Maresa Palmacci

Ricercare attraverso fonti attendibili la verità e riportarla agli altri. Verità intesa in tutti i sensi: verità di fatti, verità morale e critica.

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Intervistiamo oggi la giornalista Maresa Palmacci , con lei parleremo del suo lavoro e del periodo buio che sta vivendo il mondo dello spettacolo dal vivo -

Buongiorno Maresa come prima domanda una tua breve presentazione per i nostri lettori ?

Salve a tutti e grazie di cuore per questa intervista. Sono Maresa, giornalista e ufficio stampa. Mi occupo principalmente di teatro e di arte. Il mio obiettivo è quello di essere un “ponte” tra gli artisti e la stampa, gli artisti e il pubblico, essere strumento di comunicazione. Le parole e la scrittura sono un mezzo potentissimo, possono salvare o addirittura uccidere.

Sono 26.824 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 25.673.Le vittime sono state 380, ieri erano state 373. Sono stati effettuati 369.636 tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute : sono dati preoccupanti ?

Assolutamente si. Sono in costante aumento e lasciano presagire un chiaro peggioramento: ci avviamo verso la zona rossa e un’ ennesima Pasqua chiusi in casa. Ad un anno dal lockdown ci aspettano altri giorni duri e pesanti, ma sono certa che saranno gli ultimi. La luce è vicina. Con l’estate in arrivo e la campagna vaccinale mi auguro che le cose possano migliore. Voglio essere ottimista!!

È noto che pandemie, catastrofi naturali o altri eventi di crisi rappresentino una minaccia per la salute mentale. Recenti studi di revisione hanno riscontrato l’impatto negativo costante di COVID-19 sulla salute mentale, con il 16-18% dei partecipanti che mostrano sintomi di ansia e depressione : come stai vivendo “emotivamente “ questo momento ; tu ami cantare , il canto ti ha aiutato ?

Esatto, non ci si ammala solo di Covid purtroppo, i disturbi psicologici e mentali sono in netto peggioramento nella popolazione. Sono convinta che tutti prima o poi porteremo e sentiremo le conseguenze morali di questo periodo. Quando tutto ha avuto inizio ero triste, molto arrabbiata… Mi sembrava davvero tutto così ingiusto. La mia vita è stata completamente stravolta. Vivevo in teatro, girovagando tra i vari teatri di Roma e non solo. Tutto il giorno fuori casa, tra riunioni, spettacoli, interviste, pubbliche relazioni, amici. Mi è stata portata via ogni cosa, però devo dire che questo tempo sospeso mi ha aiutato a comprendere ciò che per me è veramente essenziale, a livello affettivo e lavorativo. Ciò che è davvero importante resiste a tutto, anche a una pandemia. Con il passare dei giorni, insomma, mi sono abituata, anzi ho visto questo momento come un’opportunità per guardare dentro me, per dedicarmi ai miei sogni e obiettivi. Il canto è, ed è stato fondamentale. Io non so gridare canto!!! Quando devo sfogarmi prendo il mio microfonino e canto. La musica è un ottimo strumento per far passare le emozioni… per trasmettere dolore, amore, gioia, tristezza! Anche questa è comunicazione!! Poi devo dire che nonostante io non abbia mai studiato canto o musica (vado ad orecchio), i miei video musicali vengono apprezzati! ( Ride) Ricevo parecchi messaggi con richieste di canzoni…Sembra che confortino chi ascolta e questo mi riempie di gioia! Dai ho un piano b, in caso dovessi lasciare il mio mestiere!!

Il tuo lavoro si è purtroppo fermato in questi mesi ? Cosa ti manca del “tuo “ teatro ?

Eh… Mi manca tutto. Questo virus ci ha privato dei sensi, degli umori, dei sapori, del tatto, del corpo. Quindi mi manca l’odore delle sale, il velluto delle poltrone, gli applausi, il chiacchiericcio del pubblico, gli attori, i loro abbracci, il loro sudore. Mi manca il rito del teatro nella sua totalità. Teatro e’ comunità, socialità, è famiglia, è vedersi, stringersi la mano, guardarsi negli occhi. È scambio, confronto. È crescere un po’ di più ad ogni spettacolo. Il teatro insegna a vivere. Mi manca tantissimo, ma allo stesso tempo sento che non ci siamo mai lasciati… È come se continuasse a esistere in me, in forme alternative!!

