Andata E Ritorno

Andata E Ritorno

La recensione del nuovo album dei Tre Terzi

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La Sicilia, il mare, le sue storie sono i punti cardini del secondo album dei Tre Terzi gruppo palermitano formato da Claudio Terzo, Ferdinando Moncada, Nicola Liuzzo, Diego Tarantino.

Andata e Ritorno, prodotto dalla Patridà Records, è un concept album di tredici tracce che scorrono fluide per cinquanta minuti con la voce di Claudio Terzo che ne rende piacevole l’ascolto e che a tratti un po’ richiama Max Gazzè privato della sua inconfondibile “s”.

Il disco si presenta con una brevissima introduzione “Andata”, un minuto di solo musica che traghetta l’ascoltatore verso l’inizio vero e proprio con un dirompente “Il Club” l’occasione persa senza rimpianti perché la propria identità/libertà non ha prezzo: “io preferisco restare me stesso non mi convince il biglietto di ingresso”. Il ritmo rallenta con “Respirerò” brano che dà un senso di speranza e di rinascita.

L’arrivo di un amore è il focus de “Il Caffè”: la positività del brano ed un ritmo scanzonato la rendono familiare dal primo ascolto ed è il brano che ti ritrovi a canticchiare da subito. “Cambierà” è sulla scia del brano precedente, un premio al coraggio di vivere, di fare delle scelte e di non aver paura…nemmeno di sbagliare.

La sesta traccia è la title track dell’album “Andata e Ritorno”: il mare come metafora di vita, impossibile per chi vive in una città di mare non scriverne. Si prosegue con “E non sai perché”, ancora un brano in cui è la forza (in)conscia presente in ognuno di noi a permetterci di superare le difficoltà. Lo scenario cambia con “Tempesta” : l’imprevisto che può generare allarmismo sapientemente proposto all’ascoltatore con meno di un minuto di sola musica.

“Chi ci salverà” si lascia assaporare con il suo “Santi non ce n’è chi ci salverà…”. Si cambia registro con “Mille Rose” una dichiarazione d’amore per la signora musica, il pezzo che ti aspetti un po’ da ogni musicista spesso costretto a fare delle scelte. Ma chi ama davvero la musica, non la tradirà mai.

“Il Battello dei Sogni” è il pezzo più introspettivo dell’album: c’è malinconia ed il ricordo della figura paterna, primo vero eroe di ogni bambino. L’equilibrio tra la vita e la morte è espresso con delicatezza in “Lampare”, utilizzando come metafora la lampada usata dai pescatori per illuminare il mare.

Come una nave che rientra nel porto, ci accoglie il brano “Ritorno” che ci accompagna alla conclusione del disco, c’è appena il tempo per la bonus track “Piantalapianta”, un sguardo attento su un mondo con sempre più cemento e meno polmoni verdi.

Che dire, i Tre Terzi sono stati una piacevole scoperta! Vi invito a dedicare un po’ del vostro tempo ad ascoltare questo album tutto d’un fiato ovunque voi siate, perché saranno loro a farvi sentire capitani della vostra nave/vita.

Sara Grillo

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