Oriana Fallaci: Una Donna Che Lottava Per Le Libertà

Oriana Fallaci: Una Donna Che Lottava Per Le Libertà

La sua tenace personalità, solo di rado fragile, emergeva nei suoi scritti, attraverso i quali raccontava in particolare gli eventi che affliggevano il Medio Oriente.

stampa articolo Scarica pdf


Oriana Fallaci, la prima inviata di guerra italiana, con i suoi scritti denunciò i più atroci crimini contro l’umanità.

Donna forte, dal carattere rivoluzionario, amava follemente le libertà tanto da farne un vero e proprio credo. Ancora negli anni a cavallo tra i ’60 e i ’70 dominava una mentalità patriarcale: questo la Fallaci lo sapeva, come era conscia che nascere donna comportasse uno sforzo maggiore. Ma ciò non la impauriva.

La sua tenace personalità, solo di rado fragile, emergeva nei suoi scritti, attraverso i quali raccontava in particolare gli eventi che affliggevano il Medio Oriente. I temi trattati vertevano sulla condizione femminile, sul fondamentalismo islamico, sulla lotta contro i totalitarismi. Descriveva pertanto episodi di cui spesso era stata testimone, aggiungendo impressioni, testimoniando stati d’animo.

Con i suoi articoli fece rivive i drammi di una terra lontana, reportage tanto profondi da allargare la platea dei lettori, in particolare argomenti riguardanti il ruolo-non-ruolo femminile in Medio Oriente. Ne Il sesso inutile, scritto nel 1961, si assisteva perciò, come in una diretta, a uno degli eventi più sconvolgenti del Novecento. Nel 1978 la Fallaci si espose in prima linea sulla tematica dell’aborto:

“Io mi auguro – dirà – che ognuno di noi dimentichi che l’aborto non è un gioco politico. Che a restare incinte siamo noi donne, che a partorire siamo noi donne, che a morire partorendo o abortendo siamo noi. E che la scelta tocca dunque a noi. A noi donne. E dobbiamo essere noi donne a decidere, di volta in volta, di caso in caso, che a voi piaccia o meno. Tanto se non vi piace, siamo lo stesso noi a stabilire. Lo abbiamo fatto per millenni. Abbiamo sfidato per millenni le vostre prediche, il vostro inferno, le vostre galere. Le sfideremo ancora”.

Molti dei suoi interventi si confermano attuali, soprattutto oggi con il ritorno talebano al governo dell’Afghanistan. Sembra quasi che il fato abbia fatto coincidere il ventesimo anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle con il quindicesimo della morte della giornalista. Malata di cancro, a sua volta combatteva un altro cancro, quello provocato dalle ingiustizie. Sulle orme della Fallaci, desidero concludere con una sua citazione:

“Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita. Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare non è un essere umano’’.

Mimma Gaziano

© Riproduzione riservata