Addio A Peter Lindbergh

Addio A Peter Lindbergh

Lutto nel mondo della moda: scompare a 74 anni Peter Lindbergh, uno dei più celebri ed apprezzati nomi della fotografia mondiale.

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L’annuncio è stato dato sul suo profilo Instagram. Tra incredulità e sincera commozione il mondo ha appreso della sua scomparsa. “Se l'idea di bellezza autentica potesse farsi immagine, sarebbe sicuramente un'immagine di Peter Lindbergh.” Così viene ricordato su Vogue, il magazine che gli ha dato maggiore celebrità. Franca Sozzani scommise sull’innato talento di Lindberg ed il tempo le diede ragione.

Nato a Lissa in Polonia nel 1944, Peter Brodbeck, alias Peter Lindbergh, scopre la fotografia in Germania, dove lavora come assistente di Hans Lux. La grande occasione nel mondo della moda arriverà alla fine degli anni ’70, a Parigi, dove scatterà per Vogue, per Vanity Fair ed Harper’s Bazaar. Nonostante l’estetica degli anni Ottanta imponesse sfavillanti immagini che raccontavano opulenza e ricchezza, Lindbergh decide invece di ispirarsi al cinema ed ai paesaggi industriali della sua città. Per questo lavora anche per testate come The New Yorker, Rolling Stone ed il Wall Street Journal Magazine. Considerato il ritrattista della verità, colui che ha liberato le donne dal “terrore della perfezione”, Peter Lindbergh entra così nella leggenda.

Non è stato un fotografo di moda tedesco, bensì il Fotografo, colui che ha ridisegnato i canoni della fotografia di moda, colui che ha rappresentato al meglio l’animo femminile dando volto e corpo ad una femminilità forte e indipendente. Davanti al suo obiettivo hanno sfilato le più importanti indossatrici ed attrici internazionali - Milla Jovovich, cresciuta davanti alla sua macchina fotografica e ritratta per la prima volta a tredici anni, Christy Turlington, Helena Christensen, Monica Bellucci, Eva Herzigova, Naomi Campbell, Kate Moss, Uma Thurman, Kate Winslet e ancora Linda Evangelista, Cindy Crawford, Stephanie Seymour, Isabella Rossellini – Lindbergh aveva il grande talento di renderle vere, reali, di esaltare la loro personalità ed individualità. Donne concrete, con storie da raccontare che Lindbergh spoglia di ogni orpello, liberandole dalle pretese di perfezione, cogliendone gli aspetti più intimi. Era sufficiente una t-shirt bianca, un paio di jeans, i capelli bagnati e meno trucco possibile per dar vita ad opere di rara bellezza e celebrare le donne nella loro essenza, nella loro libertà. E ben venga qualche ruga in più ed una sigaretta tra le labbra per raccontare la verità. Raccontava di aver sempre in mente le sue compagne di scuola: jeans maglietta e scarpe da ginnastica. Lindbergh non amava il digitale. Il bianco ed il nero era la sua cifra stilistica. La sua scala di grigi ha raccontato gli ultimi trent’anni di moda, i suoi sembravano scatti da backstage, più che da cover. Nessuna, davanti all’occhio di Lindbergh, aveva paura di essere scomposta, struccata o di sembrare vecchia – il tabù per eccellenza, il male assoluto nel mondo della moda. In un’intervista a Vogue, il fotografo aveva dichiarato: “Le donne sono più aperte, coraggiose, hanno più fegato e si assumono molti più rischi rispetto agli uomini. Io le guardo per quello che realmente sono, forse è questo che le spinge a fidarsi di me”.

Addio Maestro.

Erika Gottardi

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