Elena Sorrentino

Elena Sorrentino

Le discriminazioni finiranno quando le donne si renderanno conto che non devono avere l’ossessione di essere uguali agli uomini

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Ermes79. Qualcuno nel mondo giallorosso la conosce bene e la stima per le meravigliose clip che crea per i giocatori e per la Roma, una passione sbocciata 20 anni fa, e consolidata sui gradoni dello Stadio Olimpico, lei, non romana, ma con un amore innato per la squadra della Capitale.

Ma Elena Sorrentino non è solo questo, sociologa, giornalista pubblicista, il suo obbiettivo è quello di aprire uno Sportello di Ascolto per le donne in difficoltà. Donna dalle mille sfaccettature, personaggio intelligente ed interessante, Elena è una vera scoperta, la prova che nelle persone c'è sempre qualcosa da scoprire. Per chi vuole conoscere una Ermes79 in modo più completo questa è l'intervista che UnfoldingRoma ha realizzato.

Elena Sorrentino; in tanti ti avranno fatto questa domanda, come nasce questo soprannome?

Innanzitutto Ermes era il messaggero degli Dei. Oggi si addice quindi alla comunicazione via internet che è prima di tutto una trasmissione di informazioni e di messaggi. Internet per me è lavoro, svago, tutto. Inoltre mi ritrovo molto in alcune caratteristiche di Ermes. Ermes indossava calzari alati che gli permettevano di volare in modo veloce. Quindi Ermes piè veloce, ma anche mente veloce e pensieri invisibili, tanto che appena nato si liberò dalle fasce e iniziò a camminare. Il primo giorno di vita inventò la cedra con una tartaruga morta trovata sulla sponda del Nilo, poi poche ore dopo rubò i pascoli al fratello maggiore Apollo. Quando se ne accorse, il Dio scoppiò in una risata davanti alla scaltrezza del bambino e gli lasciò le mandrie al posto della cedra. Ermes porta al collo la Runa del viaggio: Raido, un simbolo che assomiglia ad una R rovesciata. I viaggi di Ermes possono avvenire sia in una dimensione interiore (in me lux facio) sia in giro per il mondo. Ecco perchè è anche il protettore dei viaggiatori e dei viandanti.

Laurea in Sociologia, amante dell'arte e della cultura, poi d'impulso diventi videomaker, incanalando il tuo talento in modo diverso da quello che farebbe un "sociologo". Ci racconti la tua storia.

Si, oltre ad avere la laurea in Sociologia sono anche giornalista pubblicista, prima la mia passione era scrivere, fino a 20 anni scrivevo poesie e racconti, poi ho cominciato a fare dei corsi di cinema e mi sono appassionata sempre più all’arte visisa. Inizialmente ho scritto anche qualche sceneggiatura, ho realizzato un paio di cortometraggi scritti da me, poi ho perso proprio l’ispirazione letteraria. E’ un peccato, ma l’arte visiva mi assorbe totalmente oramai, mi piacerebbe recuperare un po’ la vecchia ispirazione, che sicuramente è nascosta sotto numerosi spezzoni di video. Il poeta Franco Costantini, che mi ha scelto per girare alcune clip per il suo poema Totteide, una volta mi ha detto che comunque anche dai miei video esce poesia, quindi va bene lo stesso.

La tua tesi di Laurea si è sviluppata sul "Soggetto Donna", coraggiosa, se si pensa che ad oggi le donne nonostante le tante battaglie sono ancora piuttosto discriminate, ma, secondo te, si sta avvicinando la svolta decisiva?

La mia tesi di laurea è una delle cose più belle che abbia mai fatto per me stessa. Il percorso mi ha portato a conoscermi tanto e a guardare la vita con occhi diversi. Ora posso dirmi fiera di essere “donna”, non lo avrei mai detto una decina di anni fa. Le discriminazioni finiranno quando le donne si renderanno conto che non devono avere l’ossessione di essere uguali agli uomini, sono energie sprecate. Le donne e gli uomini sono diversi, punto. E’ inutile mettere due soggetti così differenti in paragone, è inutile che la donna continui a volergli assomigliare nelle caratteristiche. Combattere per l’uguaglianza dei diritti va bene, ma la donna deve capire che questo non avverrà se assomiglierà più all’uomo, ma solo se crescerà nella diversità e si affermerà come soggetto.  L’unica cosa che posso consigliare alle donne è di conoscere se stesse, capiranno come sono ricche, forti e complete, capiranno che non hanno bisogno per forza di un uomo affianco che dia senso alla loro vita, ed anche l’uomo capirà che a quella donna non serve qualcuno che la protegga e che la completi nelle sue mancanze, ma un compagno che la rispetta, come soggetto, come donna. Penso che molte donne abbiano raggiunto questa consapevolezza e si comportino di conseguenza. Sono i maschi che faticano ad accettare un ruolo nuovo che non li vede più in una posizione di superiorità.

La donna sempre più al centro della cronaca nera; lo stalking, la violenza domestica. Perchè alcune donne non riescono o non vogliono uscire dall'incubo?

