Roma Bar Show . Un Successo Con Tutti I Sensi

Roma Bar Show . Un Successo Con Tutti I Sensi

Siamo stati per voi alla giornata di chiusura della prima edizione del Roma Bar Show al Palazzo dei Congressi di Roma e ne abbiamo assaporate delle belle

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E’ stato un successo con tutti i sensi , non solo per le papille , quello del Bar Show , primo vero evento internazionale in Italia dedicato esclusivamente al mondo del beverage , con grandi nomi di aziende affermate ma anche piacevoli new entry , il tutto nel quadro di un organizzazione perfetta con molto pubblico e tanta simpatia tra gli stand .

Entriamo nei grandi spazi del palazzo dei congressi e partiamo subito all’insegna dell’ italianita’ con la celebrazione dei 100 anni del Negroni (ideato a Firenze nel 1919), il mitico cocktail da aperitivo alcolico a base di Vermuth rosso , bitter e gin , proposto nello stand Seven Hills con miscelazione e materie prime rigorosamente italiane dal bartender Livio Morena , per poi spostarci a sorseggiare un rinfrescante limoncello dell’azienda Pallini , quella del popolare liquore Mistra’ , ovviamente in bella mostra , che per questo must italiano usa limoni provenienti dalla fertile terra della costiera amalfitana.

Siamo ancora carichi e abbastanza sobri per dirigerci in fretta allo stand Jim Beam , marchio americano d’eccellenza , che ci propone un Whiskey Bourbon d’annata proveniente dalla famosa produzione nel Kentucky , morbidissimo al palato , prima di farci gustare un biondissimo Rye whiskey , fatto in gran parte da segale (in inglese rye appunto) con aggiunta di mais e altri cereali , con gusto piu’ strutturato .

Le gambe ancora ci assistono e allora saliamo al primo piano , non prima di aver notato che il mitico Campari Soda ha cambiato simbolo ma non il suo gusto inconfondibile , per dirigerci verso lo stand Strega , con packaging e grafica rinnovata , dove ci accoglie la simpatica Virginie Doucet , bartender francese ma di respiro internazionale, che si e’ imposta al premio mixology organizzato dalla stessa storica azienda che da anche il nome al famoso premio letterario italiano .

Non e’ ancora ora per un liquore digestivo , per cui riprendiamo il passo verso l’accogliente salotto della distilleria Quaglia di Torino , che ci sorprende ed inebria con un sontuoso Vermuth italiano a base di Barolo, dal nome che e’ tutto un programma : “Del Professore” .

A questo punto la scossa si fa sentire ma noi non molliamo e ci facciamo sorprendere dal passionale Armando Bomba , autodefinitosi , non senza meriti (ha vinto recentemente due premi internazionali tra cui l’international spirit competition in quel di Londra) , “alchimista liquorista” , che ci offre un “ amaro di Roma “ della produzione Rinaldi che gustiamo insieme al P.r Director Gabriele Rondani .

E poi c’ e’ il bartender Mario Farulla direttamente dalla capitale, entrato di prepotenza nella classifica degli “uomini bar” piu’ importanti a livello internazionale e che festeggia il fresco risultato in diretta , tra gli applausi generali .

Potremmo continuare con le visite ad altre eccellenze italiane come il Vermouth di Torino Superiore Gamondi , il Vecchia Romagna e la Riserva Tre Botti, i rosoli di Giardini D’Amore all'Anice Secco Varnelli , ma ci vorrebbe un altro fegato ed un'altra resistenza , per cui salutiamo il sales manager Denis Bernini con tre splendide ragazze allo stand Dictador , non prima di averci deliziato con un Rhum classe 1978 da raccontare ai nipoti e ci dirigiamo all’uscita non senza rimpianti , accompagnati dal nostro Cicerone Giorgio Morino , vero intenditore di beverage a 360 gradi.

Un evento cosi’ ci voleva proprio e speriamo torni con ancor piu’ slancio il prossimo anno .

Noi siamo gia’ pronti .

Cristian Coppotelli

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