FRANCESCA CHIRURGI

FRANCESCA CHIRURGI

Recupero materico®. L’architetto Francesca Chirurgi opera un restyling, come forma di riciclo e di risparmio, della casa, dell’arredamento e degli oggetti di arredo.

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Intervista di Michela Di Mattia

Francesca, ci vuoi parlare com’ è nata l’idea del recupero materico?

Essendo io architetto, ho posto l’attenzione sul concept del recupero, del riciclo, dal manufatto architettonico fino ad arrivare agli oggetti di arredo. Tutto ha avuto inizio dall’architettura per scendere di scala e arrivare sia all’arredamento che agli oggetti di arredo. Per dare una nuova visione di uno studio di architettura, ho aperto la mia attività su strada, evitando il classico studio al primo piano, che non ti vengono mai a cercare. Ho scelto di avere una vera e propria vetrina sulla strada che dà un po’ di più di visibilità, anche perché il mio non è solo uno studio ma soprattutto un laboratorio, dove eseguo i miei lavori su commissione.

Dove si trova il tuo studio/laboratorio?

Si trova ad Avezzano, anche se Roma è dove sono cresciuta e dove ho studiato architettura. La mia attività è quella del restyling, inteso a 360°. Da quest’attività di progettazione è nata poi l’dea del recupero materico, dando cioè nuova vita ad arredamenti e oggetti di arredo attraverso restyling pittorico degli stessi. Inoltre mi occupo anche di progettazione e realizzazione di case in legno.

Le pitture che tu esegui come sono?

Sono pitture a base di acqua, molto naturali, gessose e molto coprenti. Se il mobile è in buone condizioni, non è tarlato e con piccole difformità, si possono far dei piccoli interventi di restauro, senza bisogno di carteggiare, per cui la pittura può essere data direttamente sul mobile stesso. Poi il mobile viene rifinito con delle cere, con qualsiasi tipo di finitura e invecchiamento.

La tipologia dello stile che imprimi ai mobili restaurati, o meglio detto ‘recuperati’, come può essere definita?

Lo stile è quello dello shabby chic, anche se quest’ultimo è tendenzialmente identificato con il bianco invecchiato o con i colori pastello, rosa o verde salvia. Invece, la gamma dei colori che io dispongo varia dal bianco fino ai colori più scuri, sui quali si può giocare con mix di cere metalliche color oro, argento o bronzo o secondo il gusto del committente. Le soluzioni cromatiche sono infinite, poiché dalle basi delle cere si possono fare miscele con i colori, che sono tantissimi e quindi si possono ottenere tutti i colori o sfumature che ognuno desidera. Qualsiasi colore abbia il committente in casa, si può, senza alcun problema, riprodurre. Tempo fa, ho recuperato un mobile anni ‘70, che originariamente era arancione e l’ho dipinto colore giallo senape da una parte e nell’altra color effetto legno. È straordinario come si possano realizzare su tutte le superfici di legno, metallo, oltre che i vari colori a tinta unita, anche l’effetto marmo, l’effetto legno e l’effetto pietra.

Anche i tessuti possono essere tinti?

Sì anche i tessuti. Se la sedia è in buone condizioni, così come il rivestimento che la ricopre, si possono dipingere il velluto, la pelle, tutti i tipi di metalli, il vetro, la ceramica, insomma qualsiasi tipo di materiale.

E le pareti della casa anch’esse possono essere ‘recuperate’?

La pareti sì con la tecnica delabrè, con la tecnica per cui la superficie sembra un po’ consumata, con un effetto della parete consumata dal tempo, come se ci fosse passata l’umidità, dando l’idea del casale in campagna, con un effetto un po’ romantico, con pitture sempre molto neutre o pastello.

Quindi questa tecnica può applicarsi a tutto? Anche alle finestre oltre che alle pareti?

Sì certo, ovviamente parliamo solo della parte interna. Si possono restaurare anche porte interne e anche pavimenti.

Tu esegui i lavori solo nel tuo laboratorio?

No, io li eseguo anche a domicilio. Se devo recuperare un portone, vado a lavorare direttamente nel posto dove si trova. Per esempio, in questo periodo sto lavorando sulla trasformazione di una cucina. Sto parlando di una cucina di 20/30 anni fa che è di buona qualità ed era un vero peccato buttarla, sia per una questione di smaltimento, sia perché i proprietari hanno un legame affettivo. Una cucina media si può trasformare dipingendo anche solo gli sportelli e con circa 700 euro si ha una cucina nuova, trasformata e recuperata con un aspetto esteriore completamente nuovo. Anche sui piani cucina si possono effettuare recuperi.

