e me ne sono innamorato di nuovo. E d'accordo con il resto della band, ho deciso di portarlo a Sanremo, l'arrangiamento del brano è stato affidato al M° Umberto Iervolino.
Nel 2018, l'uomo può considerarsi più libero o schiavo?
Oggettivamente, si può dire che l'essere umano abbia acquisito una maggiore libertà rispetto ai suoi antenati. Elemento fondamentale di questa evoluzione è l'insieme delle esperienze fatte e la cultura che l'ha aiutato nel trovare una maggiore consapevolezza di se stesso. Oggi siamo più liberi di pensare, di agire e di scegliere cosa è meglio per noi. Nessun controllo, nessuno che ci obbliga a fare scelte. A volte però, questa libertà potrebbe essere un problema per alcuni di noi, portandoci a fare scelte sbagliate e diventarne schiavi.
Cosa rappresenta l'immagine della copertina di questo brano? 
In occasione della nostra partecipazione alle finali di Area Sanremo per Sanremo Giovani, una delle ragazze della produzione, ha realizzato un pupazzo, che ci ha accompagnato durante il viaggio e durante la nostra permanenza a Sanremo. E' stato notato da tutti perché era sempre con noi e così, abbiamo pensato di dedicargli la copertina del disco. Se lo osservate bene, è diviso in due parti, una “cattiva” (la parte destra) e l'altra “buona”. Metaforicamente parlando, il fantoccio racchiude in sé le due facce dell'essere umano. Quella che mostra, e quella che tende a nascondere. Il disco e il videoclip sono stati pensati per rappresentare una realtà molto attuale al giorno d'oggi: quella dei giovanissimi che si affacciano nel mondo dei social. Nella maggior parte dei casi, questi giovani tendono ad indossare una maschera, che permette loro di mostrare una parte di se stessi che non è conforme alla realtà. Nascondersi è per loro una necessità perché la realtà li spaventa. Questo comportamento, fa loro perdere gli aspetti più belli della vita, come avere il coraggio di esprimere i propri sentimenti, vestirsi come si vuole e decidere con la propria testa, senza farsi influenzare dal “branco”. Ecco che torna il concetto di libertà. Nel 2015, "L'Italiano Medio" significa per voi la svolta. Vi sareste aspettati un successo del genere? 
Il brano è nato quasi per gioco. Non ci aspettavamo un così positivo riscontro da parte di Maccio e della sua banda. Per non parlare poi del successo che ha riscosso tra il pubblico. Ogni volta che eseguiamo il brano, vedere la gente saltare e cantarlo con noi è incredibile. 
Cosa vi disse Maccio Capatonda in merito? 
"Esistono storie che non esistono. E gente che non esistono. Voi esistete e siete fortissimi" .
"Quel bravo ragazzo " film del 2017 prodotto da Medusa, è arricchito da tre vostre canzoni. Cosa significa per voi accompagnare con la vostra musica un film?
E' una sensazione bellissima. Una grande emozione. Significa farne parte. E' come essere dentro il film, in qualche modo. Creare la musica e la canzone portante del film è stato molto impegnativo, ma il risultato non si è fatto attendere. Un altro cammeo da aggiungere al nostro percorso musicale. 
L'incontro più bello e significativo per la vostra carriera? 
Sicuramente quello con Riccardo Di Pasquale e sua moglie, la bellissima Roberta Giarrusso, entrambi manager della Fenix Entertainment. Con loro abbiamo molti progetti in cantiere. Tutto questo sempre con la collaborazione della nostra etichetta, la Gallirecords. Diciamo che la famiglia si è allargata (ride, ndr).
Sogno nel cassetto?
San Siro. Si, proprio così. Lo stadio gremito che non aspetta altro che noi lo riempiamo con le note delle nostre canzoni. E migliaia di persone che saltano e cantano con noi. Crediamo sia il sogno di ogni artista. E poi Sanremo, questo è un obiettivo che vogliamo raggiungere prima di superare l'età massima consentita per parteciparvi.

Un consiglio da dare ai ragazzi che vogliono portare avanti il sogno di avere una band?

Siate sempre voi stessi, non perdete mai di vista il vostro obiettivo e soprattutto non smettete mai di sognare. Lavorate sodo perché i sogni si avverano, ma voi dovete “dargli una mano”, guadagnarveli con lo studio, la fantasia e il sudore. Niente nasce per caso, e i grandi della musica ce lo insegnano. 


Fabio Pochesci

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