Il Primo Lavoro Discografico Del Poeta Ren Zen

Il Primo Lavoro Discografico Del Poeta Ren Zen

“Se ascoltassi” con i suoi 11 brani va al di là dell’ascolto insegnando come vivere meglio con se stessi in un piccolo universo “Zen” costruito dall’autore per aiutare a gestire le emozioni sviluppando la propria originale creatività

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Ren Zen, alter ego di Renzo Maggiore, è una personalità poliedrica che nella vita ha solcato i percorsi di diversi campi della creatività mettendo a frutto i suoi studi e le esperienze in dizione, recitazione, pianoforte, chitarra, batteria, canto, giornalismo. Triestino di nascita, romano di adozione, ha voluto dedicarsi alla formazione e alla continua ricerca sulla comunicazione interpersonale e l’evoluzione dei sistemi realizzando un suo piccolo universo “Zen” che mette al servizio del benessere generale.

E dopo la pubblicazione di vari libri di poesia, prosa, saggistica, pensieri, oltre alla docenza in seminari dove facilita la via spirituale, relazionale e professionale di molte persone, Ren Zen ha realizzato il sogno di un disco scritto, prodotto e interpretato tutto da lui dal titolo “Se ascoltassi” dove raccoglie 11 brani che hanno come filo conduttore l’ascolto e l’invito a vivere il presente tipico dello Zen.

Il primo singolo del disco è “Electrozen”, un pezzo di impatto, quasi dance, che si rivolge direttamente all’ego e all’anima dell’ascoltatore per invitarlo ad unirsi alla tribù Ren Zen dove la condivisione è naturale così come la gioia di vivere. A seguire brani dalle varie colorature e ritmiche che, attraverso il canto baritonale ma anche con brevi intermezzi parlati, rappresentano, con grande forza di coinvolgimento, il cammino che conduce all’evoluzione spirituale sia del poeta interprete che dell’ascoltatore.

Come “Voglio parlare a te” che, rivolgendosi soprattutto ai giovani, invita alla piena autodeterminazione dopo la presa di coscienza che la vera causa della sofferenza sta dentro di noi. Nella terza traccia, Ren Zen dona cenni di autobiografia elogiando “L’Arte povera” di tutti quegli artisti che fanno fatica a sbarcare il lunario. Molto particolare il suo ritornello che con la magia di un ukulele e facendo riferimento alle ballate e ai classici cantautorali ricorda molto la semplicità delle esecuzioni di strada.

“Giovane Giulio”, con leggerezza e senza retorica, ricorda un ragazzo morto suicida chiedendosi il “perché” del male d’anima che può portare al disperato gesto. A volte le dinamiche famigliari possono provocare traumi e blocchi emozionali difficili da gestire se si è privi degli strumenti che l’autore, come formatore e consulente, insegna e propone. In effetti, la competenza del “Saper essere” consiste nel saper gestire le proprie e altrui emozioni, nella capacità di comunicare con empatia ed efficacia, nel conoscere i processi di apprendimento e di motivazione, nello sviluppare la propria originale creatività.

Più dark il carattere di “L’anima nel cemento” con la denuncia di quel caos cittadino che ci svia dal nostro centro fino a portarci all’autolesionismo mentre in “Amico fidati” si ritorna alle cose buone della vita, con il monito a seguire la propria profonda natura e a fidarsi senza cedere a falsi miti. Nella gioiosa ballata d’amore “La Luna incomincia a chiedersi” il rapporto tra due persone diventa la metafora dell’incontro tra l’io e la propria anima, tra il lato maschile e quello femminile, il Tao della vita che include luce ed ombra, carica positiva e negativa, tutti gli opposti che danzano, a volte scontrandosi, nel vortice energetico dell’Universo.

Ed è alla dimensione mistica che approda Ren Zen nel suo “Canto di primavera” dove a prevalere è la leggerezza e l’immersione in una Natura che dona pace per poi chiudere il disco con “Questo momento”, nuova versione dance di un vecchio brano nato da una poesia del libro “Aurora spirituale” di Renzo Maggiore, che può esser inteso come la sintesi finale che racchiude il semplice messaggio del vivi “qui ed ora”.

Anche se l’autore va a fondo nella sofferenza propria e di un’intera generazione, “Se ascoltassi” non puo' assolutamente considerarsi un disco pessimista o negativo. Al contrario, invece, parte dalle cause del dolore per approdare alla luce della saggezza, indica come uscire dal baratro (che è lì davanti a noi) attraverso la conoscenza di se stessi e la fede.

Il disco, prodotto da Ren Zen e Canzoni Inedite, con gli arrangiamenti di Marco Di Martino e Ren Zen, distribuito da Ren Zen e TSC Records, in attesa della distribuzione totale può essere acquistato in formato CD presso l’autore collegandosi al sito internet www.renzen.it o sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/RenZenOfficial Entro gennaio sarà scaricabile da tutti i canali esistenti sul web.

                                                                                                     Rosario Schibeci 

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