SIMONA D’ARCANGELI IL BEN-ESSERE COME WELLBEING

SIMONA D’ARCANGELI IL BEN-ESSERE COME WELLBEING

Le persone sentono il bisogno di capire cosa poter fare per vivere bene; desiderano aumentare la qualità della loro vita in modo "vero" e duraturo.

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La salute e il benessere  sono sempre di più al centro dell'attenzione degli esseri umani. Soprattutto in questi mesi, le persone sentono il bisogno di capire cosa poter fare per vivere bene; desiderano aumentare la qualità della loro vita  in modo "vero" e duraturo. Oggi incontriamo Simona d’Arcangeli, psicologa, psicoterapeuta specializzata in una disciplina ancora poco conosciuta in Italia, la Psicologia della salute.

Ciao Simona, benvenuta su Unfolding Roma. Sei una specialista della Psicologia della Salute. Certamente quando si pensa a una Psicologa, subito le persone hanno una serie di idee e preconcetti sulla tua professione.

Sono consapevole che sia ancora una professione per cui ci si immagina il lettino e basta. Soprattutto per chi come me si occupa di malattie mentali importanti, ma soprattutto perchè spesso si pensa ad andare dallo psicologo solo per situazioni molto gravi.

La Psicologia è oggi solo una cura o anche un modo per restare in salute e benessere ?

Oggi la psicologia non è più soltanto una cura, ma anche promozione, non è solo malattia ma anche salute e benessere. Non si occupa più solo della parte psicologica, ma sempre più dei risultati che fattori come la biologia e il sociale fanno accadere quando interagiscono tra di loro. La psicologia della salute si muove su più piani contemporaneamente (bio, psico, sociale) e consente di offrire azioni eque e sistemiche e non a prescindere dalle persone. La pro attività e l'engagement (coinvolgimento) è fondamentale se parliamo di promozione della salute e di wellbeing.

Qual’è il tuo Target professionale, quali sono le tue risorse ?

Mi occupo delle risorse delle quali ogni singolo sistema (individuo, gruppi, intere comunità) è portatore e cerco di costruire insieme ai miei interlocutori la strada che porti alla loro salute. Mi interessa di ben-essere inteso come wellbeing e non wellness . Il primo ha basi scientifiche, il secondo è più legato al "salutismo". Un approfondimento per capire come stare bene con se stessi, con il  proprio patner, con i propri amici.

Credi che il gioco sia uno strumento utile per la tua professione ?

Ho lavorato in un reparto di oncologia pediatrica e li’ ho utilizzato il gioco come risorsa vitale per i piccoli pazienti e le loro famiglie. Ho lavorato con uomini e donne malati di cancro utilizzando le arti e la cultura. Ho applicato le life skills education nei centri estivi per bambini  e ragazzi 8 -14 anni. E' chiaro che questo non è detto che accada  solo ed esclusivamente  attraverso  condizioni economiche favorevoli. 

Sei impegnata in due aree applicative, Natura e Cultura, due aree molto significative. Come rientrano nella tua attivita’ ?

Si’ sono due le aree nelle quali sono impegnata: la natura e la cultura. Entrambe sono in grado di promuovere il benessere bio psico sociale. Ci sono ricerche molto interessanti che dimostrano che già solo una passeggiata di venti minuti in una foresta, in un bosco, ma anche in un parco urbano ha effetti sulla nostra salute. I nostri pensieri si calmano, il nostro respiro si regolarizza...

Proprio sulla foresta-terapia, giusto qualche giorno fa il CNR ha dedicato un'intera pubblicazione.

Inoltre andare a vedere una mostra, una galleria d'arte, visitare un sito archeologico ha sempre una serie di effetti psico-biologici: libera ossitocina e seretonina, che sono importanti ormoni dello stress che regolarizzano l'umore, in caso per esempio di ansia e depressione. L'OMS ha lo  scorso anno diffuso il primo report sulle pratiche culturali in chiave  di salute. 

Organizzi dei percorsi individuali o di gruppo ? E qual’è il tuo ruolo specifico ?

La mia funzione è quella di facilitare i processi salutogenetici. Ma non mi occupo di fare da guida turistica o di far fare trekking alle persone . La psicologa della salute è una cosa assolutamente diversa. Tali pratiche vanno esercitate da persone esperte, innanzitutto laureate in psicologia e se specializzate nel mio settore ancora meglio, poi formate ovvero che abbiano esperienza diretta di quelle pratiche.

Qual’è il tuo rapporto con la Pandemia ?

La pandemia è stata un fenomeno dirompente . Ha rotto schemi e fatto saltare l'impensabile. Ci ha catapultati dall'oggi al domani in una dimensione del tutto sconosciuta. Quello che posso dire è che pur essendo un evento imprevedibile, ha messo in moto una serie di risorse note e non note, ma ha anche evidenziato in modo molto evidente quanto dobbiamo ancora fare per comprendere davvero cosa sia la nostra salute e il nostro benessere.

Grazie Simona per questa intervista.

Siamo ancora in fase emergenziale indefinita, quindi non c'è spazio per altro che non sia l'aspetto sanitario, ma presto, molto presto dovremo aggiungere le parti mancanti delle quali le persone non possono fare a meno. E qui la psicologia della salute potrà svolgere un ruolo determinante. Per dare un significato "pieno" alla vita, e questo non riguarda solo chi ha una patologia. Tutti siamo in cerca della felicità.

di Francesca Rasi

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