Festival Di Sanremo 2019 - Prima Serata

Festival Di Sanremo 2019 - Prima Serata

Oltre 4 ore di diretta, fonici assenti ed una conduzione soporifera. Brillano due stelle: Daniele Silvestri e Simone Cristicchi.

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L’Italia è un Paese con poche certezze ma una di queste è il Festival di Sanremo, come dire “canta che ti passa” e dovrebbe far riflettere che tale espressione sia attribuita ad un soldato in trincea durante la Prima Guerra Mondiale.

Di questo Festival 2019 se ne sta parlando ormai da mesi, da quando il direttore artistico – Claudio Baglioni – annunciò la scorsa primavera che non ci sarebbe stata la sezione Nuove Proposte. Per coloro che il 20 e 21 dicembre scorso erano più interessanti all’acquisto dei regali di Natale che alle ugole dei 24 emergenti in prima serata su RaiUno, ricordiamo che due dei big in gara questa sera, Einar e Mahmood, sono sul palco dell’Ariston in quanto vincitori di Sanremo Giovani.

In queste ultime settimane la domanda che ci si è posta è stata una sola: “Cosa si inventerà quest’anno Baglioni?”. Domanda lecita perché se lo scorso anno ha giocato facile puntando sul suo repertorio, senza che nessuno lo abbia nemmeno additato come egocentrico, la curiosità è più che legittima. Dalla prima conferenza stampa era emerso un voler lasciare ampio spazio a “fratello Sole e sorella Luna” (il riferimento ad un suo 45 giri del 1972 non è stato casuale ndr), ossia Claudio Bisio e Virginia Raffaele: due indiscussi professionisti.

Non posso esimermi dal porre l’accento sulle polemiche degli ultimi giorni sul presunto conflitto di interessi essendo in gara artisti alcuni legati alla stessa etichetta discografica di Baglioni, altri alla sua stessa agenzia. Come dire non ha forse cercato troppo lontano dal suo orto. Ed ultimissima news è l’invito last minute reso noto da Federico Angelucci tramite la sua pagina social: un invito ai 22 emergenti ad esibirsi in una delle serate con Baglioni ma -udite udite- non solo a titolo gratuito ma con vitto ed alloggio a spese degli artisti. Al momento non si sa se qualcuno aderirà o meno, resta il fatto che una idea buona è stata invece l’ennesimo focolaio anche se la notizia non è stata ripresa dai media ad eccezione di All Music Italia. Per dovere di cronaca il post polemico è sparito dalla pagina ufficiale di Angelucci.

Insomma tra conferenze stampa non prive di polemiche, ospiti annunciati con il contagocce e spot...come dire...che pure io mi sarei inventata qualcosa di meglio, si è alzato finalmente il sipario sulla sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo. Alle 20,45 il trio Claudio–Virginia-Claudio intona “Via”.

Di impatto la scenografia disegnata da Francesca Montinaro: “Claudio Baglioni mi ha chiesto di lavorare sul concetto di armonia e io l’ho tradotto ricreando onde armoniche in scena, inventando un golfo mistico dei musicisti nella pancia del teatro perché fosse la musica stessa idealmente a sostenere il Trampolino, che è poi Sanremo stesso” ha dichiarato.

Con le prime esibizioni, si palesa il problema audio. Le voci quasi non si sentono andando a penalizzare fortemente soprattutto le prime esibizioni. Migliora ma non si risolve del tutto nel corso della serata.

Il primo super ospite è Andrea Bocelli che intona Il mare calmo della sera con cui vinse la categoria giovani 25 anni fa. Bello il duetto con Claudio Baglioni. Meritata standing ovation. Con un passaggio del chiodo, giubbotto che Bocelli indossò al suo debutto 25 anni fa, introduce il figlio Matteo per intonare insieme Follow me. Il figlio non sfigura dinanzi alla potente voce del papà. È un bel momento anche se viene da chiedersi se Matteo non avesse il cognome che ha, quanto sarebbe stato preso in considerazione come artista.

Tra un artista e l’altro, i presentatori, a volte in trio a volte in duo, si perdono in siparietti che non hanno nulla di divertente ed infatti – oltre la durata esagerata della serata – l’anello debole di questo primo appuntamento sanremese è sicuramente la conduzione. Alla fine Bisio e la Raffaele sono due che le spalle le hanno larghe eppure insieme quasi stonano. Si annullano piuttosto che complementarsi. La conduzione è stata noiosa, come noioso è stato il siparietto Virginia/PierFrancesco Favino. Peccato, Favino aveva lasciato un ricordo meraviglioso su quel palco.

Anche Claudio Bisio ha tentato invano di ritagliarsi un proprio momento fortunato sul palco: aveva chiesto non ci fossero polemiche e si desse spazio solo alla musica ma poi la polemica l’ha portata lui stesso sul palco con il monologo pro il pionere Baglioni. "Quest'uomo ha una grande voce e un grande cuore”, ha detto ma proprio perché sono d’accordo con lui che doveva evitare di lucrarci seppur in buona fede.

