Danilo Ruggero

Danilo Ruggero

"In realtà è solo paura" la recensione firmata da Valerio Mirata per UnfoldingRoma

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“Non è l'amore, né la sofferenza, né la felicità e neanche l'ingiustizia sociale a portarmi a scrivere canzoni. In realtà è solo paura”.

Perché è la paura che lega tutti i brani scelti da Danilo Ruggero per la sua prima pubblicazione.

Danilo Ruggero nasce e cresce a Pantelleria ma da ormai 5 anni vive a Roma, dove, negli anni tra il 2015 e il 2017, collabora con il produttore e sound engineer Marco Lecci, collabora con insegnati e musicisti del calibro di ToscaJoe BarbieriPiero Fabrizi e molti altri.

Attualmente è tra i finalisti del Premio Fabrizio De Andrè 2017.

L’album “In realtà è solo paura” è la fotografia dei 27 anni della vita di Danilo Ruggero, della sua lentezza nel muoversi e del suo modo di rinviare delle mosse giuste, come anche del convincersi a pubblicare il suo primo lavoro, il suo primo EP, dopo anni di rimuginazioni e ripensamenti.

Le 5 tracce proposte sono una selezione del materiale che l’artista ha raccolto nel corso degli anni.

Ogni bravo rappresenta le paure più comuni che ognuno di noi affronta durante la propria vita;

La paura di affrontare qualcosa per cui non si è preparati.

La paura, il terrore, in cui il nostro mondo si trova immerso.

La paura di guardarsi allo specchio e far pace con se stessi. 

La paura di non sentirci in grado di dare un taglio al nostro passato.

La paura di capire e relazionarci con chi amiamo. Ma anche la paura di sentirci  soli.

Il disco si presenta in modo interessante, i suoni del folk rimandano alla mente le “canzoni popolari” e infatti come si può evincere dall’ascolto alcune tracce sono cantate in dialetto siciliano il che da un tocco di classe in più rendendone piacevole l’ascolto anche per chi non mastica il dialetto.

I testi, come detto prima, sono in dialetto siciliano e italiano, il mix si amalgama alla perfezione offrendo all’ascoltatore la possibilità di sognare e viaggiare con la mente nella splendida terra della Sicilia.

Durante le 5 tracce proposte si può percepire lo stile usato da Danilo , un folk con venature pop/rock più attuali ma con una stessa matrice compositiva.

Lo stile adottato ricorda a tratti quello di Davide Van De Sfroos per la musicalità, stile folk con archi e piano e molto vicino a Fabrizio De Andrèper quanto riguarda l’insieme di musica e parole, con i testi che sono delle vere e proprie poesie.

Un ragazzo di talento senza dubbio che sa trasformare i suoi pensieri, le sue idee in poesie e successivamente in canzoni.

Per gli amanti dello stile di De Andrè e del genere folk in generale questo album è una scommessa vinta in partenza, suoni nitidi, parole chiare che nel complesso si sposano alla perfezione dando vita a un progetto che lascerà a bocca aperta molte persone.

È un disco azzeccato, non è la “solita” musica italiana, c’è di più, la poesia dei testi una su tutte da quel qualcosa in più che vi farà dire: “Wow”.

Danilo può ritenersi ampiamente soddisfatto del suo lavoro così come lo sarà chi ascolterà il suo disco perché il talento si sente e non si può rimanere indifferenti.

Speriamo di poter sentire ancora parlare di questo artista in futuro magari con un nuovo album all’altezza se non superiore, dato che le qualità ci sono, all’ultimo.

Tracklist:

1. Agghiri ddrà (Verso là/ da quella parte)

2. I figli dei figli degli altri

3. È una questione di scelta

4. Damu foco ai pinsera (Diamo fuoco ai pensieri)

5. Lo spazio

Valerio Mirata

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