Nunzio Bellino

Nunzio Bellino

A causa della malattia ho perso mia madre in giovane età, ho subito bullismo e cyberbullismo. Venivo emarginato da chi consideravo amico, che mi ha voltato le spalle etichettandomi come un mostro.

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Abbiamo intervistato Nunzio Bellino, protagonista di "Elastic Heart", affetto da una malattia molto rara. In questa chiaccherata ci racconta com'è cambiata la sua vita dopo avere girato il cortometraggio e ci parla dei suoi progetti presenti e futuri.

Ciao Nunzio, grazie per il tempo che hai voluto dedicare ai lettori di Unfolding Roma. Vuoi presentarti?

Sono Nunzio Bellino e sin da bambino ho sognato di fare l'attore. Sono forte, tenace e testardo. Oggi, pian piano, grazie a tanti sacrifici e un costante impegno sto avendo un grande riscatto dalla vita: nonostante le tante sofferenze subite ho ritrovato il mio posto al sole, mettendo anima e corpo al servizio del sociale, della cultura, del mondo dello spettacolo e dell'arte in generale.

Sei affetto da una malattia molto rara: la sindrome di Ehlers-Danlos. Raccontaci di cosa si tratta e che impatto ha avuto sulla tua vita fin dalla giovane età.

La Sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) comprende un gruppo eterogeneo di malattie ereditarie rare che coinvolgono, in modo particolare, il tessuto connettivo. Iperelasticità cutanea, ipermobilità articolare e fragilità di vasi ed organi interni costituiscono la triade clinica più rappresentativa dell’EDS, la cui prima descrizione risale al 1892. Agli occhi delle persone, questa malattia fa apparire la mia pelle semplicemente molto più elastica rispetto alla norma, ma non è l’unica cosa con cui devo convivere. A causa della stessa malattia ho perso mia madre in giovane età, ho subito bullismo e cyberbullismo: proprio per l'elasticità e la morbidezza delle mani e del corpo venivo emarginato dai gruppi ed anche chi consideravo amico, che mi ha voltato le spalle etichettandomi come un mostro. Però io sono andato avanti sempre con il sorriso, nonostante tutto e ho deciso di creare un cortometraggio sulla mia vita.

È stato questo cortometraggio a portare un profondo cambiamento nella tua vita, grazie alla regista Giuseppe Cossentino. Quando è avvenuto l’incontro e come si è sviluppato il vostro rapporto lavorativo?

L'incontro con Giuseppe Cossentino, che oltre ad essere un regista è uno sceneggiatore di grande talento e sensibilità, è avvenuto quattro anni fa. A lui ho esposto il mio progetto, raccontandogli la mia storia ed è stato bravo a coglierne i punti cardine, facendone un cortometraggio di una decina di minuti dove vengono esaltati più i miei sentimenti, rispetto all'elasticità della pelle causata dalla mia patologia. Da qui il titolo "Elastic Heart": l’opera dove ho potuto raccontare e denunciare tutto il bullismo, l'emarginazione e i soprusi subiti negli anni.

Com’è stato recitare davanti una telecamera?

Non è stato difficile, in realtà. Giuseppe con grande maestria è riuscito a dirigermi al meglio catturando le mie emozioni più profonde. Credo che un bravo attore debba fare quello, alla fine: emozionare. É il fine ultimo di ogni artista, altrimenti il nostro mestiere non avrebbe senso, non crede?

Hai un ricordo particolare riferito al periodo in cui lo avete girato?

Si! Avevo una gran paura! Stavo per mettendo su pellicola la mia faccia, la mia storia vera, insomma… tutta la mia vita. Poi però il riscontro è stato positivo e sinceramente l’ho trovata una cosa sorprendente.

Quanto e come ha cambiato la tua vita l’essere riuscito a parlare di te in un’opera che ha avuto così tanta visibilità?

Tantissimo! Mi deve credere: non mi aspettavo tanto affetto e solidarietà. Soprattutto i bambini mi fermano per strada per chiedermi, video, foto o selfie e certamente non mi tiro indietro: mi fa piacere che la mia storia sia arrivata ed abbia toccato i cuori del grande pubblico. Non posso sedermi al ristorante a mangiare che vogliono le foto con la mia faccia elastica da mandare ad un amico o un parente. Tutto ciò è davvero divertente e mi sembrano lontani i tempi in cui lo vivevo come un problema.

Il cortometraggio è stato soltanto l’inizio di un percorso lavorativo importante, iniziato ormai da più di tre anni. Dove ti ha portato?

Sicuramente mi ha dato una grande occasione per poter raccontare la mia storia anche sulle reti nazionali: più precisamente a “Storie Italiane”, su Rai 1, da Elenora Daniele, che non finirò mai di ringraziare per avermi fatto diventare il simbolo della sua trasmissione contro ogni forma di violenza e bullismo. Pensi che la puntata a me dedicata, con l'interpretazione del mio monologo, è stata tra quelle più seguite dell’intera stagione: una cosa riportata anche da diversi quotidiani. É una bella soddisfazione. Ne sono felice.

Inoltre mi ha condotto verso altri importanti progetti tra puntate “pilota” di serie tv, cortometraggi e premiazioni, tanto che l'Accademia Internazionale Partenopea Federico II di Napoli mi ha eletto tra gli artisti che portano la cultura italiana nel mondo. Insomma, in quel momento mi hanno eletto come un vero servitore dell'arte e del sociale. Un riconoscimento non da poco: un vero onore per me. Successivamente ho avuto anche il Premio del Salotto Culturale Tina Piccolo, con il Patrocinio Morale della Regione Campania e l'Alta Adesione della Presidenza della Repubblica Italiana. Questo in termini di riconosci menti personali, per non parlare poi di “Elastic Heart”, che ha vinto come migliore sceneggiatura e trailer ai Rome Web Awards del 2017, considerati gli Oscar italiani della rete.

Torniamo alla tua vita personale… Com’è cambiata rispetto a prima di diventare famoso? Le persone che incontri hanno cambiato atteggiamento nei tuoi confronti?

Da una parte molti mi stimano per quello che faccio, come dicevo prima, qualcun’altro mi lascia tuttora nell'indifferenza. Forse gelosia, chi lo sa. Altri ancora mi incitano ad andare avanti e di non mollare e di continuare il mio impegno artistico e sociale in qualità di attore e personaggio. Pensi quando sono stato su Rai 1 sono stato inondato sui miei profili social da migliaia di messaggi di affetto. Mi sono commosso.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Hai dei progetti che puoi svelarci in anteprima?

Si, ho girato un corto internazionale in Spagna improntato su un'altra importante tematica sociale. Ma non posso aggiungere altro per il momento, se non che prossimamente. Inoltre ho aperto un mio magazine digitale di nome "ElasticMediaNews", che dà voce alla cultura, allo spettacolo, ma soprattutto ai cosiddetti “invisibili”: le persone comuni che hanno una storia da raccontare, per mantenere la linea sociale che mi sta a cuore. A riguardo ho anche girato uno spot, visibile online su Facebook sulla pagina “Massmedia Comunicazione Covid19”, la voce degli invisibili, sul tema delle malattie rare al tempo del Covid per dare voce a chi ha qualsiasi patologia ed è stato dimenticato dalle istituzioni.

Matteo Tencaioli

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