Con il secondo super ospite, Giorgia, altro momento importante. Anche lei omaggia il festival a cui tutto deve intonando Come saprei e sarebbe stato meraviglioso così ma peccato che lei abbia deciso di portare un medley del suo ultimo album Pop Heart. Eccellente la cover della Houston, accettabile quella di Ramazzotti ma, Giorgia cara, Le tasche piene di sassi è solo di Lorenzo e per quanto tu sia una eccellente artista, accetta il tuo limite. Come ha scritto una collega sui social “una cosa però l’ha messa in questo brano, la “esse” “. Vero, però hai tolto tutto il resto. Continuo a ribadirlo, per questa canzone non occorre la tecnica, ci vuole il cuore.

A mezzanotte in punto non paghi ancora di questa lunga maratona, si aggiunge ai tre presentatori Claudio Santamaria per un omaggio al Quartetto Cetra. Ripeto quanto detto prima, quattro numeri uno che insieme diventano imbarazzanti.

Ma veniamo ai 24 big in gara in ordine di esibizione:

Francesco Renga – Aspetto che torni: voce strozzata, ci ha abituato a ben altre interpretazioni.

Nino D’Angelo e Livio Cori – Un’altra luce: non pervenuti.

Nek – Mi farò trovare pronto: si sente l’impronta di Antonacci, Nek non è vocalmente al top.

Zen Circus – L’amore è una dittatura: particolari anche se non entusiasmanti

Il Volo – Musica che resta: vanno sul sicuro ma dopo dieci anni di carriera qualche rischio dovrebbero correrlo ed esporsi un po’ di più.

Loredana Bertè – Cosa ti aspetti da me: Loredana ha dichiarato che non avrebbe puntato sull’immagine ma sulla canzone. Aggiungerei che non ha puntato nemmeno sulla voce.

Daniele Silvestri feat Rancore– Argento vivo: Daniele ha quella marcia in più che lo colloca di diritto tra i papabili vincitori della kermesse e del Premio della Critica.

Federica Carta e Shade – Senza farlo apposta: esempio di canzone pensata per le radio ed i giovanissimi.

Ultimo – I tuoi particolari: un po’ troppo Moro e poco Ultimo ma non male, anche il pubblico apprezza.

Paola Turci – L’ultimo ostacolo: Paola ci ha abituati a ben altri testi ma lei è di una eleganza pazzesca.

Motta – Dov’è l’Italia: onestamente mi aspettavo qualcosa di più, mi riservo un secondo ascolto.

Boomdabash – Per un milione: piacevolissimi ed hanno fatto centro, quel tocco di brio che fa bene al festival.

Patty Pravo e Briga – Un po’ come la vita: al di là dei problemi tecnici, il pezzo è stato una piacevole sorpresa.

Simone Cristicchi – Abbi cura di me: per Simone vale lo stesso discorso di Silvestri, sa scrivere e sa interpretare. Papabile Premio della Critica.

Achille Lauro – Rolls Royce: mah anche per lui il festival è solo un mezzo veloce per portare il brano in radio.

Arisa – Mi sento bene: ha voce, a dispetto del personaggio che si è creata le sue canzoni non sono banali.

Negrita – I ragazzi stanno bene: fedeli a se stessi, in senso positivo.

Ghemon – Rose viola: non pervenuto

Einar – Parole nuovo: è bravo, bel pezzo. Merita di essere tra i big.

Ex Otago - Solo una canzone: carino il pezzo, orecchiabile.

Anna Tatangelo – Le nostre anime di notte: la finta ragazza di periferia, nulla di nuovo.

Irama – La ragazza con il cuore di latta: testo delicato per Irama...ma sono stata distratta dal capire se cantasse in playback.

Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood: un testo tenero dedicato al nonno.

Mahmood – Soldi: niente, non mi ha convinto a Sanremo Giovani e continua a non convincermi stasera.

Stranamente puntuali, ma pur sempre all’1,15 si è conclusa la prima serata dell’edizione 69 del festival di Sanremo. La giuria ha così votato:

Zona Blu: Loredana Berte, Simone Cristicchi, Irama, Il Volo, Nek, Francesco Renga, Daniele Silvestri, Ultimo.

Zona Gialla: Arisa, Bombadash, Federica Carta&Shade, Negrita, Enrico Nigiotti, Patty Pravo&Briga, Anna Tatangelo, Paola Turci.

Zona Rossa: Nino D'angelo&Livio Cori, Einar, Ex Otago, Ghemon, Achille Lauro, Mahmood, Motta, Zen Circus.

Un’ultima considerazione va fatta ai dati auditel: oltre dieci milioni di telespettatori con un share del 49%. Tutti felici in casa Rai ma era difficile non fare grandi numeri alla prima serata, la curiosità verso questa kermesse è sempre alta. Importanti e più veritieri saranno i numeri delle prossime sere.

Sara Grillo

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