L’accentuarsi di questo fenomeno secondo me è proprio la naturale conseguenza di molti uomini che non ci stanno al cambiamento sociale che sta avvenendo grazie alle donne, che sono i soggetti sociali per eccellenza nella modernità, perché attrici attive del cambiamento. Per la prima volta gli uomini si trovano, invece, spettatori di un cambiamento che non vorrebbero. La cronaca è piena di episodi di violenza per questo motivo, ad esempio, facendo riferimento proprio ad un caso recente, il marito di Elena Ceste l’ha fatta fuori perché voleva darle “una raddrizzata”. Ma attenzione perché molti pensano che tutto si riduca solo alla violenza fisica, mentre c’è una violenza simbolica anche più subdola e potente e che si nasconde molto bene nel linguaggio, luogo in cui il dominio maschile è ancora, purtroppo, molto forte. Beh, ora se comincio a parlarne non la finisco più, se volete approfondire potete leggere la mia tesi :D http://www.ermes79.it/sociologa/


Sembra che nel 2016 verrà reintrodotto l'obbligo della leva militare, con l'estensione anche alle donne. Secondo te può essere un'opportunità per crescere e sentirsi più sicure o può diventare un'arma a doppio taglio?

Qualunque esperienza può essere importante per la crescita, ma dipende dallo spirito con la quale si fa. Se le donne vanno a fare il servizio militare per assomigliare ai maschi allora sbagliano, se invece lo fanno per mettersi alla prova, perché è una cosa che piace e che potrebbe arricchirle, perché no?

Sei Campana di origini, ma nutri una fede moolto diversa...La ROMA. Qui ci sarebbe poco da dire, ma ci racconti la tua prima volta allo stadio?

Tifo per la Roma da più di 20 anni, ma la mia prima volta allo stadio è avvenuta molto tardi, nella stagione 2006/07, Roma Manchester 2-1. Ogni volta che ne ho l’occasione ringrazio il mio amico Luigi che mi invitò e mi comprò anche il biglietto. Mentre salivo i gradoni sembrava come andare all’altare. La Roma è la mia sposa!

Com'è nata l'idea di creare le famose Clip sulla Roma e sui giocatori? Quale ti è rimasta nel cuore?

Beh, ho cominciato perché mi sentivo sola nel senso che qui dove vivo non avevo nessun amico o parente che potesse condividere con me questa smisurata passione, allora ho cominciato a realizzare questi videoclip, ma rimanevo comunque sola, quindi ho deciso di publicarli su vari forum. In questo modo conoscevo romanisti come me, mi confrontavo, intanto crescevo, miglioravo e ora sono oramai dieci anni che li faccio e non è passato mai un mese che non ne abbia fatti. Nella buona e nella cattiva sorte.  Comunque come ho detto sono appassionata di arti visive, quindi quello del video editor è diventato anche il mio lavoro, realizzo video di ogni tipo (tranne i matrimoni), ma quelli sulla Roma sono sempre quelli che mi vengono meglio.

Totti a parte, qual'è il giocatore che ti ha colpita e attratta di più?

Non c’è nessun altro e penso mai ci sarà. Totti è un idolo assoluto, un Dio. Sono arrivata anche a litigare con parenti o amici che non gli portano rispetto, perché si può essere di quasiasi squadra, ma se non riconosci il valore e la lealtà di Totti allora di calcio e di vita non capisci nulla. In ogni caso voglio precisare che non tifo Roma per Totti, ho iniziato a tifare i giallorossi grazie ad un colpo di fulmine di più di 20 anni fa.

So che vorresti aprire uno sportello di ascolto per le donne in difficoltà, vittime di violenza e di abusi proprio nel tuo paese.Pensi che in una realtà così piccola e quindi anche un po' omertosa (rispetto alle grandi realtà come quelle di Roma, Milano, Napoli), le donne riescano a farsi aiutare e ad aprirsi in modo totale?

No, non è facile perché le donne, soprattutto nei piccoli paesi hanno più paura del giudizio degli altri, poi qui ci si conosce tutti, restare anonime è più difficile, ma la cosa che è comune d’appertutto è la scarsa tutela e protezione reale verso le donne. Si chiede alle donne di non stare zitte, di denunciare, ma dopo averlo fatto, quale reale provvedimento viene preso? A quanto pare nessuno troppo concreto. Quindi la donna continua ad essere restia, ha paura, perché si rende conto che denunciando non fa altro che aumentare la rabbia dell’altro, senza che nessuno poi prenda delle reali misure per tutelarle. Spesso dopo tanti femminicidi sentiamo i parenti o gli amici dire: “Lei aveva anche denunciato”, e questo accresce la rabbia verso un paese che non ci tutela abbastanza.

Progetti per il futuro? La famiglia...?

Io sono una persona molto solitaria, ho tantissimi interessi e ho bisogno di lunghi momenti in cui stare da sola a fare le mille cose che faccio. Non penso di arrivare ad essere misantropa, ma spesso reputo le persone estremamente noiose, così preferisco stare da sola. Non ne soffro, anzi, soffro quando mi viene imposta una presenza, allora sì, sto veramente male, è come se stessi in carcere. La libertà è troppo importante e vitale per me, non ce la farei mai a sposarmi o ad avere un rapporto di coppia che sia troppo soffocante. E poi come disse il grande Alberto Sordi:”non mi metto un estraneo in casa”.

Grazie Ermes79, UnfoldinRoma è onorata di averti tra i suoi personaggi.

Qui di seguito uno dei capolavori della nostra Ermes79.

                                                                                                                       Laura Tarani


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