PROFESSOR VALENTINO VALENTINI - AIOCC

PROFESSOR VALENTINO VALENTINI - AIOCC

LA PAROLA ALL’ AIOCC (Associazione Italiana Oncologia Cervico Cefalica)L’ apprensione per l’emergenza sanitaria del nostro Paese regna sovrana.E’ un tempo che non abbiamo cercato e certamente non avremmo voluto.

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Il PROFESSOR VALENTINO VALENTINI E IL CORONAVIRUS

LA PAROLA ALL’ AIOCC (Associazione Italiana Oncologia Cervico Cefalica)

L’ apprensione per l’emergenza sanitaria del nostro Paese regna sovrana.

E’ un tempo che non abbiamo cercato e certamente non avremmo voluto.

E ci da’ un po’ di speranza venire a contatto, anche virtualmente, con Professionisti del sistema sanitario nazionale.

Oggi abbiamo l’opportunità e l’onore di fare qualche domanda al Prof. Valentino Valentini, Presidente dell’AIOCC (Associazione Italiana Oncologia Cervico Cefalica), Chirurgo Maxillo Facciale di fama nazionale e internazionale e Direttore della scuola di Specializzazione in Chirurgia Maxillo Facciale di Roma.

Professore lei è il Primario del reparto di Chirurgia Oncologica, Ricostruttiva e Maxillo Facciale del Policlinico Umberto I, ci spiega quali sono le patologie che trattate?

Nel mio reparto trattiamo primariamente tutti i tumori maligni del distretto testa-collo, ma anche le patologie benigne come fratture, sinusiti, cisti, malformazioni facciali, paralisi del nervo facciale, lesioni del nervo trigemino, etc…

L’ Associazione AIOCC da lei presieduta di cosa si occupa invece?

I tumori del distretto testa-collo necessitano di un trattamento multidisciplinare, cioè corale di molti specialisti e l’AIOCC è proprio l’associazione di tutti quegli specialisti che sono coinvolti nell’iter diagnostico e terapeutico dei pazienti oncologici. Nella nostra associazione ci sono, dunque, chirurghi (maxillo-facciali e otorinolaringoiatri), oncologi, radioterapisti, radiologi e anatomopatologi: ognuno di loro ha un ruolo primario nella lotta contro il cancro.

Siamo in momento storico molto delicato per la sanità italiana, come è cambiata la sua attività in reparto per il coronavirus? Ci sono state restrizioni?

La nostra attività ambulatoriale e di sala operatoria al momento è garantita per le urgenze e quindi continuiamo ad operare tutti i giorni traumi e tumori. Per le altre patologie benigne e non urgenti, purtroppo, abbiamo dovuto sospendere il servizio ambulatoriale e di preospedalizzazione.

Quindi i pazienti oncologici in lista di attesa non dovranno aspettare che tutto finisca?

Assolutamente no, stiamo facendo il possibile per garantire il servizio di sempre nonostante il corona-virus. L’unico problema con cui ci dobbiamo confrontare è la difficoltà nel reperire un posto in terapia intensiva per i pazienti più delicati per la contemporanea presenza di comorbidità.

Professore come sta gestendo il suo personale durante l’emergenza?

Sin dal primo giorno in cui il Governo Conte ha annunciato la misura “Italia zona rossa”, ho suddiviso i miei Collaboratori e i miei Specializzandi in due gruppi che stanno lavorando a settimane alterne: in questo modo, in caso di contagio, avremo sempre un’equipe di supporto. È importante, inoltre, limitare al minimo gli spostamenti anche all’interno della struttura ospedaliera stessa ed i contatti con i Medici degli altri reparti favorendo, ove possibile, consulenze telefoniche: ad esempio, per visualizzare le immagini TC o RMN, si può utilizzare la linea intranet senza la necessità di spostarsi fisicamente in altri reparti. Ovviamente tutti i medici sono tenuti alla meticolosa osservanza delle norme igieniche preventive note (mascherine, guanti, lavarsi spesso le mani, evitare gli assembramenti). Colgo l’occasione per ringraziare di cuore ed elogiare il personale tutto che collabora con me: dagli Ausiliari agli Infermieri, dai Medici Specializzandi agli Strutturati con cui ho l’onore di condividere le esperienze lavorative di ogni giorno e, in particolare, di questo periodo estremamente emergenziale.

E’ vero che gli ospedali non offrono ai medici tutti i presidi necessari per la loro protezione?

Purtroppo è una notizia tristemente vera, le tanto ambite mascherine FP3 sono di difficile reperibilità, siamo costretti ad usare le classiche mascherine chirurgiche. Siamo chirurghi Maxillo Facciali, visitiamo la bocca dei nostri pazienti tutti i giorni e, forse, queste mascherine non ci proteggono al 100%.

Avete avuto esperienza diretta di pazienti CoviD19?

Fino ad ora nel nostro reparto nessun paziente è risultato positivo o ha sviluppato i sintomi della malattia durante il ricovero, ma siamo stati costretti a non ricoverare molti pazienti in attesa di intervento chirurgico perché riferivano sintomi come febbre e tosse, in quarantena o con accertamenti positivi per Covid19.

Professore, quali sono le sue raccomandazioni ai nostri lettori di Unfolding Roma?

Mi unisco alle raccomandazioni emanate dal governo e ,secondo la mia esperienza e quella maturata dai nostri colleghi della Lombardia ad oggi la più martoriata e messa a dura prova dal Covid19, le cose più utili in questo momento sono: lavarsi spesso le mani, non toccarsi troppe volte il volto, utilizzare le mascherine durante gli spostamenti anche in strada o al supermercato, evitare i contatti con altre persone che siano amici fidati o parenti, rimanere a casa salvo necessità, arieggiare spesso gli ambienti.

Abbiamo affrontato il problema Covid19 da punto di vista professionale, ma Lei da padre e marito come sta vivendo questa situazione? Ha paura per i suoi cari? Ha avuto delle accortezze nei loro confronti?

E’ ovvio che un po’ di apprensione ci sia anche se cerco di non darla a vedere soprattutto in famiglia. Cerco di mantenere una certa distanza, mi cambio i vestiti e le scarpe appena torna a casa e mangiamo su due tavoli distinti, facendo attenzione a non utilizzare posate, piatti, bicchieri, asciugamani, etc in comune.

Grazie mille Professore per la sua disponibilità e per i suoi consigli.

Grazie a Lei Francesca Rasi per le puntuali domande. Concluderei anzitutto stringendomi forte a tutti i Colleghi ed al personale sanitario che sta combattendo questa difficile battaglia in questo momento, specialmente in alcune Regioni, ma anche ringraziando tutti gli Italiani che stanno dimostrando, nella quasi totalità dei casi, una condotta di comportamento irreprensibile.

Un bel messaggio di incoraggiamento a tutti gli addetti ai lavori e non.

Ringrazio per la gentile collaborazione la Dott.ssa Ingrid Raponi, Dottoranda di Ricerca in Chirurgia Maxillo Facciale.

Siamo un grande Paese, lo dice la storia, siamo caduti e risorti più volte: uniti ce la faremo ! E facciamo rete perchè passata la crisi sarà necessario gestire le conseguenze sociali, economiche e culturali altrettanto complicate della nostra Italia.

Speriamo di poter tornare presto a lavorare e a fare quanto più ci piace. Ora è il momento di credere, fare, sperare e vivere l’ Arte di restare a casa !#andratuttobene

Francesca Rasi

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