Il Coronavirus Uccide Vittorio Gregotti

Il Coronavirus Uccide Vittorio Gregotti

Vittorio Gregotti, uno dei protagonisti dell’architettura del Novecento, muore il 15 marzo 2020 a Milano in seguito a una grave polmonite contratta durante la pandemia del Coronavirus.

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Il coronavirus uccide Vittorio Gregotti, il maestro dell’architettura del ‘900

Architettura come pratica sociale e politica

Vittorio Gregotti, uno dei protagonisti dell’architettura del Novecento, muore il 15 marzo 2020 a Milano in seguito a una grave polmonite contratta durante la pandemia del Coronavirus.

Vittorio Gregotti, nato il 10 agosto 1927 a Novara, è stato docente di università in tutto il mondo (tra i suoi allievi Renzo Piano), saggista, critico, direttore di note riviste e della Biennale di Venezia nel 1975 ed ha scritto più di trenta libri. Inizia la sua carriera nel 1947 presso lo studio dei fratelli Perret a Parigi. Successivamente collabora con lo storico periodico Casabella, a quel tempo diretto da Ernesto Nathan Rogers, e di cui diverrà direttore dal 1986 al 1996. Nel corso della sua vita ha la fortuna di conoscere personalmente i maestri del Movimento Moderno: giovanissimo viaggia in Inghilterra, Francia e America dove incontra gli esponenti del razionalismo moderno come Gropius, Van de Velde, Le Corbusier, Mies Van del Rohe. Nel 1974 fonda la Gregotti Associati International con Pierluigi Cerri, Pierluigi Nicolin, Hiromichi Matsui e Bruno Viganò, che chiuderà nel 2017. Tra i suoi edifici più noti la Chiesa di San Massimiliano Kolbe a Bergamo e la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Accademia Carrara, la riqualificazione dell’area Bicocca e dell’Headquarters Pirelli (un grande esempio di riconversione industriale) a Milano. Non possiamo dimenticare il controverso progetto del nuovo quartiere popolare Zen di Palermo, di cui Massimiliano Fuksas suggerirà la demolizione. Oggi noto come quartiere San Filippo Neri è famoso per il suo stato di degrado e di abbandono. Nel 2017, Vittorio Gregotti decide di ritirarsi dalla scena celebrando la sua inarrestabile e rilevante carriera, segnata dal ben 1.600 progetti, con una sua mostra antologica presso il Pac di Milano. Addio a uno dei più grandi architetti e urbanisti italiani del Novecento!

Federica Fabrizi

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