Intervista A Spiro Scimone Per Sei - Di Flaminio Boni

Intervista A Spiro Scimone Per Sei - Di Flaminio Boni

Incontro con Spiro Scimone ancora in tournée con lo spettacolo Sei con cui la compagnia Scimone Sframeli si confronta con Pirandello

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Spiro Scimone, messinese, attore, drammaturgo, regista e sceneggiatore attualmente in tournée con lo spettacolo Sei adattamento dei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello.

Nel 1994 scrive l'opera prima Nunzio, da lui stesso interpretata accanto a Francesco Sframeli con cui fonda nello stesso anno la Compagnia Scimone Sframeli. Da quel momento è stato un susseguirsi di successi e di premi.

Gli spettacoli della Compagnia Scimone Sframeli sono stati rappresentati in moltissimi Paesi europei e nei festival europei più prestigiosi. I loro testi sono stati tradotti in tantissime lingue e messi in scena in numerosissimi Paesi non solo europei, ma mondiali e sono stati pubblicati in Italia, Francia, Spagna e Portogallo.

Con Sei la Compagnia Scimone Sframeli si misura con Pirandello con i suoi Sei personaggi in cerca d’autore.

Abbiamo la possibilità di intervistare Spiro Scimone, autore dello spettacolo.

Sei è il primo adattamento di un testo classico. La scelta è caduta su Pirandello, siciliano come te. Come mai proprio questo autore? Perché Sei personaggi in cerca d’autore e sotto quale lente cade la vostra analisi che presentate al pubblico?

La scelta di rappresentare e di lavorare sulla riscrittura dei Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello nasce dal bisogno e dalla necessità, mia e di Francesco, di mettere insieme il nostro linguaggio teatrale con il linguaggio teatrale del grande maestro.

Come riuscire a combinare il vostro linguaggio moderno con quello di Pirandello? Quale la chiave di volta?

Il nostro linguaggio teatrale nasce dalla ricerca del corpo dei personaggi…Sono i personaggi che ci suggeriscono le parole e le scene da scrivere. Anche nel capolavoro pirandelliano i personaggi suggeriscono al Capocomico i dialoghi e le scene da scrivere e da rappresentare

Quali sono i punti che ti avvicinano alla poetica di Pirandello, cosa principalmente ti affascina e quali gli elementi che magari respingi?

Mi affascina molto l’umorismo pirandelliano. Nelle opere di Pirandello c’è sempre un grande equilibrio tra dramma e comicità. Anche nel nostro “Sei” è presente questo equilibrio.

Nell’opera di Pirandello i Sei sono i personaggi di un dramma mai compiuto che, abbandonati dal proprio autore, desiderano solo raccontare la propria storia fino in fondo. Smarriti, hanno bisogno di raccontarsi per poter esistere. Oggi, questi personaggi esistono ancora? C’è ancora la necessità di essere raccontati per potersi sentire reali?

I personaggi esistono ancora e continueranno sempre ad esistere. Ma per esistere hanno bisogno della rappresentazione. Nella rappresentazione oltre ai personaggi è indispensabile la presenza dell’attore e dello spettatore. La relazione personaggi / attore / spettatore, raggiunge il massimo dell’autenticità solo attraverso la finzione teatrale.

Oggi qual è lo sforzo a cui l’attore è chiamato per poter essere, per poter dire di esistere? Quale la sua funzione sociale, la sua vocazione e quale, invece, il ruolo che gli viene riconosciuto?

L’attore per poter vivere ed esistere sulla scena ha bisogno dei personaggi: anche i personaggi per poter vivere ed esistere sulla scena hanno bisogno degli attori. Questo rapporto di perfetta simbiosi è magico perché mette insieme la finzione e la realtà. L’attore in scena con i suoi personaggi ci fa scoprire la finzione che si nasconde nella vita reale.

Cosa dovrebbe fare la politica oggi per dare il giusto risalto al lavoro dell’attore, riconoscerlo, tutelarlo e promuoverlo?

La politica dovrebbe riconoscere, tutelare e promuovere non solo l’attore, ma tutto il teatro e la cultura.

Da quel 1994 in cui tutto è cominciato ne è passato di tempo. Come si è evoluto il pensiero creativo, ma, soprattutto, la ricerca di Scimone - Sframeli?

La nostra creatività e la nostra ricerca nascono, come nel 1994, dalla necessità di fare teatro.

In questo lunghissimo percorso costellato di successi e premi, Sei dove si colloca: E’un punto d’arrivo, un passaggio o un nuovo inizio?

E’uno spettacolo che arricchisce ancora di più il nostro repertorio artistico.

Flaminio Boni

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