Inganni Economici: Quello Che I Bocconiani Non Dicono

Inganni Economici: Quello Che I Bocconiani Non Dicono

Nella Top 10 dei libri per l'estate quest'anno non solo romanzi gialli e rosa.

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L’ultima uscita di Ilaria BifariniInganni economici: quello che i bocconiani non dicono” è stata definita la lettura per le vacanze: lungi dall’essere un saggio di teorie economiche ormai profuse a piene mani da politici, economisti e giornalisti plurititolati, il libro si presenta invece come un vero toccasana per rompere la gabbia e liberare menti dagli assiomi e dalle teorie economiche più diffuse, dai falsi luoghi comuni che, sebbene spesso siano privi di ogni logica, ci vengono continuamente ripetuti per manovrare adeguatamente le nostre menti.

Quello della Bifarini è quindi un libro anticonvenzionale, che si prefigge l’obiettivo arduo di smontare i dogmi dell’economia più accreditata. Come sottolinea la stessa autrice dal suo blog, “I miti economici si creano e sedimentano nell’opinione pubblica con la propaganda messa in atto dai media, con similitudini ingannevoli, ripetute fino a essere interiorizzate. Un esempio è quello secondo cui il bilancio di uno Stato sarebbe come quello di una famiglia. La realtà è invece il contrario: a differenza di una famiglia, la spesa dello Stato corrisponde al reddito dei cittadini, consiste di opere pubbliche, infrastrutture, servizi, stipendi.” (Ilaria Bifarini)

"Inganni economici" è scritto da una “bocconiana redenta” e, attraverso una descrizione lineare e scorrevole, smaschera i molteplici schemi dell’economia attuale, che ci vengono presentati come verità assolute ed invece altro non sono che un’abile manipolazione delle coscienze: l’economia presentata come scienza esatta, l’abilità nel farci subire come inevitabile la recessione economica, la crescita della povertà e della disoccupazione, lo stato inteso come famiglia, lo spauracchio del debito pubblico, inteso come mezzo per assoggettare i popoli alla schiavitù del lavoro precario senza diritti, l’irreversibilità dell’euro, quale unico strumento monetario per uscire dalla crisi economica.

Contro tutti questi modelli che ci ingabbiano, la Bifarini propone di ripartire dagli insegnamenti politico-economici di Keynes, riportando al centro lo Stato, per invertire la rotta dell’assurda austerity espansiva e smettere così di utilizzare leve psicologiche, che facciano sentire il cittadino colpevole e dunque meritevole di punizioni.

Ne “La Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta”, John Maynard Keynes, sosteneva che fosse necessario mettere in atto un intervento pubblico statale a sostegno della domanda, nella consapevolezza che altrimenti il prezzo da pagare sarebbe stato un'eccessiva disoccupazione e che, nei periodi di crisi, è assai probabile che le reazioni degli operatori economici al calo della domanda producano le condizioni per ulteriori diminuzioni della domanda aggregata. Le politiche keynesiane, sono dunque costituite soprattutto da investimenti pubblici, da tassazione progressiva e protezione sociale.

L’autrice di "Inganni economici" è assolutamente convinta che le politiche Keynesiane rappresentano oggigiorno il punto da cui ripartire al fine di rilanciare l’economia italiana e che esse siano il solo modo per ovviare all’aumento della tassazione, alla crescita a dismisura della spesa pubblica, alla corruzione, al clientelismo ed aumento degli sprechi all’interno della Pubblica Amministrazione.

La Bifarini è perciò un’assoluta sostenitrice dell’italexit e della riconquista della nostra sovranità economica: “dall’euro si può uscire e il debito pubblico è un’arma per colpevolecizzarci … la moneta unica è un esperimento economico riuscito male, un errore umano, frutto dell’adesione cieca a un modello che ha mostrato tutta la sua insostenibilità”. (Ilaria Bifarini)

"Inganni economici" è dunque una critica al sistema economico neoliberista nella sua totalità, dal momento in cui, attraverso la sua matematizzazione, è stato legittimato da fondamenti scientifici, che prescindono però dai risultati realmente conseguiti nella sua realizzazione concreta, dal momento in cui cioè gli indicatori economici vengono anteposti agli individui e si allontanano per questo dalle sfide del nostro tempo.

Un libro impegnativo e pesante quindi? Niente affatto, la scrittura chiara e fluida rende la terza opera di Ilaria Bifarini, un libro adatto a tutti, ma soprattutto un libro da consigliare a tutti: senza tecnicismi e astrusità, incomprensibili dai più, afferma ed esplica un punto di vista importante anche per chi non è in linea con il pensiero dell’autrice. 

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