MARIA SERENA PATRIARCA

MARIA SERENA PATRIARCA

Una lunga carriera costellata di successi e nuove sfide: questo il percorso di Maria Serena Patriarca eclettica giornalista e brillante scrittrice.

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Una lunga carriera costellata di successi e nuove sfide: questo il percorso di Maria Serena Patriarca eclettica giornalista e brillante scrittrice. Una carriera in ascesa che, proprio in questi giorni, mette a segno un ulteriore importante risultato, con l’uscita del suo nuovo libro “Fuori Roma” da poco disponibile in tutte le librerie.

Tuttavia, definirla giornalista free lance e scrittrice è decisamente riduttivo, Maria Serena Patriarca, è fotoreporter di viaggio, travel & food vlogger, insegnante di Yoga ed esperta di Escursionismo, collabora con il quotidiano Il Messaggero e con diverse web magazine nel settore dei viaggi e del benessere corpo/mente/emozioni. Ha fondato la web tv Viaggi e Volti Travels and People Discovery, diffusa su piattaforma YouTube e vincitrice dei premi Cartagine 2.0 (assegnato in Campidoglio, nel 2018, come miglior start up dedicata ai viaggi sul web) e Vis Stelle Nascenti 2017 (come miglior canale YouTube).

Come lei stessa ha affermato è nata a Roma, ma ha cercato tutta la vita di uscirne fuori il più spesso possibile. Cittadina del mondo e globetrotter per vocazione, ha vissuto ad Amsterdam durante il periodo universitario. Ha scritto per il Sole 24 Ore, Vanity Fair, Donna Moderna. Ha pubblicato fotoreportage di viaggio da tutti i continenti: l’Africa Nera, dove ha perfezionato i suoi studi antropologici a contatto con le tribù dei Dogon nel Mali, l’Estremo Oriente, l’America Latina. In India e in Ladakh ha approfondito lo studio e la pratica dello Yoga. Ha ricevuto il Premio Donne e Cultura presso il CNEL, il Premio WAW (Women in Art Week) promosso da Roma Capitale per la Giornata Internazionale della Donna, il Premio Cortina Top Press e il Premio Roma di Moda per la Comunicazione.

Oggi raccoglie i risultati del suo ultimo successo con la guida “Fuori Roma”, edita da Nep Edizioni, terzo volume della collana “Stil-mente” diretta da Daniela Di Francesco.

Maria Serena, “Fuori Roma” è una guida “non convenzionale”. Qual è l’elemento che fa la differenza con le altre guide?

Innanzi tutto, è un libro “multimediale”, fruibile anche online con i video degli itinerari narrati, poiché attraverso i QR Code ci si collega direttamente alla web tv Viaggi e Volti Travels and People Discovery, su YouTube. E poi è una guida “sui generis” concepita per autentici viaggiatori che seguono il cuore, e non per semplici turisti che seguono la carta geografica.

“Fuori Roma” è suddivisa in tre sezioni, perché?

Per evidenziare la bellezza del Lazio al di là della Capitale; bellezza che -a mio giudizio- si può raggruppare nei meravigliosi borghi di questa regione, nelle aree naturali dei boschi, dei parchi, delle montagne, e nei siti avvolti dal mistero, ovvero le necropoli meno conosciute, le città ipogee, gli altari risalenti all’epoca degli Etruschi e dei Falisci, le “città fantasma”, le abbazie dove hanno fatto tappa i Templari.

Sei riuscita nella difficilissima impresa di trasformare una passione in professione. Qual è stato il tuo percorso per raggiungere questo traguardo?

Ho sempre creduto che il successo non dipenda dall’arrivare per primi, ma dall’arrivare là dove nessuno è ancora arrivato. Ho puntato tutto sul cercare l’“eccezionalità” laddove i più davano per scontata la consuetudine.

Sei una grande viaggiatrice ed hai praticamente girato il mondo. C’è un viaggio che vorresti fare e che ancora non sei riuscita ad organizzare?

Il Perù: la civiltà Incas mi affascina da sempre, e Machu Picchu è fra i miei viaggi “must to do”.

E il luogo dove invece vorresti tornare?

Il Ladakh, splendido paese buddista arroccato sulle montagne dell’Himalaya.

Com’è il tuo rapporto con la scrittura? Ci sono abitudini particolari o “ritualità” alle quali non puoi rinunciare mentre scrivi?

Scrivere mi rilassa. Scrivo di getto, con il desiderio o l’illusione di lasciare qualcosa di imperituro che possa far evadere la mente e far sognare i miei lettori. Intervallo con pause in cui bevo un infuso o pratico yoga. Prendo appunti di ispirazione la notte sul taccuino accanto al comodino, per poi trascriverli di giorno al pc.

Durante la stesura di un nuovo libro, hai già in mente uno schema di ciò che dovrà essere scritto o elabori i contenuti “step by step”?

Gli schemi -purtroppo o per fortuna- non fanno parte della mia dinamica mentale e di vita. Vivo di getto, improvviso, sogno. Dipingo, oltre che scrivere. Forse per questo la scrittura, come la concepisco io, è un’arte: si parte da una competenza acquisita nel tempo, e poi si lascia spazio anche all’improvvisazione, alla fantasia, al cambio di programma.

Cosa significa scrivere oggi, nel 2021 e quali differenze riscontri rispetto agli inizi della tua carriera?

Oggi il linguaggio si fa di giorno in giorno più virtuale, più online, più immediato. La scrittura deve per forza di cose diventare più sintetica e “impattante”. Non c’è spazio per “lungaggini” o pensieri troppo contorti. Le persone, e i giovani in particolare, leggono sempre meno, almeno i libri: bisogna trovare un linguaggio accattivante che faccia molto leva sulle immagini.

C’è una tipologia di lettore al quale ti rivolgi in modo particolare?

I sognatori, gli spiriti liberi, i curiosi.

Quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi della professione di scrittore?

A livello di immagine e soddisfazione personale credo che lo scrittore sia un privilegiato. Però, come in tutte le realtà, solo pochi possono o riescono ad avere il giusto riconoscimento del proprio lavoro. In Italia la cultura non paga, o paga molto poco rispetto ad altre realtà in Paesi diversi.

Quali sono i tuoi tre libri preferiti?

Walden, Vita nel Bosco di H.David Thoreau. L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery. Il Dio delle piccole cose di Arundhati Roy.

Un messaggio per i tuoi lettori?

Lo affido alla frase di Goethe che ho riportato nell’Introduzione del mio libro: “L’uomo vede nel mondo ciò che egli porta nel cuore”. Se vorrai trovare il brutto nelle cose, lo troverai spesso. Se vorrai trovare il bello nelle cose, lo troverai sempre.

Di Erika Gottardi

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