Bergoglio Fuori Controllo. Accoglienze Poco Simpatiche E Quel Rancore Che Allontana I Fedeli Dalla C

Bergoglio Fuori Controllo. Accoglienze Poco Simpatiche E Quel Rancore Che Allontana I Fedeli Dalla C

L’argentino riceve l’ex presidente brasiliano Lula, che si era schierato col terrorista Cesare Battisti e, dopo il licenziamento di Padre George, inanella l’ennesima caduta di stile.

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Non finisce di regalarci perle di diplomazia. Bergoglio non perde occasione per confermare la latitanza della sua santità e si scaglia contro chiunque si ponga sul suo cammino. Che siano i fedeli cinesi, le vigne amate da Benedetto XVI o il malcapitato segretario particolare di quest’ultimo, la mano dell’argentino si abbatte in forme scomposte, mille anni luce lontano dalla grazia e dall’amore che dovrebbe contraddistinguere la Chiesa. La vicenda del libro firmato da Papa Benedetto XVI brucia ancora e l’astioso Bergoglio non si è fermato alle tardive rettifiche, mettendo una toppa che stride più del buco che intendeva coprire. Non è un uomo buono, questo lo possiamo affermare dall’esame dei fatti, e le sue azioni testimoniano della frustrazione con cui colpisce chi ha evidenziato i suoi nervi scoperti. L’aveva puntato sin dall’inizio dello scandalo del libro con cui Papa Benedetto XVI stigmatizzava l’insostenibilità di alcuni provvedimenti annunciati da Bergoglio nel corso del sinodo straordinario per l’Amazzonia. L’aveva convocato per ordinargli di mettere tutto a tacere ma, evidentemente, era solo l’inizio. Poi, alla resa dei conti, dopo aver fatto un passo indietro sui matrimoni per i sacerdoti, lo ha eliminato, esautorandolo da ogni ruolo.

Pochi giorni dopo nuovo episodio decisamente censurabile del peggior pontefice della storia che si attira le proteste di gran parte dell’opinione pubblica e, soprattutto delle vittime di Cesare Battisti, terrorista che aveva beneficiato di una dorata latitanza in Brasile grazie alla mancata estradizione in Italia, sempre negata dall’allora presidente Lula. Da poco uscito di prigione, il signor Lula ha concluso tra le braccia di Bergoglio il suo tour rosso in Italia, nel quale era già stato accolto da Zingaretti, dalla Cgil e dal ministro Gualtieri nel silenzio della stampa di sinistra. Lula sì, Salvini no. È bene ricordarlo.

Paolo Sorrentino, con tutta la fantasia profusa nella recente serie tv “The New Pope”, non avrebbe potuto immaginare come le nefandezze della realtà possano superare quelle della finzione scenica, testimone di azioni censurabili poste in atto con uno stile altrettanto censurabile ed una ricaduta decisamente negativa sull’immagine, sempre più in declino, di un papa che non è mai stato Papa.

Di Massimiliano Piccinno

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