La Stanza

La Stanza

Otto canzoni in cui solidarietà, rabbia, amore e paura sono sentimenti cantati con estremo rispetto

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Osservando la copertina de La stanza, album di esordio di Bif, ho pensato ai test di  Rorschach. E così, guardando attentamente questa immagine, ho trovato le canzoni di questo album sotto forma di linee e schizzi di colore blu. Blu come il mare.
È una chitarra ad aprire Venti clandestini “Ogni città è un porto aperto solo se conviene”, a porre l’accento sulle vittime innocenti andate a fondo in quelle acque che avrebbero dovuto portarli verso la libertà. Si prosegue con Resto, malinconici dubbi se darsi una possibilità rimanendo nella propria terra o lasciandola. 
Voce e chitarra sussurrata e ritornello serrato per la bellissima Amore indipendente, a renderla ancora più coinvolgente le note di un pianoforte. Intensa la successiva Uomini di mare con uno sguardo rivolto ancora una volta all’attualità. “Mettimi le mani in gola e togli questa censura”, di Caro diario sono parole forti affidate ad una ipotetica pagina bianca. 
In questo esordio discografico c’è spazio anche per l’amore nelle sue diverse sfaccettature: Nella mia testa è la presenza costante di una ragazza per la quale non riesce a definire il sentimento che li unisce. Ma come una risposta quasi naturale arriva la successiva Chi troppo pensa muore: “Tu sceglimi anche oggi non è mica una follia..”. Insieme ad Amore indipendente tra le tracce che ho preferito. Un inno alla semplicità in La stanza a chiudere il disco.
La stanza è un album di otto bellissime canzoni in cui solidarietà, rabbia, amore e paura sono sentimenti cantati con estremo rispetto. Musica e politica per Bif viaggiano di pari passo ed è attraverso le sue canzoni che ha deciso di urlare sottovoce il disappunto per questa società che fatica a rialzarsi.

Sara Grillo

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