“Musica leggerissima”, la canzone di Colapesce Dimartino che si è classificata quarta al festival di Sanremo è la canzone più passata dalle radio italiane. A poco meno di una settimana dalla fine del 71° Festival, infatti, il brano domina la classifica Earone di quelle con maggiori passaggi tra le maggiori radio italiane : hai seguito Sanremo ? questa canzone rientra nei tuoi gusti ?

Ovviamente, Sanremo per me è una tradizione. Non perdo un’edizione da quando ero piccolissima. La nota positiva di questo anno è che l’ho potuto vedere con calma sul divano come i vecchi tempi, gli anni scorsi essendo praticamente tutte le sere in teatro lo recuperavo il giorno dopo. Amo Sanremo e ti rivelo anche un segreto: il mio sogno è condurlo, ma andrebbe bene fare anche la valletta stagista, nel senso che lo farei gratis!! Lancio un appello alla Rai, se cercate vallette per il prossimo anno sono qui, so anche canticchiare!!(Ride) Questa 71 esima edizione, è stata particolare in tutti i sensi, ci ha riservato molte sorprese, anche a livello musicale. “Musica leggerissima” di Colapesce- Dimartino è una di queste, ha quel ritmo sognante e leggero che ci catapulta in una realtà spensierata, da ascoltare in macchina andando verso il mare. Ti entra in mente e non va più via. Il tuo con un testo molto profondo. Alla fine tutti in un momento come questo desideriamo dire: “Metti un po’ di musica leggera perché ho voglia di niente… anzi leggerissima!”

Cosa pensi di Sanremo ? lo ritieni utile per la carriera di un artista ?

Come ti ho già detto, adoro Sanremo. Ha fatto e continua a fare la storia della televisione, della canzone e del costume in Italia. Volente o nolente, piaccia o meno, è palcoscenico e fotografia della società e del momento storico-sociale e anche politico che si vive. È in ogni caso una vetrina importante per un artista, sia esso un cantante, o un presentatore, o un ospite, e forse proprio per questo è un palco così temuto e così sentito dagli artisti. Porta sulle spalle una storia, un prestigio che avvolge chiunque vi partecipi. Tutte le attenzioni si catalizzano lì, nel bene e nel male. Oltretutto per un cantante c’è un mercato musicale, la possibilità di farsi notare e amare da un pubblico ampio e variegato. Se ne dicono tante contro Sanremo, molti lo snobbano, ma in fondo tutti desiderano andarci.

"L'avviso di accertamenti tecnici non ripetibili" è già partito dalla procura. Sono quattro gli indagati nell'inchiesta sulla morte di Stefano Paternò, il sottufficiale della Marina che è deceduto lunedì notte nella sua abitazione di Misterbianco, 15 ore dopo aver fatto il vaccino. Apre la lista, Lorenzo Wittum, l'amministratore delegato di Astra Zeneca Italia : che idea hai dei vaccini , nonostante qualche caso ambiguo ( non è accertato da alcuna commissione sanitaria ) sei per sottoporti a questo profilassi per tornare ad una vita normale ?

La questione vaccini è veramente delicata. Sono considerati l’unica salvezza per uscire da questo incubo, ma allo stesso tempo non mancano i dubbi. Io per mia natura sono molto scettica nei confronti di qualsiasi medicinale, tendo a evitare anche quelli di banco, per farti capire. I dati di AstraZeneca mi hanno lasciato perplessa. Forse preferirei un altro vaccino, ma lo farei comunque per il bene degli altri, della comunità più che per me stessa, o per tornare alla mia vita.

Dal profilo Facebook di Enrico Mentana- Mi vergogno mentre leggo che c'è chi ha chiesto di inserire i giornalisti tra le categorie con precedenza vaccinale. Ancora gran parte degli anziani deve ricevere la prima dose, il presidente della Repubblica ha atteso il suo turno settanta giorni, e noi dovremmo accodarci alla congrega dei salta file che raccontiamo e denunciamo ogni giorno? Un tuo commento su questa situazione tutta italiana ?

Concordo con Mentana, ci sono altre categorie più fragili e più esposte dei giornalisti da vaccinare. Non bisogna scatenare una guerra per accaparrarsi il vaccino, saltare file, inventarsi priorità. La situazione è davvero seria e complicata, dobbiamo tutti cooperare per uscirne al più presto. E queste polemiche non aiutano.

Quali sono le qualità che deve avere un bravo giornalista ?

