Festival Di Sanremo 2019 - Seconda Serata

Festival Di Sanremo 2019 - Seconda Serata

Se ai conduttori manca un po' (tanto) di brio, ci pensano gli ospiti ad incantare l'Ariston con canzoni, ricordi e momenti di riflessione.

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Nemmeno il tempo di riprendersi dalla lunga maratona della prima serata che alle 20,50 su RaiUno il Teatro Ariston di Sanremo è pronto a dare il via alla seconda serata del Festival di Sanremo. E dato che l’indole canora è insita del dirottatore artistico, Claudio Baglioni apre la kermesse con Noi no con tanto di rose bianche sventolate a passi di danza dal corpo di ballo. Un sottile omaggio ai tanti migranti che hanno perso la vita.

La gara prende subito il via con l’esibizione dei dodici big, la partenza è veloce tanto da lasciar sperare una chiusura in un orario più ragionevole cosa che – purtroppo– non è accaduta. Improvvisamente i tempi sono rallentati fino allo sfinimento proprio nell’ultima parte della serata.

Comincia ad essere un problema la conduzione poco fluida di Baglioni/Bisio/Raffaele ribadisco presi singolarmente sono grandi professionisti ma non riescono a trovare la giusta intesa nella conduzione. E la differenza ieri si è vista palesemente nei quindici minuti circa in cui sul palco è tornata Michelle Hunziker per un siparietto con Claudio Bisio. In un attimo Claudio è ritornato se stesso, dimostrando la sua bravura, contagiato dall’energia positiva della svizzera Michelle.

Stessa cosa è accaduta quando Virginia Raffaele ha reso omaggio alla musica lirica intonando L'amour est un oiseau rebelle dalla Carmen, una delle più celebri arie dell'opera di Bizet. Indiscutibilmente brava, ironica quel tanto che basta, elegantemente fasciata in un abito rosso. Lei -padrona del palco – ha incantato e strappato applausi spontanei.

Questa seconda serata ha puntato su ospiti importanti ed alle 21,42 fa il suo ingresso Fiorella Mannoia che ha incantato l’Ariston con Il peso del coraggio. Fiorella è un’Artista che su un palco così importante fa sempre la sua figura, in gara e come ospite. C’è ovviamente spazio per il duetto con Claudio Baglioni e cosa potevano intonare se non Quello che le donne non dicono (Premio della Critica 1987)? È perfetta, lei, la canzone, l’interpretazione. Meravigliosa.

Baglioni è nato è nato per cantare, e lo fa ogni volta che può omaggiando con Virginia il musicista e direttore d’orchestra Lelio Luttazzi. Quando si parla di personaggi importanti che sono stati legati alla Rai, non si può non pensare al Pippo Baudo nazionale: esempio calzante di professionalità e spontaneità che con la sua profonda conoscenza musicale e televisiva, rende lo spazio a lui dedicato, un momento di grande professionalità. Più volte è stato detto che bisogna dare spazio ai giovani ma Baudo alla conduzione del prossimo Festival lo vorremmo tutti.

La serata prosegue alternando momenti importanti con momenti discutibili come “la punteggiatura sonorizzata”, gag tra i due Claudio della quale si poteva fare a meno. Ma Baglioni avrà il suo momento di gloria come solista in tarda serata incantando il pubblico con Questo piccolo grande amore. Incredibile ma vero allora come oggi sul palco c’era Pippo Baudo a presentare Claudio Baglioni.

L’ospite più atteso di questa seconda serata è stato Marco Mengoni che con Tom Walker intona Hola. La bravura di Marco è indescrivibile, ha una intonazione ed una eleganza che conquista. Intona L’essenziale accompagnato dal solo pianoforte. Ed ancora un bellissimo omaggio a Lucio Battisti in duo con Baglioni. Tu chiamale se vuoi, emozioni.

