LO SPOSO CONTINUA AD ESSERE SINGLE

LO SPOSO CONTINUA AD ESSERE SINGLE

Intervista a Nello Ruggiero che, a distanza di qualche anno, rimane ancora noto per la sua decisione di avere contratto matrimonio con se stesso

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A volte si diventa personaggi per una semplice attitudine naturale o per quei casi della vita che, più che volontari, sembrano essere stati scritti dal destino. Proprio come Nello Ruggiero che per i suoi 40 anni si trovò catapultato in una nuova dimensione di notorietà per il suo matrimonio festeggiato a La Sonrisa, al castello da favola del Boss delle Cerimonie. Ma a fare notizia non fu lo sfarzo a cui la trasmissione di Real Tv ci ha abituati, ma il fatto che Nello Ruggiero è stato il primo d'Italia che si è sposato da solo. Una decisione sopra le righe che ancora attira l’attenzione dei Media tanto che, ormai, può considerarsi un uomo di spettacolo invitato continuamente a trasmissioni di successo. Chi pensa a lui come una personalità stravagante si sbaglia di grosso, considerato che Nello rimane una bella persona che persegue i suoi sani principi improntati anche alla cura del prossimo. Dopo qualche anno dall’evento proviamo a fare con lui un bilancio dell’esperienza animati anche da una certa curiosità.

Cosa spinge una persona a sposarsi da sola, può essere considerata una forma di presunzione nella impossibilità di trovare qualcuno alla propria altezza?

Sposarsi da solo è stato per me una sorta di ribellione interiore, quasi la semplificazione tra realtà e surrealtà. Non è stato “puro egoismo” ma la conseguenza tra delusione verso il prossimo e sconforto della perdita di una persona cara e molto vicina a me.

All’epoca il tuo evento fu ripreso dalla trasmissione “Il boss delle cerimonie”. Non hai mai temuto che l’iniziativa potesse essere travolta dall’idea di kitsch ed esagerazione che caratterizza le cerimonie protagoniste del programma?

La scelta di una location così famosa fu presa dai miei genitori che ci tenevano molto a fare del mio compleanno per i 40 anni un’occasione significativa che coinvolgeva parenti e cari amici. Il mio obiettivo al riguardo era una buona opportunità per trasformare, una festa privata, in un evento a scopo benefico. Infatti, la generosità degli invitati mi ha permesso di inviare il denaro che mi è stato regalato direttamente in Africa per aiutare quegli stessi bambini a cui una mia cara zia, che adesso non c’è più, si è dedicata per tutta la vita. E’ stato proprio il suo esempio che mi ha portato a dedicare parte del mio tempo a chi ha più bisogno. Solo successivamente, il programma televisivo associato al castello delle cerimonie, ha reso più plateale il mio gesto portandolo a conoscere a tutti gli italiani.

Ti aspettavi che il tuo matrimonio da single potesse avere un tale successo mediatico?

Assolutamente no! Io volevo semplicemente dare un buon messaggio al pubblico, dare divertimento senza eccedere nello sfarzo. Non a caso, contrariamente alla politica della location che prevede sempre banchetti luculliani, la mia scelta fu quella di avere un menù più semplice con poche portate.

Da Magalli, alla D’Urso fino a Chiambretti e Cucuzza…tanti sono i conduttori che ti hanno ospitato nelle loro trasmissioni. Chi è stato il più leale e chi quello meno?

E come dire a chi butteresti giù dalla torre, di sicuro ognuno di loro mi ha dato qualcosa, Magalli la saggezza, Cucuzza la bravura, la D’urso l’accoglienza, il Mago Forest l’allegria, Chiambretti il suo essere diretto come me, potrei continuare ma mi fermo così. Tutti, più o meno, sono stati leali, e hanno mostrato di comprendere la mia iniziativa.

Sei fra i militanti che dedicano le loro energie all’infanzia in Africa. Come è nato questo impegno e come sta proseguendo?

L’Africa per me è stato un limbo da varcare tra il male e poi il bene. Il viaggio in Africa nasce per capire la sofferenza interiore dovuta alla morte della zia suora di cui parlavo prima e a cui ero legato incondizionatamente e la rottura di una storia d’amore durata nove anni. La realtà delle popolazioni africane, la sofferenza vera, la fame di questa gente mi hanno portato a combattere il mio dolore interiore e aiutare il prossimo e soprattutto i più deboli. Quindi, l’Africa per me è stata terapia e missione e, soprattutto in Benin, i bambini dell'Africa mi hanno insegnato il vero significato della parola amore. Il mio impegno prosegue sempre cercando di organizzare carichi di generi di prima necessità per quelle popolazioni.

Dopo il tuo matrimonio da solo ci è stato mai qualcuno che ti ha imitato?

La mia storia, definita bizzarra e azzardata, è stata anche di ispirazione mediatica verso una ragazza di Milano (nel 2017), esattamente un anno dopo il mio evento che sicuramente avrà incuriosito ed invogliato anche il gentil sesso. Dopo anni di silenzio a notizie simili, forse per pausa mondiale del virus SARS 19, nel mio paesino campano, un’altra persona ha voluto imitarmi con un evento celebrato nella stessa location. Probabilmente, quello che per me è stato un gesto “naturale” si voleva tramutare in un modello di fabbrica. Ma non è così che funziona.

Su instagram hai il profilo nello_lo spososingleofficial. Come pubblicizzi ancora quest’immagine e qual è il tuo rapporto con i social?

Il mio rapporto con i social è semplicemente naturale com’è stata la spontaneità del mio evento. Chiunque mi segue sceglie la mia semplicità nel variare sempre gli argomenti come messaggi sul sociale, video costruttivi ma anche quelli rivolti alla leggerezza e al divertimento che aiuta a distrarre un pubblico più vasto. Oltre ad aver ottenuto il riconoscimento con la cosiddetta “spunta blu” su Instagram, mi seguono anche sul canale social: tiktok dove sono presente con il nik name: nellolospososinglereal.

Nel caso tu trovassi la persona giusta saresti disposto a divorziare da te stesso?

Sarei sicuramente disposto a divorziare  perché solo imparando ad amare se stessi si potrà occupare il cuore nuovamente con un’altra persona.

Cosa fa oggi nella vita Aniello Ruggiero e quali sono i tuoi progetti per il futuro?

”L’Aniello” conduce una vita semplice fatta di lavoro e quotidianità, “lo sposo single “ mira al desiderio di notorietà televisiva con il semplice scopo di continuare ad aiutare economicamente i popoli fragili dell’Africa.

Alla luce di quello che è stata la tua vita dopo, ti diresti di nuovo “Si lo voglio” da solo al “Castello delle cerimonie”?

Rinnovare le mie promesse porterebbe a confermare la priorità del mio egoistico benessere. Ma non escludo in un cambiamento interiore che potrebbe farmi credere, in futuro, in un naturale rapporto di coppia.

Rosario Schibeci

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