Intervista A Nella Tirante Per Lo Spettacolo Fuori

Intervista A Nella Tirante Per Lo Spettacolo Fuori

Nella Tirante, autrice e attrice, tornerà in scena con un suo nuovo lavoro, FUORI, dall’8 al 12 dicembre 2021 al Teatro Tordinona di Roma

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Nella Tirante, autrice e attrice, torna in scena con un suo nuovo lavoro dopo il fermo obbligatorio dovuto alla pandemia.


Il titolo del suo ultimo spettacolo è FUORI, vincitore alla XV edizione del Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos per la Sezione Drammaturgia – Teatro Donna e il Premio Sipario, concorso Autori italiani 2021 ( secondo classificato, sezione monologhi).


FUORI sarà in scena dall’8 al 12 dicembre 2021 al Teatro Tordinona di Roma.


Come è nato il testo di FUORI?


Il testo nasce durante il periodo difficilissimo che abbiamo attraversato tutti, in questi ultimi anni di pandemia; nasce da un dolore/amore, un bisogno.

Il lock-down in fondo è uno stato mentale e per uscirne bisogna affrontare sia il passato che il presente, per avere il coraggio di uscire davvero, di andare F U O R I.

FUORI racconta la storia di una donna che è anche moglie, madre e attrice. Quanto è difficile gestire tutti questi ruoli e quanto lo è stato sotto lock down?


Tutti noi, per un motivo o per un altro, abbiamo avuto difficoltà nel gestire il lock down: per solitudine o affollamento in casa, per paura della malattia, perdita del lavoro e quindi difficoltà economiche, e, non ultime, difficoltà psicologiche.


Ognuno si ritrova, secondo me, in ciò che ho scritto, anche non necessariamente come madre, moglie e attrice.


Quando verrete a vedere lo spettacolo, saprete come la protagonista gestirà questo triplice ruolo.


Nella realtà, invece, penso che non ci sia bisogno di spiegare ciò che ognuno ha vissuto e come ha dovuto gestire la propria vita.



Possiamo affermare che FUORI sia un testo autobiografico?


Fuori, non è un testo autobiografico, non lo possiamo definire così. Prendo spunto da vicende personali o che abbiamo vissuto tutti, le utilizzo per descrivere dei concetti generali che non riguardano solo me: Fuori è un grido non solo mio, ma anche mio.


Qual è il messaggio principale di questo testo?


Bisogna andare Fuori; F U O R I dalle nostre comode convinzioni e dalle convenzioni. F U O R I dalle nostre misere teste chiuse.


Insieme alla necessità fisica e psicologica di andare fuori, nel testo sono presenti anche altri elementi. Ce li puoi accennare?


Fuori, è un flusso di pensiero corpo e voce: una feroce riflessione di una donna su se stessa.

La paura si trasforma nella necessità di uscire, per combattere un maschilismo ottusamente ancora presente, oggi come ieri.

Fuori è uno spettacolo sul teatro, che parla di emancipazione e desiderio di libertà; una feroce riflessione di una donna, che è anche madre, compagna e attrice, su se stessa.


Chi è la protagonista della tua storia?


Una donna chiusa in casa che ha paura di andare fuori. Un imprevedibile clown-donna che mescola presente e memoria rinchiusa nella sua stanza, e formula una litania destinata a ripetere non solo il suono della nostalgia ma anche il vibrare di un’avida voglia di tornare alla vita.


La protagonista, dicevamo, è anche un’attrice. Questo testo è anche un piccolo tributo al lavoro dell’attore?


Lo spettacolo è in piccola parte un piccolo tributo al lavoro dell’attore: proprio in questo momento terribile della nostra storia (sono di parte) ma è grande il bisogno di parlare di ciò che è successo alla nostra categoria : essere dimenticati.


Il testo è anche giocoso in alcuni punti. Quanto è importante, per te, l’ironia?


L’ironia è l’arma usata per affrontare la paura. La scrittura è schietta, diretta, piena d’ ironia e di rabbia forse, ma necessaria.

In questo lungo periodo di lock down prima e pandemia acuto dopo (che permane ancora oggi, ma i teatri hanno finalmente riaperto al 100%), hai sentito il sostegno dello Stato?


No, lo dico apertamente nello spettacolo. Le misure prese non sono state adeguate perché ai vertici non si conosce la vera e diversificata realtà teatrale, che non è fatta solo dai “grandi teatri” e da “grandi attori”, ma di molti di più tra lavoratrici e lavoratori dello spettacolo a cui non è arrivato alcun sostegno o comunque non sufficiente .



Nella Tirante - Biografia


Nasce a Roma, dove si conoscono i genitori: suo padre è siciliano e la madre peruviana (figlia d’immigrati italiani) cresce a Nizza di Sicilia in provincia di Messina, in seguito si trasferisce a Roma, dove vive adesso. La sua formazione è variegata, a cominciare da quella artistica: si diploma in accademia di Belle Arti, con una tesi in costume per lo spettacolo, lavora come decoratrice costumista e contemporaneamente si forma come attrice, in primis con il maestro Donato Castellaneta e Maurizio Marchetti e poi E. Dante,V. Pirrotta, F. Scaldati.

Ha lavorato tra gli altri con L. Melchionna , G. Sepe, W. Manfrè, ma il lavoro da scritturata non le basta, fonda così nel 2007, “ Cosa sono le nuvole” compagnia di ricerca teatrale.


Come drammaturga scrive: Figghia d’arte, dedicato a Pina Menichelli, scritto, diretto e interpretato; Ognimmenzuionnu scritto nel 2016. Nel 2017 scrive Fidelity card”, spettacolo vincitore de “I teatri del sacro 2017.

Scrive ancora Lezginca (una fiaba nera) dedicato alla situazione delle donne in Cecenia; Talk-show scritto nel 2018; Custurera nel 2018/19, testo di ricerca, scritto in una commistione di lingue.


Nel 2018 il testo“Komiker (lachen oder winen)/ Comici (ridere o piangere) ha avuto i seguenti riconoscimenti:

- finalista al premio di drammaturgia “teatro musica e shoah” promosso da: Centro Romano di Studi sull’Ebraismo (CeRSE) –Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale,Formazione e Società – ECAD (Ebraismo Culture Arti Drammatiche).

-Vincitore del premio di drammaturgia femminile “Donne e teatro”XIX edizione ed edito da Borgia editore (2018) .

-E ancora è finalista al premio internazionale Cumani-Quasimodo.

-Il testo andrà in scena prossimamente con la regia di Moni Ovadia.

2021 Il nuovo testo F u o r i - tratto dal suo primo romanzo- è vincitore del premio Tragos, Premio europeo per il teatro e la drammaturgia-sezione Teatro Donna- e del concorso: Autori Italiani 2021 del premio Sipario.


Flaminio Boni

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