I Malatja Festeggiano Venticinque Anni Di Musica Indipendente

I Malatja Festeggiano Venticinque Anni Di Musica Indipendente

Tre musicisti che hanno fatto della coesione, coerenza e perseveranza il loro percorso artistico e di vita, ci presentano il loro quinto lavoro. Ruminogioia è per loro un album che segna una rivoluzione d'intenti, ma suggella anche la loro unione artistica, che dura da 25 anni

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Dopo 19 anni di storia indipendente, la band punk-rock salernitana Malatja festeggia il 14 febbraio l’uscita del suo quinto album “Ruminogioia”.

I Malatja, che precedentemente hanno sempre dato molto spazio nei loro brani alle tematiche sociali e popolari della loro terra d’origine, hanno invece improntato questa ultima fatica, iniziata nel 2017, principalmente su tematiche per così dire della vita di coppia. Otto tracce, anticipate dall’uscita del singolo di punta dal titolo “Odio settembre”, corredato da un bel video.

In “Ruminogioia” la band, si lascia alle spalle il dialetto napoletano, attraverso il quale avevano reinventato il punk-rock, introducendo un linguaggio, un modo di parlare, un modo di essere partenopeo, che prima nessun artista di questo genere aveva tentato e canta invece tutti i brani in italiano, mantenendo però il suo sound caratteristico, i loro testi sferzanti e la loro carica energetica. Come afferma Paolo Sessa, front-man del gruppo: “ho sentito il bisogno di rendere qualcosa alla mia lingua, che è anche l’italiano, oltre che il dialetto campano”.

In questo senso la band si apre ad un ascolto di più ampio respiro, strizzando in qualche modo l’occhio al mondo del pop, con la precisazione però che questo avvicinamento va inteso semplicemente come “vicino al popolo”, seguendo cioè il significato etimologico della parola, “proprio perché il popolo deve essere parte integrante della musica” (Paolo Sessa).

Anche il titolo dell’album sta ad indicare una sorta di rivoluzione nello stile musicale dei Malatja: vengono lasciate indietro le tematiche inerenti la vita tipica dei paesi del sud e la malinconia del vivere quotidiano, per aprirsi ad argomenti più leggeri, che rendono la quotidianità più affascinante, usando sempre le parole di Paolo Sessa, il titolo fa immaginare “un concetto quasi ossessivo di masticare la gioia, come se fosse l’ultimo succo di un chewing-gum che si consuma”.

Tutto questo rende bene l’idea dell’atteggiamento ironico di chi non si prende mai troppo sul serio, tipico dei componenti dei Malatja, che non fanno musica per inseguire il successo, come affermano da sempre, ma solo per comunicare la loro idea del mondo e della vita, per poi scatenarsi e gridare le proprie verità dal palco: “abbiamo suonato ovunque ma non abbiamo mai cercato nulla, forse non vogliamo nulla, abbiamo già tutto”.

L’uscita dell’album infatti sarà seguita da moltissimi concerti in giro per tutta l’Italia, attraverso i quali la band potrà scatenare i propri fans con il suo sound trascinante e comunicativo ed in cui, nonostante tutte queste novità, i Malatja avranno la possibilità di far emergere le loro abilità tecniche e le tipiche sonorità di quando il rock-punk, avversando proprio le false apparenze e l’omologazione, nulla aveva a che fare con il pop.

Barbara Gottardi

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