Come scritto prima, inspiegabilmente la serata rallenta ed in attesa della sospirata classifica, si susseguono ospiti su ospiti penalizzandoli fortemente per l’orario. Chi avrebbe meritato un orario migliore è sicuramente il duo Pio e Amedeo: divertenti, sagaci, con un solo bersaglio: la politica. Concludono con un finale delicato in cui hanno citato i versi della baglioniana Uomini persi:


“Anche questi cristi, caduti giù senza nome e senza croci,

son stati marinai dietro gli occhiali storti e tristi.

Sulle barchette coi gusci delle noci.

Anche questi occhi. Fame di nascere per morir di fame.

Si son passati un dito di saliva sui ginocchi.

E tutti dietro a un pallone in uno sciame.

E dove sono i giorni di domani. Le caramelle ciucciate nelle mani.

Di tutti gli uomini persi dal mondo. Di tutti i cuori dispersi nel mondo”.


È stato il momento più intenso di questi due giorni di Festival.

Emozioni di altro genere le regala quasi in chiusura l’ultimo super ospite Riccardo Cocciante che incanta con le note de Il gobbo di Notre Dame e fa cantare il pubblico e Baglioni sulle note di Margherita.

Apparizione fugace e puramente promozionale quella di Laura Chiatti e Michele Riondino che omaggiano Battisti intonando Un’avventura, titolo anche del loro film in uscita il 14 febbraio.

Come era stato annunciato nelle scorse settimane, è stato consegnato il Premio alla Carriera a Pino Daniele, ritirato dalle figlie Cristina e Sara. Senza polemica alcuna devo sottolineare che sarebbe stato bello un omaggio canoro. In fondo è tutta la sera che Baglioni canta ed ora che doveva, è venuto meno.


Il punto sui dodici big in gara:

Achille Lauro – Rolls Royce: mi chiedo quanta energia ci sia voluta per far approdare questo brano tra i big. Sicuramente avrà presa sui giovanissimi con conseguenti passaggi radiofonici.

Einar – Parole nuove: brano adolescenziale ma non dimentichiamo la sua giovane età. Einar non raggiungerà la parte alta della classifica però farà strada.

Il Volo – Musica che resta: indiscutibilmente belle voci ma da dieci anni propongono sempre lo stesso genere. Sarebbe interessante sentirli cantare qualcosa di diverso.

Arisa – Mi sento bene: gioca con la voce ed è più sciolta rispetto a ieri. Sorride, ammicca, si diverte ed il risultato è assolutamente positivo.

Nek – Mi farò trovare pronto: l’emozione è meno presente, c’è più voce anche se il testo è abbastanza sempliciotto.

Daniele Silvestri feat Rancore – Argento vivo: chapeau. Non c’è nulla da dire, Daniele porta come un testo importante e ci mette l’anima.

Ex Otago – Solo una canzone: ritornello canticchiabile e che acquista credibilità con il crescente numero di ascolti.

Ghemon – Rose viola: inizio a pensare di avere un serio problema con lui, proprio non riesco a dare un senso al suo brano.

Loredana Bertè – Cosa ti aspetti da me: inaspettata standing ovation per lei. E se applaude anche l’orchestra un motivo ci sarà. Che ci sia un premio in vista?

Paola Turci – L’ultimo ostacolo: non è la miglior canzone della Turci ma lei ha eleganza e sicurezza e riesce a colmare anche una voce non propriamente al top.

Negrita – I ragazzi stanno bene: è il loro stile, migliora con il secondo ascolto e sicuramente avranno il loro spazio radiofonico.

Federica Carta & Shade – Senza farlo apposta: ritornello che entra in modo fastidioso, canzoncina per adolescenti e per passaggi radiofonici.


Questa la classifica provvisoria:

Girone blu: Daniele Silvestri, Arisa, Achille Lauro, Loredana Bertè

Girone giallo: Ex Otago, Il Volo, Ghemon, Paola Turci

Girone rosso: Federica Carta&Shade, Nek, Negrita, Einar


Questa seconda serata è stata seguita da nove milioni di telespettatori con uno share del 47,3% , in flessione rispetto alla prima com’era prevedibile, questo a dimostrare che tante ore di diretta necessitano non solo di professionalità ma anche di verve.


Sara Grillo

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