Dal mio punto di vista la ricerca della verità, sempre. Ricercare attraverso fonti attendibili la verità e riportarla agli altri. Verità intesa in tutti i sensi: verità di fatti, verità morale e critica. Il giornalista è uno spettatore privilegiato del mondo e ha una responsabilità immensa nel riportare attraverso parole e immagini la realtà che ci circonda. Occorre preparazione, studio, confronto, analisi, originalità, curiosità, zero timidezza, coraggio, unito a sensibilità, umanità e naturalmente un’ottima penna.

Mentre un buon addetto stampa ?

Alcune qualità del giornalista, devono essere proprie anche dell’ufficio stampa, che chiaramente è anche un giornalista. In più l’ufficio stampa deve essere dotato di comunicabilità, empatia, gentilezza, educazione, e di un metodo, uno stile proprio per comunicare e promuovere un progetto, metterne in evidenza ed esaltare le sue potenzialità.

Facebook è sommerso dalle richieste di boicottaggio dopo aver compiuto il passo straordinario di vietare agli utenti in Australia di accedere alle notizie degli organi di informazione del gruppo di Rupert Murdoch, dal Wall Street Journal di New York al Times di Londra : che idea hai della comunicazione giornalistica on line ? Il futuro è tracciato solo sulle piattaforme web ?

Sono a favore della comunicazione online, credo che sia più dinamica e accessibile al giorno d’oggi e in un momento storico sociale in cui siamo iper connessi. Il problema resta la veridicità delle notizie, online spesso siamo sormontati di fake news. Occorre semplicemente un maggior controllo e regolamentazione. Il futuro temo che si, sarà dominato dal web, ma sono anche convinta che il cartaceo non morirà mai. Continuerà a sopravvivere con mia grande gioia ( confesso di amare il giornale cartaceo, sfogliare le pagine, annusarne l’odore, recarmi in edicola).

Le misure adottate per contrastare il Covid-19 hanno piegato il già fragile e frastagliato sistema italiano delle arti sceniche dal vivo: come reagire? Quale presente e futuro? Come sta il teatro italiano e quello romano ?

Il sistema teatrale come dici era già in profonda crisi e questa situazione non ha fatto altro che portare alla luce problematiche che si trascinavano da anni e che ora sono esplose dirompenti. Reagire è necessario. È necessario ripartire con una consapevolezza diversa, con la volontà di cambiare, rinnovare tutto ciò che non funzionava e che non potrà funzionare. Dovremmo anche tener conto che la realtà che ci aspetterà, sarà in ogni caso diversa da quella che ci siamo lasciati alle spalle. Il passato è anacronistico. È un’ironia pensare di riaprire i teatri da dove si sono chiusi e far finta che non sia successo nulla. Bisogna ripartire dalla qualità, dall’esigenza di voler comunicare nuove storie, nuove realtà, tutelare gli artisti e di conseguenza il pubblico. Per ora si può resistere con i mezzi che si hanno a disposizione, ad esempio il web, l’online, lo streaming, cercare di utilizzarli nel miglior modo possibile per fare arte e per confortare il pubblico. Il teatro purtroppo sta male, a Roma come credo anche nel resto d’Italia, ma ci sono anche dei fermenti, delle realtà positive e innovative che non si sono mai fermate, dalle quali si potrà avere una vera e propria rinascita.

Ci sono dei grazie nella tua carriera ?

Ci sono tanti grazie… Sono grata alla vita innanzitutto che mi ha dato la possibilità di vivere di una mia passione, di poter svolgere il lavoro che ho sempre sognato. Grazie alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto e incoraggiato, ai miei amici che mi fanno forza e mi accompagnano in questo percorso, grazie ai miei colleghi e colleghe che sono supporto costante, maestre e maestri dai quali ho potuto e posso ogni giorno imparare sul campo. Grazie alle tante persone, ai tanti artisti che si fidano di me e mi scelgono. Grazie ai miei mentori e maestri che porto nel cuore e infine grazie anche a me che nonostante tutto con determinazione e costanza credo ancora nei miei sogni, valori e obiettivi.

Progetti per il futuro ?

Sono un po’ scaramantica!! Ho un progetto editoriale in uscita, dirigerò un nuovo Magazine, un altro sogno che si realizza. Poi ho davvero tanti sogni come obiettivi e obiettivi come sogno che spero possano realizzarsi. Sono convinta che il futuro si costruisca dal presente… Seminiamo e speriamo di brillare e raccogliere frutti!

Stefano Cigana

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