Slow Wave Sleep

Slow Wave Sleep

La recensione dell'album d'esordio di Valerio Mirata

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Il 23 gennaio è uscito l’album “L’Ultimo Uomo” disco d’esordio per Slow Wave Sleep, progetto ideato dal musicista Emilio Larocca Conte.

Emilio Larocca Conte è un chitarrista e compositore, dopo una lunga gavetta di collaborazioni (Alex Britti, Laura Bono, Loredana Errore per citarne alcuni) decide di mettersi in proprio alla ricerca di uno stile che unisca tutte le arti e che risulti raggiungibile a tutti.

Ha scritto musica per cortometraggi e film come “My Little Sister" di Roberto e Maurizio Del Piccolo distribuito in Italia da Cecchi Gori.

Il 23 gennaio 2018 firma con l’etichetta bresciana Cockroach Int. Production.  Con la stessa  ha pubblicato il suddetto album “L’Ultimo Uomo” che parla del sesto sogno di Rèfles, un personaggio immaginario e molto strano. Tutto è ambientato nel futuro e la popolazione usa l’intelligenza artificiale mentre il Governo Centrale  ha finanziato il progetto per impiantare microchip negli animali, come conclusione del progetto di digitalizzazione della realtà. Un incidente, però, oltre a scatenare una guerra tra specie ne provoca anche l’estinzione… Rèfles è l’ultimo a sopravvivere.

Si tratta di un concept album che cerca di unire le arti dallo stile cinematico allo stile musicale sempre vario, senza limiti di nessun tipo.

Album che si rifà alla matrice surrealista. Con questo disco, Emilio prova a trasmettere un pensiero importante nel mondo d’oggi, dove tutto sembra finto, ma  forse la verità sta proprio nella finzione e i sogni di ognuno di noi  sono la miglior finzione.

Ad un primo impatto potrebbe apparire un disco abbastanza strano, in cui si avverte che il musicista ha adottato tutti gli stili che gli competono, dalle musiche cinematografiche, all’elettronica, al rock fino all’indie con velature molto dark.

I testi delle canzoni sono in italiano quindi non si fatica a capirne il significato, la voce si sposa bene con l’effetto elettro rock delle canzoni. Il tutto è accompagnato dalle musiche cinematografiche che danno un effetto mai sentito prima d’ora che lascia a bocca aperta.

Durante tutte le 9 tracce proposte si sentono i vari stili appresi per la realizzazione che rendono piacevole l’ascolto del disco anche se comunque un po’ di stranezza la porta soprattutto per chi non è abituato a questo genere, ogni canzone ha un suo significato che se ascoltate bene può essere percepito, comunque nelle stranezze c’è sempre qualcosa di buono; Emilio ha fatto sì che le stranezze possano risultare normali anche alle orecchie di chi è un po’ più scettico su questo genere.

Gli esperti sapranno trovare e riconoscere all’interno dell’intero disco le varie band che hanno “influenzato” il percorso artistico di Emilio quali Gorillaz, Bjork, Ramstein, Bluvertigo Subsonica e molti altri che saltano subito all’orecchio.

Per gli appassionati del genere sarà facile capire che il talento c’è e si sente, per i più rockettari invece vale la pena di ascoltare il disco perché all’interno si possono sentire cose interessanti, quali gli assoli di chitarra in un’armonia di suoni perfetta condita anche dal pianoforte .

Il disco d’esordio si presenta molto bene nel suo genere, non può che suscitare interesse per chi ama l’elettronica e l’indie. Qui si racchiude l’essenza di un nuovo modo di vedere la musica e potrebbe rivelarsi una sorpresa grazie anche al lavoro fatto. Slow Wave Sleep può ritenersi molto soddisfatto perché il lavoro fatto sta dando la giusta ricompensa.

L’unica “pecca” è che forse alcune canzoni durino un po’ troppo, ma in sostanza si può affermare che continuando su questa linea di pensiero, con gli strumenti utilizzati e a disposizione, anche in futuro potremmo ascoltare, come in questo album, cose molto buone e positive da questo artista.

Tracklist:

1. Caveat Emptor

2. しろい (Shiroi)

3. Ragnarök

4. Morgæs Rìki

5. Rencontre Germinal

6. Grabanotos Mintys

7. Черный Вальс (Chernyy Val’s)

8. Παρρησία (Parresìa)

9. L’Ultimo Uomo

Tracce migliori:

Ragnarök, Rencontre Germinal e L’Ultimo Uomo

Valerio Mirata

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