Ripartire, Sarà Questa La Fase 2

Ripartire, Sarà Questa La Fase 2

Diverse attività tentano timidamente di riaffacciarsi alla vita, escogitando soluzioni che possano tener conto di tutte le variabili: convivere con il virus, far ripartire l'economia e garantire sicurezza agli esseri umani; tutto ciò “vivendo”.

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Ipotesi. Prove tecniche di normalità.

Si la normalità, qualcosa che ci è stato tolto e che difficilmente ritroveremo nei canoni a cui eravamo abituati, ma bisogna provare, ingegnarsi per ripartire.

Così, secondo le nuove disposizioni, dal 4 Maggio 2020 si potrà alzare la testa, con circospezione e cautela ma sicuramente con tanta determinazione.

Un vecchio adagio recita “Italiani brava gente”; nei modi, nell'accoglienza, nella generosità e nel loro, “nostro”, essere calorosi e disponibili, caratteristiche che ci hanno sempre differenziati da altri popoli più restii e spesso, per l'appunto “più freddi” nella socialità.

Le proposte non mancano ma si sta avviando un forte e teso dibattito rivolto ad una categoria che ha sempre funzionato da traino in Italia, il comparto turistico/alberghiero.

Come far ripartire bar, ristoranti, fast food, pizzerie, trattorie?

Il distanziamento interpersonale sta diventando una regola a cui tutti, ormai, ci stiamo abituando, gel sanitizzante, mascherine, guanti e rispetto delle distanze ed è questo il nodo fondamentale, le distanze.

Molti ristoranti gourmet offrono già, nei loro locali, un ambiente molto austero per certi versi: tavoli ampi, grandi distanze tra un'unità e l'altra,questo per garantire una certa privacy agli avventori, oltre che una tangibile comodità vuoi per rendere un carattere di unicità al luogo, vuoi per giustificare un certo stile che ha comunque il suo prezzo.

Tra le diverse opzioni proposte, sembra prendere sempre più piede l'ipotesi di dotare i locali dedicati alla somministrazione di alimenti e bevande, di divisori individuali in plexiglass necessari per isolare gli ospiti e garantire una certa sicurezza tra un commensale e l'altro...pratico? Sicuro? Fondamentale? Domande a cui solo il tempo potrà dare risposte ma che ovviamente, pongono forti dilemmi sul senso e sulla precarietà della misura.

La convivialità, il gusto di colloquiare, interfacciarsi, condividere, potrebbe diventare solo un bel ricordo, e trasformare tutto questo in un atto meccanico e asettico dal punto di vista delle emozioni.

Certo, siamo in un momento storico tragico, con persone che lottano tra la vita e la morte, con ospedali pieni, incertezze sul futuro, un vaccino che non arriva e la possibilità che tutto questo non finisca ma che diventi, per assurdo, parte della nostra vita e l'eventualità di dover condividere con un nemico invisibile che può colpire tutti indistintamente fa davvero paura. Non possiamo tirarci indietro, stiamo piano,piano imparando a gestirlo familiarizzando con “termini e condizioni” che non potevamo prevedere, ma la necessità di ricominciare diventa impellente per non lasciarci morire.

Diverse attività tentano timidamente di riaffacciarsi alla vita, escogitando soluzioni che possano tener conto di tutte le variabili: convivere con il virus, far ripartire l'economia e garantire sicurezza agli esseri umani; tutto ciò “vivendo”. La fase acuta sembra scongiurata, e la grave crisi che sta nascendo rischia di mettere in ginocchio l'80% degli italiani che comunque hanno sempre dimostrato carattere e tenacia, ci vuole una reazione, ma deve essere una reazione ragionata e severa per non rivivere il picco di ritorno che tanto fece paura nel 1919 con “l'Influenza Spagnola”, che dopo una primavera di risveglio e speranza, diventò ancora più virulenta e terribile nell'estate seguente portando una percentuale altissima di decessi.

Molte aziende che si occupano di rivestimenti, stanno già creando validi prototipi per non farsi trovare impreparati, profili in legno, decorazioni, basi in metallo, sono solo alcune delle differenti varietà di divisori che capeggiano sulle pagine di siti di e-commerce, prezzi variabili dai 40 € ai 70€, almeno per il momento, poi si sa, la domanda decide il mercato. Sarà questo il futuro delle nostre tanto amate cene tra amici?

Forse si, anche se il dubbio sulla fattibilità e sulla praticità nell'uso di questi supporti diventerà un nodo da sciogliere che penalizzerà sicuramente quelle realtà più esposte e popolari che hanno sempre concepito in modo molto verace e folkloristico la convivialità .

Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare...

Già bocciata la proposta di attuare una soluzione simile sulle spiagge italiane proprio per l'impossibilità e l'illogicità della misura, più plausibile un totale annullamento della stagione balneare, ma come sopravviverebbero le aziende legate al comparto turistico?

Lo Stato dovrebbe pensare bene, in maniera profonda e concreta, trovare misure reali consone e ragionate offrire supporti e garanzie, non si gioca a mosca cieca, ma è un'attività che la ricorda molto.



Laura Tarani

fonte immagine web.

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