Quindi riassumendo le superfici su cui si può lavorare sono tantissime?

Sì. Se ci sono mattonelle che non piacciono più, si possono anche pitturare i paraschizzi per la cucina. E oltre alla pittura si possono fare lavorazioni con stencil che riproducono motivi presenti nell’ambiente. Anche i pavimenti si possono recuperare e su queste che sono superfici dove c’è maggiore usura, si passa una finitura specifica che dà più resistenza al colore. Il discorso del recupero è volto a quello del risparmio.

Per avere un’idea quanto può costare far fare questi lavori?

Dipende sempre da lavoro a lavoro. Per esempio, per comprare una cucina nuova, anche di quelle economiche che montiamo noi senza chiamare il falegname, vuol dire spendere 2/3000 euro, mentre con il recupero materico la spesa è di circa un quarto di quella cifra. Il discorso del risparmio è collegato anche alla progettazione che faccio per le case in legno. Il risparmio bisogna considerarlo anche da come si struttura una casa. Tantissimi sono gli accorgimenti per ottenere un notevole risparmio energetico.

Che tempi richiede effettuare un lavoro?

Per i tempi bisogna aspettare l’asciugatura del prodotto, tra una mano e l’altra di pittura, bisogna attendere almeno 8 ore, la cera cristallizza in 3 settimane: ciò significa che in quel periodo bisogna stare attenti a non urtare i mobili o gli oggetti lavorati. Dipende molto anche dalle temperature. Quando è molto caldo la cera fa più difficoltà a cristallizzarsi.

Una bambina di 8 anni ridotta in fin di vista a Corsico, vicino Milano, da uno scooter che è fuggito via senza prestarle soccorso. A che punto siamo arrivati con il rispetto delle persone? Da un momento all’altro ci ritroviamo in fin di vita e per di più senza ricevere il soccorso che non si dovrebbe negare a nessuno.

Secondo me, oltre alla certezza della pena, che non riporta indietro persone che si perdono, sono eventi che non dovrebbero proprio succedere. Siamo lasciati da soli dalle istituzioni, dai più piccoli ai più grandi. Sulle strade ci siamo tutti!! Dai politici, ai loro figli così come la gente comune. I nostri politici viaggiano poco, ma soprattutto non attraversano le strade a piedi. La tecnologia dovrebbe essere di aiuto in questi casi. Se nel punto o vicinanze dove è stata investita la bambina ci fosse stato un dissuasore, lo scooter avrebbe rallentato. Probabilmente avrebbe preso comunque la bambina, ma forse causando meno danni. Da questo punto di vista le soluzioni architettoniche ed urbanistiche dovrebbero essere un po’ più studiate. E lo dico da addetta ai lavori.

A Vasto è stato negato il Jova beach party, principalmente per problemi legati alla sicurezza ma anche per i danni che un evento del genere può causare all’ambiente. Tu cosa pensi in proposito?

Dovrebbero istituire dei posti adatti e studiati a livello ambientale, dove non si causano problemi all’ambiente che dovremmo salvaguardare non solo a parole. Se si vuole dare la possibilità di certi concerti, si devono trovare aree adatte.

Il governo Bolsonaro ha fatto distruggere migliaia di kmq di foresta amazzonica e da giorni si è sviluppato un disastroso incendio di cui nessuno parla. Dove arriveremo di questo passo se si distrugge il polmone verde del mondo?

Noi, poveri cittadini abbiamo pochissimo potere. Quello che possiamo fare è condividere queste notizie e sensibilizzare tutti. Ci tengo a dire una cosa che ho dimenticato prima anche per le case in legno di cui parlavo prima, queste vengono realizzate con legno fatto crescere in luoghi appositi, senza impattare negativamente sull’ambiente. Esiste una filiera controllata e gli alberi vengono tagliati seguendo alcuni ritmi della natura, in base alle fasi lunari. Di quello che avviene ora in Amazzonia, forse avremo tristi conseguenze a breve.

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Intervista di Michela Di Mattia 

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