One Guitar L'inno Della Light Of Day Fondation

One Guitar L'inno Della Light Of Day Fondation

Fanno veramente centro i "Mardi Gras" con il loro nuovo singolo: una cover di Wille Nile, sapientemente reinterpretata, diviene un mezzo attraverso cui poter aiutare la ricerca contro il Parkison.

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I Mardi Gras sono un talentuoso sestetto romano dalla bravura decisamente fuori discussione. Hanno già una grande esperienza alle spalle ed hanno da sempre le orecchie e il cuore rivolto verso i songwriter americani, irlandesi e inglesi, le loro canzoni sono storie e percorsi dell’anima. La strada che hanno percorso insieme li ha fatti evolvere da gruppo acustico a vera rock band e in ogni brano rielaborano sapientemente tutte le loro influenze destreggiandosi impeccabilmente fra ballads, rock, funky e brani intimisti anche grazie alla splendida voce di Liina Rätsep.

I loro live, estremamente personali ed energici, nel tempo li hanno imposti all’attenzione della critica, anche grazie alle canzoni di protesta degli anni passati, che Neil Young ha inserito nella sua personale raccolta “peace and protest songs” sul sito "Songs of the times".

Con “One Guitar”, il loro terzo singolo, una cover di un brano di Wille Nile, la loro proposta artistica entra nel sociale: “One Guitar” sostiene infatti la “Light of Day Fondation”, impegnata nella lotta al morbo di Parkinson, attraverso una raccolta fondi per far progredire l’assistenza e la ricerca. Per questo i Mardi Gras sono veramente orgogliosi della loro ultima produzione: non solo perché “One Guitar” è co-firmata dallo stesso Wille Nile e Frankie Lee ed è divenuta così l’inno della “Light of Day Fondation”, ma anche perché il brano permette loro di esprimere tutta l’attenzione e la fiducia che hanno riposto nella ricerca per la cura delle malattie degenerative: “è una goccia di un oceano, ma in fondo gli Oceani sono composti di tante gocce”, hanno affermato appunto i Mardi Gras.

“One Guitar” è accompagnato anche da un bel video diretto da Marco Gallo con il Motion tracking & Text compositing di Marco Castellani.

Insomma le alte qualità tecniche e artistiche di questa band fanno davvero ben sperare che presto questi ragazzi possano fare il grande salto, inoltre la loro produzione internazionale faciliterà sicuramente l’esportazione della loro musica.

Barbara Gottardi

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