SPARKLEDAY ROMA CAPITALE DELLE BOLLICINE ITALIANE

SPARKLEDAY ROMA CAPITALE DELLE BOLLICINE ITALIANE

Al The Westin Excelsior hotel in Via Veneto si è svolto il più importante evento sugli spumanti tricolore della Capitale promosso dalla storica rivista Cucina&Vini che per questa edizione ha schierato 70 cantine top dello Stivale

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Anche quest’anno il mese per eccellenza delle feste della Capitale inizia alla grande con SparkleDay, l’importante evento promosso dalla storica rivista Cucina&Vini che celebra lo spumante italiano come re indiscusso di tutti i prossimi brindisi. Ancora una volta splendida cornice della manifestazione è stato l’hotel The Westin Excelsior di via Vittorio Veneto dove, sin dal primo pomeriggio, una folla di esperti, appassionati, neofiti si è messa in fila per conquistare l’ambito calice che da li a poco si sarebbe riempito con le più grandi eccellenze di bollicine che rendono il nostro paese uno dei produttori più apprezzati al mondo. E ad aspettare gli ospiti c’erano ben 70 cantine top con a disposizione oltre 200 etichette che sono state degustate anche in abbinamento a uno street food fatto di specialità regionali.  

La giornata è stata l’occasione per presentare il volume Sparkle 2020 che, per il 18esimo anno consecutivo, raccoglie annualmente le migliori espressioni della produzione spumantistica italiana, premiando con l’ambito riconoscimento 89 delle 844 eccellenze vinicole partecipanti a quest’ultima edizione dove, come novità, è stata inserita anche una nuova sezione dedicata all’assaggio di vini commercializzati molti anni fa. Ormai la guida è diventata un’icona del Belpaese, assolvendo la funzione di vademecum per chi vuole districarsi tra le tante varietà di prodotti e i diversi livelli di qualità.

Come dichiarato da Francesco D’Agostino, curatore della guida e direttore responsabile di Cucina & Vini “SparkleDay è una grande festa che celebra in un solo giorno le grandi denominazioni spumantistiche italiane, dalla piemontese Alta Langa alle lombarde Oltrepò Pavese e Franciacorta, dal Trento Doc e all’Alto Adige, fino alle denominazioni del Sistema Prosecco, prima fra tutte quella di Conegliano Valdobbiadene. Ad essere presenti anche espressioni interessantissime di altre zone d’Italia che ormai hanno conquistato uno spazio importante nel panorama nazionale, comprese quelle aziende emergenti che si stanno impegnando a produrre ottimi spumanti, senza godere del supporto di una denominazione del territorio”.

Fra gli aspetti che più si possono apprezzare della manifestazione c’è sicuramente il fatto che anche i meno esperti hanno potuto apprendere qualche nozione della cultura spumantistica. Infatti, ad ogni postazione gli esperti rappresentanti delle varie etichette sono stati pronti e disponibili con tutti nel spiegare con semplicità ma, allo stesso tempo, professionalità i vari metodi di lavorazione oltre a illustrare la qualità dei prodotti e i loro migliori abbinamenti con il cibo.

E lo stesso D’agostino ha dato qualche dato sulla produzione delle spumante made in Italy che nel 2018 ha conquistato il 24% degli scambi italiani nel mondo in valore (oltre 1,5 mld di euro sul totale di 6,2 mld) e che nel 2019 dovrebbe stabilizzarsi a quota 1,6 miliardi di euro.

Ad arricchire l’edizione 2019 di Sparkleday la partecipazione di WeWorld Onlus, un’organizzazione italiana attiva in 29 Paesi con progetti di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario rivolti alla difesa dei diritti dei bambini, giovani e delle donne in Italia e nel mondo.

Fra le etichette insignite delle 5 sfere dalla guida Sparkle 2020 troviamo per il Piemonte “Alta Langa Pas Dosé Brut Nature 2012 Giulio Cocchi”, per la Lombardia “Franciacorta Riserva Bagnadore Dosaggio Zero 2011 Barone Pizzini”, per il Trentino “Trento Domini Nero Brut 2013 Abate Nero”, per il Veneto “Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry Adami”, per l’Umbria “Gran Cuvée Brut 2015 La Palazzola-Grilli”, per l’Abruzzo “Brut Marramiero”, per la Puglia “La Dama Forestiera Nature 2013 d’Araprì”, per la Sicilia “Terre Siciliane Gaudensius Blanc de Blancs Brut Firriato”.

                                                                                      Rosario Schibeci 

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