Daniela Santanché

Daniela Santanché

"Il denaro è l'unico strumento di libertà" La "lezione" di Daniela Santanchè ai bambini protagonisti de “Alla lavagna”, programma di Rai 3. Articolo di Michela Di Mattia

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E’ successo Sabato 2 Febbraio durante  la trasmissione "Alla Lavagna” programma, in seconda serata, su RaiTre in cui si svolge, in una classe con bambini di età compresa tra i 9 e i 12 anni, un’intervista a persone adulte vip provenienti dal mondo della politica, del giornalismo o dello spettacolo. Il programma, che è alla sua seconda edizione, ha visto alternarsi nell’ultimo mese, prima dell’esponente di Fratelli d’Italia, Paolo Cirino Pomicino, poi Vlamdimir Luxuria e Nicola Molteni. Il 19 gennaio infatti anche Vladimir Luxuria aveva suscitato diverse polemiche sulle sue lezioni riguardanti argomenti sull’omosessualità, identità di genere e qualcuno lo ha accusato di insegnare come si diventa transessuali. Addirittura era stata proprio Daniela Santanchè ad accusare Luxuria : "Sono temi delicatissimi. In natura c'è il genere femminile e maschile e quei bambini non sono attrezzati per poter capire. Io da mamma ho insegnato a mio figlio che qualsiasi problema le prime persone con cui deve parlare son i genitori. Non può andare sulla Rai. Per me lei può fare quello che vuole, chi ha il pene è un maschio, chi ha la vagina è una donna" La Santanchè aveva bacchettato l’ex parlamentare per aver parlato in aula della sua vita da transessuale, accusandola di aver trasmesso un modello sbagliato.

Sabato scorso la senatrice di Fratelli d’Italia risponde alle domande dei ragazzini. Ne segue qualcuna fino ad arrivare alla domanda che ha suscitato tante polemiche.

Bambino: cosa fa una senatrice esattamente?

D. S: Una senatrice fa le leggi per tutti, perché il Senato è come il parlamento.

Bambino: Lei pensa che lo fa bene?

D. S: …io penso di farlo bene, poi saranno gli altri che dovranno giudicare

Bambina: come mai lei è entrata in politica se già faceva l’imprenditrice?

DS: la mia passione politica nasce dai banchi di scuola. io sono di Cuneo , una città del Piemonte e quando facevo il liceo l’ideologia tra destra e sinistra divideva in due parti il mondo, e io che ero originale, avevo capito che per essere anticonformista, bisognava stare a destra, perché ai tempi erano tutti di sinistra, così ho sviluppato la passione per la politica, perché mi piaceva occuparmi degli altri, che è il significato del termine politica.

bambino: lei quando si guarda allo specchio si piace?

DS: No! Non mi piacevo neanche quando avevo la tua età. Avevo una sorella bellissima e un fratello bello, quindi io ero la più brutta e avevo questo tipo di sofferenza

bambina: lei ha mai cambiato partito in base a come le conveniva?

DS: no, ho cambiato partito quando non potevo più esprimere le cose nelle quali io credevo, quando ho capito che c‘erano diversità di vedute, per cui io andavo da una parte e quel partito andava altrove

bambina: i suoi genitori erano rigidi o morbidi?

DS: rigidissimi. Avevo un papà molto severo autorevole e anche un po’ autoritario. Era tutto legato al merito per lui.

Bambina: Cosa vuol dire per lei il denaro?

DS: Che è l’unico vero strumento di libertà. I soldi servono ad essere liberi. Mio papà ha insegnato a me e ai miei fratelli che chi paga comanda. E lo dico a te che sei una donna. Pagare i propri conti vuol dire anche comandare. E’ un grande strumento di libertà il denaro.

Quest’ultima frase ha scatenato molte polemiche sul web e altrove.

A distanza di qualche giorno la senatrice giustifica la sua affermazione dicendo che voleva semplicemente sottolineare l’importanza dell’indipendenza economica per ogni donna e che il suo messaggio non è stato ben compreso. Il denaro è uno strumento che rende le donne libere.

Se è vero che, con il suo discorso possa aver sensibilizzato questo aspetto della necessità dell’indipendenza femminile, è altrettanto vero che, affermando che chi paga comanda, va a sottolineare un altro aspetto, cioè che le donne povere quindi non hanno potere e quindi come diceva Andreotti “il potere logora chi non ce l’ha”. Quella di cui parla la Santanche è una libertà che si afferma nel poter dare ordini e quindi comandare in virtù di ciò che si può pagare.

L’aspetto senza dubbio più fastidioso è quello di legare il denaro con il comando, trasmettendo ai bambini in studio, ma anche a tutte le persone che hanno visto il programma tv, un messaggio distorto e poco consono all’ampio concetto dell’educazione.

Probabilmente le sue affermazioni avrebbero fatto meno scalpore se le avesse dette in qualche salotto pomeridiano e con intervistatore più grande di età.

Lei aveva aspramente criticato qualche settimana fa Vladimir Luxuria per aver parlato di transessualità nella tv di stato, quella stessa che un tempo ha creato e trasmesso cultura nel paese.

Il migliore commento in risposta a quanto affermato dalla Santanchè lo ha dato, con grande signorilità e saggezza, Heather Parisi che ha affermato: “Insegnare a un bimbo che la ricchezza è libertà, è illuderlo al quadrato. Non si è mai abbastanza ricchi per essere liberi, né abbastanza liberi da essere ricchi”

Michela Di Mattia

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