Cucinema 2020 Al Woods Pigneto

Battaglia tra grandi Chef al Woods Pigneto per il contest Cucinema 2020

stampa articolo Scarica pdf

Ieri sera in zona Malatesta, non lontano dal centro della vita notturna del quartiere Pigneto, si è consumata la sfida a colpi di piatti tra lo chef Luca Spisni del Woods Pigneto e gli chef Alessandro Marchetti e Alessandro Marata del V Lounge Beach di Ostia per il Cucinema 2020. E’ questo un contest di ispirazione cinematografica che vede sfidarsi chef e mixologist della Capitale con il prezioso supporto di Deacomunicazione EventiCiak si cucinaRoma Beve e Flair Project.


L’ennesima sfida che porterà verso la finale del contest al Pigneto Film Festival si è svolta dunque al Woods Pigneto in via Roberto Malatesta 67/69/71. Due piatti per ciascun locale in gara a cui sono stati abbinati relativi drink a cura di Alessio Zaccardo di Drink Kong per il Woods Pigneto e di Martina Salvo per il V Lounge Beach.
La sfida ha visto mettere in tavola per il Woods Pigneto un Antipasto ispirato al film La Ciociara. Si tratta di un Animella fritta con joux alla nocciola, sedano e rapa accompagnato dal drink The Winner di Alessio Zaccardo. L’altro piatto è un secondo ispirato invece al film Il sapore del successouna Finta capasanta, nero di seppia, aria di mare e piselli alla vaniglia, che abbiamo gustato con il drink Moravia. Il V Lounge Beach invece ci ha portato in tavola l’Oriente. Ispirandosi al film L’ultimo samurai, gli chef ci hanno servito dei Gyoza di cavallo e dashi di Shitake accompagnati dal drink Himeji di Martina Salvo. Il secondo piatto per il V Lounge Beach è stato un dessert di ispirazione al film Un the nel deserto con the,Mandorla e yuzu, per richiamare il Giappone del piatto precedente.
L’atmosfera, sebbene un po’ troppo rilassata nonostante l’epidemia di Covid19, si è subito scaldata con un piccolo aperitivo offerto dal Woods Pigneto. Sono quindi scesi in campo gli chef ed il primo piatto che è stato servito è stata la Finta capasanta, nero di seppia, aria di mare e piselli alla vaniglia. Esteticamente valida, dai semplici e delicati colori pastello, la finta capasanta era composta a base di patata i cui amidi dolci richiamavano il sapore delicato della vera capasanta. Nel piatto però mancava un elemento di croccantezza, mentre la parte acida non era nel piatto, ma nell’ottimo Moravia creato dal Bartender Alessio Zaccardo la cui base era un Gin italiano valorizzato da diverse componenti acide. Il mix cocktail e piatto era discreto nonostante nel Moravia si sentisse un po’ troppo il gin. 
A seguire gli Chef del V Lounge Beach ci hanno entusiasmato con i loro Gyoza di cavallo e dashi di Shitake. L’equilibrio del piatto era notevole, tutte le componenti si sposavano tra loro con armonia delicata e classicamente  orientale. Presenti tutti gli elementi necessari per un piatto riuscito, croccantezza inclusa, insomma un vero trionfo di equilibrio, gusto, tecnica e creatività. Anche il drink creato da Martina Salvo, si sposava perfettamente con il piatto, un drink alla cui base c’era un ottimo whisky giapponese arricchito con una infusione di fungo Shitake. 
Dopo una piccola pausa per riprenderci dall’ottimo inizio, ci è stato servita l’Animella fritta con joux alla nocciola, sedano e rapa accompagnata dal drink The Winner, il tutto ispirandosi al film La Ciociara con l’immortale Sofia Loren. Purtroppo questa volta il piatto non è riuscito, il sapore troppo forte dell’animella non è stato correttamente bilanciato con le altre componenti del piatto, ne è risultata una portata troppo distante dalla delicatezza a cui eravamo stati abituati con il piatto precedente. Purtroppo anche il drink è risultato troppo acido ed alla fine emergeva soprattutto il limone travolgendo il whisky che invece doveva essere alla base del drink. 
A chiusura del contest il pastrychef Valerio Romani del V Lounge ci ha deliziato con un dolce delicato anche se non particolarmente innovativo ma sicuramente adatto alla stagione e collegato al piatto precedente grazie all’uso dello Yuzo, l’agrume giapponese che al momento va molto di moda in pasticceria. Anche in questo caso il V Lounge ha centrato l’obiettivo ottenendo un grandissimo equilibrio di sapori e continuità intellettuale tra i piatti, perfetto anche il drink di Martina Salvo un Black Fizz alla cui base era un Montenegro, un amaro tipico di fine pasto, perfettamente tenuto a freno dagli altri componenti del drink, anzi, l’essenza dell’amaro è perfettamente venuta fuori senza coprire tutto il resto del drink, Ottimo lavoro e serata speciale!

Alessio Capponi

© Riproduzione riservata